mercoledì 30 luglio 2008

Mi manca...c'è poco da fare....mi manca....



Mi manca...c'è poco da fare....mi manca....

Mi manca...c'è poco da fare....mi manca....

in alcuni giorni...e in "certe notti"....

in alcune circostanze .....anche quando dico che non è così..

soprattutto..quando dico che non è così.....

Perchè alla fine dei conti mi sento vivo solo con te.
Riempi ogni vuoto.
Ti basta un bacio per farmi respirare.

sei la mia unica certezza.

_per sempre_

-anche se per sempre non esiste-

E non vedo l'ora di essere al mare con te.

E divertirmi come solo tu sai farmi divertire.

E addormentarmi tra le tue braccia
come solo tu sai farmi addormentare.

Mancano solo ….minuti?......ore?...... giorni?.....mesi?.....anni?

"Ci saremmo sdraiate nel campo di notte ad acchiappare stelle cadenti
e loro avrebbero esaudito tutti i nostri desideri.
Immaginavamo di immergerci fino al mento in vasche da bagno piene di fiori di ciliegio,
di assaggiare i raggi del sole, di cenare sulla spiaggia al chiaro di luna
e poi ballare il tip-tap senza scarpe sulla sabbia."[Tratto da "Se tu mi vedessi ora", Cecilia Ahern]

martedì 29 luglio 2008

Così l'Eterno fu con lui, ed egli riusciva in tutte le sue imprese. Si ribellò al re di Assiria e non gli fu più soggetto



Così l'Eterno fu con lui, ed egli riusciva in tutte le sue imprese. Si ribellò al re di Assiria e non gli fu più soggetto

Caro Gesù,
ho aperto la bibbia a caso ed è uscito il brano 2Re 18, 1 – 8. Devo seguire l’esempio di Ezechia e ciò comporterà quello che è scritto nel versetto 7 e quindi l’affrancamento dall’oppressione che è avvenuto in questi giorni nella mia storia personale, nella vicenda che mi ha visto protagonista nella mia famiglia che potrebbe essere descritta da questo brano.
Sia fatta la Tua volontà
antonio
Tunnel di Ezechia
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Il tunnel di Ezechia è una galleria scavata sotto l' Ophel nella Gerusalemme orientale sotto il regno di Ezechia (c. 700 a.C.). Il tunnel mette in comunicazione la sorgente di Gihon con il pozzo di Siloam, ed aveva lo scopo di fungere da acquedotto per fornire d'acqua Gerusalemme durante l'imminente assedio della città da parte degli Assiri guidati da Sennacherib. Lo scavo è lungo circa 533 metri e tramite un leggero dislivello tra le due terminazioni della galleria, convoglio l'acqua dall'oasi al pozzo.
Secondo una iscrizione ritrovata nel tunnel, la cosiddetta iscrizione di Siloam, esso venne scavato da due gruppi differenti, che lavorarono separatamente incontrandosi a mezza via. È evidente dalla natura stessa dello scavo che vennero fatti diversi tentativi prima di riuscire a trovare la giusta direzione dove scavare. Recenti scoperte hanno portato al ritrovamento di un ulteriore tunnel - noto come canale Warren - e suggeriscono che il tunnel potrebbe essere stato il frutto dell'allargamento di una fenditura naturale preesistente o ([[karst]]).

Funzione ed origine del tunnel [modifica]
L'Ophel, essendo un monte, era naturalmente difendibile da ogni fianco, ma presentava un punto debole nel fatto che la sua principale risorsa di acqua corrente, l'oasi di Gihon, si trovasse sulla cima che si affaccia sulla valle di Kidron. Questo comportava militarmente il problema di dover lasciare l'oasi al di fuori delle mura cittadine, lasciando la città priva di acqua fresca nel caso di assedio.
La Bibbia narra che re Ezechia (c. VIII secolo a.C.), temendo che gli Assiri volessero mettere Gerusalemme sotto assedio, bloccò il flusso delle risorse d'acqua all'esterno della città e le dirottò attraverso un canale nel pozzo di Siloam.
Tuttavia è ora certo (dal 1977) che la precedente canale Warren era già stato oggetto di miglioramenti; quest'ultima non è un'acquedotto, e richiedeva di trasportare a mano l'acqua dal pozzo alla fonte - un'elemento che Ezechia deve aver considerato negativamente.
Nel 1899, venne scoperto un ulteriore tunnel, che conduceva anch'esso dalla sorgente di Gihon al pozzo di Siloam, ma in maniera molto più diretta. Quest'ultimo è ora noto come canale della Media Età del Bronzo, in riferimento all'età a cui è stato fatto risalire; lo studioso Reich ha stabilito che esso venne costruito intorno al 1.800 a.C., durante la (Media Età del Bronzo), per cui l'acqua della sorgente veniva deviata già secoli prima dell'epoca di Ezechia. Si tratta si uno scavo profondo venti piedi, che dopo la costruzione venne ricoperto con delle ampie lastre di roccia (che venivano a quel tempo nascoste dal fogliame). Esso è molto più stretto delle altre gallerie, ma può essere percorso da una persona per gran parte della sua lunghezza. Il tunnel di Ezechia agisce da rimpiazzo di questo primo passaggio, poiché il pericolo che il nemico potesse scoprire le pietre di copertura era un rischio troppo grande da correre durante un assedio.


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lunedì 28 luglio 2008

Si è spento sabato scorso Randy Pausch. Era un bravo docente universitario di scienze informatiche alla Carnegie Mellon University in Pennsylvania. Aveva 47 anni, la tendenza al sorriso, la passione per i peluches che si vincono al luna park, tre splendidi figli e un passato da progettista di realtà virtuale per la Disney. Sin qui nulla che finirebbe sulle pagine di un giornale. La morte «normale» e la vita «normale» non hanno quasi mai spazio tra le colonne di un quotidiano, nelle notizie dei tg, tra le curiosità di Internet.Eppure Pausch è riuscito a trasformare questo dramma terribilmente «ordinario» in qualcosa che tocca le persone e i media. Mesi fa, quando ha saputo che per il suo tumore non c’era cura, si è chiesto quale fosse il modo migliore per lasciare un testamento spirituale ai figli. Si è detto: «Sono un professore e i professori fanno lezioni». Così è andato di fronte ai suoi studenti e, a telecamere accese, ha fatto la sua ultima lezione. Non di informatica. Nemmeno, e sarebbe stato ovvio il contrario, sulla morte. È andato davanti a tutte quelle persone, davanti alla sua famiglia, e ha fatto una lezione sulla vita. Su come l’esistenza ci appare a guardarla dalla fine, dai suoi ultimi scampoli.Così in un aula gremita si è raccontato, senza commiserazione, armato di coraggio e ironia, deciso a «rinchiudere tutto me stesso in una bottiglia che poi i miei figli un giorno apriranno». Per settantacinque minuti si è raccontato, ha fatto ridere il pubblico, lo ha commosso, ha parlato dei suoi sogni infantili, di come è cresciuto, di ciò che considerava giusto e di ciò che considerava sbagliato.



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domenica 27 luglio 2008

quando due esseri fatti uno per l’altro si incontrano e sanno che può essere possibile




quando due esseri fatti uno per l’altro si incontrano e sanno che può essere possibile
Caro Gesù,
mi succede di incontrare una persona e di sapere che posso conoscerla che saremmo amici e che c’è un grande affiatamento tra noi. Bastano gli sguardi che accade ci si scambi, il modo di muoversi anche a distanza e le piccole cose che accadono quando sei in presenza di una persona che sai sarà possibile divenga una persona significativa della tua vita.

Non una parola, ma mi sentivo addosso l’interesse, il sentimento e le emozioni che sgorgavano da questo cuore vicino ma lontano, a portata di mano ma irraggiungibile, ma non per questo a me escluso, anzi proprio per questo a me accessibile in tutta la sua interezza sapendo che si tratta di sentimenti nobili che immancabilmente sono in evidenza quando due esseri fatti uno per l’altro si incontrano e sanno che può essere possibile.
Mi sono fatto una doccia e mentre mettevo il bagno schiuma sulla mia pelle e sentivo, percepivo la morbidezza della schiuma che circondava il mio corpo, percepivo la presenza, il pensiero e le emozioni di una persona che ha tutte le caratteristiche per essere una persona significativa.

Una persona che sicuramente potrebbe divenire importante e certamente lo diverrebbe se le serie di sincronicità che mettono insieme le persone, quello che un famoso scrittore che ha segnato la mia vita chiama “tutto l’universo cospira perché accada!”, scattassero e come un fiume in piena determinassero l’incontro, le parole che escono una dietro l’altra con semplicità, gli sguardi che accompagnano il tutto e lo rendono eccezionale, unico e irripetibile.
Come quello che accade in quel momento e solo in quel momento che poi è l’eterno presente perché quell’istante è incancellabile e diviene eterno nel cuore delle persone che siamo state coinvolte in una sincronicità di un incontro significativo.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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sabato 26 luglio 2008

La osservo questa mia dolce nostalgia, questo essere trasportato dal vento inquieto dei ricordi verso la dolce passione



La osservo questa mia dolce nostalgia, questo essere trasportato dal vento inquieto dei ricordi verso la dolce passione, la deli
Caro Gesù,
inquieto, immotivatamente. Apro a caso e viene fuori Giovanni 1, 1. Sono cieco? Non capisco? Non vedo la luce? Sono inquieto e certi pensieri quelli del possesso, del voler essere al centro, ego al centro, egocentrico, egoista.
Improbabile che ne comprenda la ragione, è incomprensibile perché non c’è una ragione. Ma sento questa inquietudine che mi dilata e mi espande sino a giungere verso il mare, quel mare che mi piace tanto e che mi fa sognare.
Una favola dolce non è proponibile perché o la favola è tutto, oppure se si realizza solo a determinate condizioni e alla presenza di determinate persone è una mistificazione, un trucco, un imbroglio un’illusione.
La osservo questa mia dolce nostalgia, questo essere trasportato dal vento inquieto dei ricordi verso la dolce passione, la delicata flagranza il profumo inebriante che mi fece vibrare d’amore.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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venerdì 25 luglio 2008

ISTRUZIONI PER ESSERE FELICI


Carissimo Prof. Mancuso,
sto leggendo il capitolo 5 Salvezza dell’anima. Ho letto non condividendo quasi nulla di quanto affermato da Lei circa il peccato originale che è poi il punto di partenza per poter dipanare la matassa della storia della salvezza.
Mi sono fermato dopo la lettura del Paragrafo 61 perché ritengo che quanto lei ha citato e che dovrebbe servirle da luce invece è li a testimoniare la sua mancanza di consapevolezza perché non è stato ancora investito dalla Grazia della rivelazione.
Ma andiamo con ordine.
In Giovanni 1, 29 c’è scritto PECCATO DEL MONDO e lei lo cita a pagina 171 del suo libro. Ma lei coglie una contraddizione ovvero il mondo è creato buono ma vive nel peccato. Ma possibile che non abbia mai letto Renè Girard?
Cerco di sintetizzarglielo:
L’uomo ha vissuto per milioni di anni nella condizione naturale in un Paradiso Terrestre e si è imposto poiché in grado di imitare ciò che risultava efficiente per la sopravvivenza. Imparava di suo ma imitava anche gli altri. Poi ha avuto l’intuizione che se si viveva in gruppo e ci si dividevano i compiti si era ancora più efficienti per la finalità della sopravvivenza derivante dalla difesa dalle avversità dell’ambiente e dal procacciarsi gli alimenti.
La fondazione del mondo è questa!
Ma in quello stesso istante per la intrinseca natura mimetica l’uomo ha iniziato a desiderare ciò che altri possedevano al fine di imitarli ottenendo come effetto una vita più efficiente e lunga.
Quando il desiderio non risultava appagato per la cupidigia di accumulare per se derivante dell’egoismo ecco apparire la rivalità mimetica violenta che poteva generare l’estinzione del gruppo.
Al fine di incanalare la violenza rivalitaria si sviluppò il sacro come sacrificio che serviva a proteggere la sopravvivenza del gruppo scatenando la violenza accumulata nel mondo sulla vittima, sempre innocente, il capro espiatorio.
Ecco la spiegazione della frase del vangelo di Giovanni 1, 10 che lei riporta a pagina 171 “Il mondo fu fatto per mezzo suo, e il mondo non lo riconobbe” e per questo stesso motivo sempre in Giovanni 8, 23 Gesù afferma “Io non sono di questo mondo”.
Il mondo a cui si riferisce Gesù è quello della rivalità mimetica violenta a cui l’unico mondo che si contrappone è quello antecedente alla rivalità mimetica stessa che è AMORE.
Infatti accedendo, per Grazia, all’Amore ecco che l’affermazione “Siete nel Mondo ma non del Mondo” diviene comprensibile e presuppone due diverse dimensioni per vivere l’esperienza collettiva. Una di queste è la Comunità che deriva dall’amore e l’altra è la cosiddetta Società Civile che ha nel diritto la regolamentazione delle rivalità mimetiche violente e nel Sacro inteso come sacrificio della vittima innocente la condizione “sine qua non” dell’esistenza stessa della Società Civile.
Se illuminiamo le parole di Gesù di quanto ho scritto che poi è il peccato originale da cui derivano tutti e sette i peccati capitali subito la contraddizione che lei coglie si scioglie come neve al sole.
Se poi inserisce le bellissime parole che ha usato per descrivere la Civiltà dell’Amore, oppure il Regno dei Cieli, oggi diremmo lo Stato dei Cieli in questo contesto sicuramente lei riuscirebbe, molto meglio di quanto faccio io e lo stesso Renè Girard a comunicare questa rivelazione a quante più persone umane possibile allo scopo di rendere consapevoli le stesse della bellezza delle Parole del Padre Nostro che recitano “Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ COME IN CIELO COSI’ IN TERRA, dacci oggi il nostro pane quotidiano E RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.
Ricordo a me stesso che Gesù ci ha anche indicato la via per realizzare l’Amore in alternativa alla violenza rivalitaria mimetica. Infatti così come anche da lei ricordato tutti avevano notato questa tensione degli uomini verso il bene che però albergava in compagnia della esigenza di infliggere dolore e fare del male ad altri uomini. Ma come fare a far prevalere il bene in piena libertà? Ovvero come esercitare il libero arbitrio per la scelta tra il bene e il male?
Il soccorso giunge da quel RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI, ovvero dalla tecnologia del perdono che ha come effetto lo Spirito Santo e i suoi frutti.
Tutto questo è spiegato benissimo nel Catechismo della Chiesa Cattolica e anche nel suo compendio.
Quindi la tecnologia del perdono, che è il frutto della vita illuminata dalle Beatitudini, che poi sarebbero le “ISTRUZIONI PER ESSERE FELICI” ,sono la dimostrazione pratica dello STATO DEI CIELI che è alternativo allo STATO ITALIANO pur essendo perfettamente integrato nello Stato Italiano e non compiendo alcunché di violento o eversivo nei confronti dello stesso Stato Italiano.
E’ la rivoluzione radicale di Gesù che cerco di mettere in pratica nella mia vita, per la verità con risultati assolutamente insoddisfacenti.
Per capire la croce le parole “Non voglio sacrifici ma misericordia” sono la guida. Ho letto le pagine 178 – 179 -180 – 181 e devo scrivere subito che sono fuorvianti. Invece la faccenda della croce è di una semplicità sconvolgente. Il Principe delle Tenebre regna come dice la parola stessa solo nelle tenebre, quindi per regnare, ha necessità che il trucco che utilizza non venga illuminato dalla luce e scoperto.
Qual è il trucco?
E’ perché c’è Berlusconi al potere che non ce l’ho io! Poi scopriamo le malefatte di Berlusconi e lo processiamo e lo condanniamo perché è colpevole! La vittima è colpevole e noi la condanniamo e tutti siamo li ad assistere alla sua esecuzione che può avvenire anche facendolo andare nella polvere dopo la sconfitta elettorale.
Probabilmente andrà a finire così perché è sempre andata a finire così.
La vittima Gesù è PALESEMENTE INNOCENTE! La sua crocifissione svela il trucco della VIOLENZA RIVALOITARIA MIMETICA, quella che si sviluppa quando vediamo quello che conosciamo che è diventato ricchissimo e diciamo a noi stessi che noi siamo uguali, che anche noi dobbiamo avere quello che ha lui e che così saremmo felici!
Ecco cos’è Gesù che muore per svelare il trucco, ma c’è di più appena il trucco è svelato il potere del Principe del Tenebre si perde perché quello che desideriamo e che crediamo sia in grado di renderci felici ci casca dalle mani e sapendo che seppure lo avremo non ci renderà felici, perderà il potere ipnotico nei nostri riguardi.
Il Salvatore è Gesù e ci salva dall’oppressione di volere l’idolo, Lui ci da l’acqua che non fa avere più sete, L’ACQUA CHE DISSETA DEFINITIVAMENTE.
In questo senso avviene la creazione del novello Adamo che genera di nuovo quel circuito di comunicazione con il cielo, genera la possibilità dell’amore.
Ho appena finito di leggere il capitolo 5 e per quanto mi sforzi trovo molto più convincente quanto ho scritto io rispetto a quello che ha scritto lei in questo capitolo.
Trovo convincente e sperimentabile ciò che ho scritto io e invece ritengo un’opinione il suo scritto, un tentativo di dare una risposta che non è una risposta.
Quanto scritto da Renè Girard è verificabile sperimentalmente nella propria vita e costituisce per questo risposta in quanto non elaborazione della mente ma esperienza viva di ogni giorno svelata alla ragione.
Cordialità
Antonio Bruno
P.S. Mi spiace essere così categorico, sicuramente sono antipatico. Se rileggo quello che ho scritto non mi trovo antipatico. Se lo confronto con quello che ha scritto Lei, caro Prof. provo una grande antipatia per me stesso perché io faccio l’Agronomo e scrivo a Lei pretendendo di darle delle indicazioni, scrivo a lei che è un Teologo significandole che quanto da lei affermato non è convincente, o meglio, che non mi convince per nulla e addirittura proponendole un’altra chiave di lettura che è poi quella dell’Antropologo Renè Girard. Sono davvero temerario, pazzo eppure le assicuro che, nonostante quanto ho scritto mi metta in imbarazzo per le ragioni esposte prima, sono stato sincero con lei e con chi avrà il tempo e mi farà il grande onore di leggere le mie povere parole.

ISTRUZIONI PER ESSERE FELICI


Carissimo Prof. Mancuso,
sto leggendo il capitolo 5 Salvezza dell’anima. Ho letto non condividendo quasi nulla di quanto affermato da Lei circa il peccato originale che è poi il punto di partenza per poter dipanare la matassa della storia della salvezza.
Mi sono fermato dopo la lettura del Paragrafo 61 perché ritengo che quanto lei ha citato e che dovrebbe servirle da luce invece è li a testimoniare la sua mancanza di consapevolezza perché non è stato ancora investito dalla Grazia della rivelazione.
Ma andiamo con ordine.
In Giovanni 1, 29 c’è scritto PECCATO DEL MONDO e lei lo cita a pagina 171 del suo libro. Ma lei coglie una contraddizione ovvero il mondo è creato buono ma vive nel peccato. Ma possibile che non abbia mai letto Renè Girard?
Cerco di sintetizzarglielo:
L’uomo ha vissuto per milioni di anni nella condizione naturale in un Paradiso Terrestre e si è imposto poiché in grado di imitare ciò che risultava efficiente per la sopravvivenza. Imparava di suo ma imitava anche gli altri. Poi ha avuto l’intuizione che se si viveva in gruppo e ci si dividevano i compiti si era ancora più efficienti per la finalità della sopravvivenza derivante dalla difesa dalle avversità dell’ambiente e dal procacciarsi gli alimenti.
La fondazione del mondo è questa!
Ma in quello stesso istante per la intrinseca natura mimetica l’uomo ha iniziato a desiderare ciò che altri possedevano al fine di imitarli ottenendo come effetto una vita più efficiente e lunga.
Quando il desiderio non risultava appagato per la cupidigia di accumulare per se derivante dell’egoismo ecco apparire la rivalità mimetica violenta che poteva generare l’estinzione del gruppo.
Al fine di incanalare la violenza rivalitaria si sviluppò il sacro come sacrificio che serviva a proteggere la sopravvivenza del gruppo scatenando la violenza accumulata nel mondo sulla vittima, sempre innocente, il capro espiatorio.
Ecco la spiegazione della frase del vangelo di Giovanni 1, 10 che lei riporta a pagina 171 “Il mondo fu fatto per mezzo suo, e il mondo non lo riconobbe” e per questo stesso motivo sempre in Giovanni 8, 23 Gesù afferma “Io non sono di questo mondo”.
Il mondo a cui si riferisce Gesù è quello della rivalità mimetica violenta a cui l’unico mondo che si contrappone è quello antecedente alla rivalità mimetica stessa che è AMORE.
Infatti accedendo, per Grazia, all’Amore ecco che l’affermazione “Siete nel Mondo ma non del Mondo” diviene comprensibile e presuppone due diverse dimensioni per vivere l’esperienza collettiva. Una di queste è la Comunità che deriva dall’amore e l’altra è la cosiddetta Società Civile che ha nel diritto la regolamentazione delle rivalità mimetiche violente e nel Sacro inteso come sacrificio della vittima innocente la condizione “sine qua non” dell’esistenza stessa della Società Civile.
Se illuminiamo le parole di Gesù di quanto ho scritto che poi è il peccato originale da cui derivano tutti e sette i peccati capitali subito la contraddizione che lei coglie si scioglie come neve al sole.
Se poi inserisce le bellissime parole che ha usato per descrivere la Civiltà dell’Amore, oppure il Regno dei Cieli, oggi diremmo lo Stato dei Cieli in questo contesto sicuramente lei riuscirebbe, molto meglio di quanto faccio io e lo stesso Renè Girard a comunicare questa rivelazione a quante più persone umane possibile allo scopo di rendere consapevoli le stesse della bellezza delle Parole del Padre Nostro che recitano “Padre Nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome VENGA IL TUO REGNO, SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ COME IN CIELO COSI’ IN TERRA, dacci oggi il nostro pane quotidiano E RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male.
Ricordo a me stesso che Gesù ci ha anche indicato la via per realizzare l’Amore in alternativa alla violenza rivalitaria mimetica. Infatti così come anche da lei ricordato tutti avevano notato questa tensione degli uomini verso il bene che però albergava in compagnia della esigenza di infliggere dolore e fare del male ad altri uomini. Ma come fare a far prevalere il bene in piena libertà? Ovvero come esercitare il libero arbitrio per la scelta tra il bene e il male?
Il soccorso giunge da quel RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI, ovvero dalla tecnologia del perdono che ha come effetto lo Spirito Santo e i suoi frutti.
Tutto questo è spiegato benissimo nel Catechismo della Chiesa Cattolica e anche nel suo compendio.
Quindi la tecnologia del perdono, che è il frutto della vita illuminata dalle Beatitudini, che poi sarebbero le “ISTRUZIONI PER ESSERE FELICI” ,sono la dimostrazione pratica dello STATO DEI CIELI che è alternativo allo STATO ITALIANO pur essendo perfettamente integrato nello Stato Italiano e non compiendo alcunché di violento o eversivo nei confronti dello stesso Stato Italiano.
E’ la rivoluzione radicale di Gesù che cerco di mettere in pratica nella mia vita, per la verità con risultati assolutamente insoddisfacenti.
Per capire la croce le parole “Non voglio sacrifici ma misericordia” sono la guida. Ho letto le pagine 178 – 179 -180 – 181 e devo scrivere subito che sono fuorvianti. Invece la faccenda della croce è di una semplicità sconvolgente. Il Principe delle Tenebre regna come dice la parola stessa solo nelle tenebre, quindi per regnare, ha necessità che il trucco che utilizza non venga illuminato dalla luce e scoperto.
Qual è il trucco?
E’ perché c’è Berlusconi al potere che non ce l’ho io! Poi scopriamo le malefatte di Berlusconi e lo processiamo e lo condanniamo perché è colpevole! La vittima è colpevole e noi la condanniamo e tutti siamo li ad assistere alla sua esecuzione che può avvenire anche facendolo andare nella polvere dopo la sconfitta elettorale.
Probabilmente andrà a finire così perché è sempre andata a finire così.
La vittima Gesù è PALESEMENTE INNOCENTE! La sua crocifissione svela il trucco della VIOLENZA RIVALOITARIA MIMETICA, quella che si sviluppa quando vediamo quello che conosciamo che è diventato ricchissimo e diciamo a noi stessi che noi siamo uguali, che anche noi dobbiamo avere quello che ha lui e che così saremmo felici!
Ecco cos’è Gesù che muore per svelare il trucco, ma c’è di più appena il trucco è svelato il potere del Principe del Tenebre si perde perché quello che desideriamo e che crediamo sia in grado di renderci felici ci casca dalle mani e sapendo che seppure lo avremo non ci renderà felici, perderà il potere ipnotico nei nostri riguardi.
Il Salvatore è Gesù e ci salva dall’oppressione di volere l’idolo, Lui ci da l’acqua che non fa avere più sete, L’ACQUA CHE DISSETA DEFINITIVAMENTE.
In questo senso avviene la creazione del novello Adamo che genera di nuovo quel circuito di comunicazione con il cielo, genera la possibilità dell’amore.
Ho appena finito di leggere il capitolo 5 e per quanto mi sforzi trovo molto più convincente quanto ho scritto io rispetto a quello che ha scritto lei in questo capitolo.
Trovo convincente e sperimentabile ciò che ho scritto io e invece ritengo un’opinione il suo scritto, un tentativo di dare una risposta che non è una risposta.
Quanto scritto da Renè Girard è verificabile sperimentalmente nella propria vita e costituisce per questo risposta in quanto non elaborazione della mente ma esperienza viva di ogni giorno svelata alla ragione.
Cordialità
Antonio Bruno
P.S. Mi spiace essere così categorico, sicuramente sono antipatico. Se rileggo quello che ho scritto non mi trovo antipatico. Se lo confronto con quello che ha scritto Lei, caro Prof. provo una grande antipatia per me stesso perché io faccio l’Agronomo e scrivo a Lei pretendendo di darle delle indicazioni, scrivo a lei che è un Teologo significandole che quanto da lei affermato non è convincente, o meglio, che non mi convince per nulla e addirittura proponendole un’altra chiave di lettura che è poi quella dell’Antropologo Renè Girard. Sono davvero temerario, pazzo eppure le assicuro che, nonostante quanto ho scritto mi metta in imbarazzo per le ragioni esposte prima, sono stato sincero con lei e con chi avrà il tempo e mi farà il grande onore di leggere le mie povere parole.

mercoledì 23 luglio 2008

Alessandro Baricco smarrito nelle nebbie della nostalgia



Alessandro Baricco smarrito nelle nebbie della nostalgia

Alessandro Baricco smarrito nelle nebbie della nostalgia

Per lo scrittore e regista ciò che è mutato rendendoci Barbari è che “Primo si possa passare e poi che si possa passare velocemente”.
di Antonio Bruno

E’ venuto a Lecce Alessandro Baricco, ha parlato nell’anfiteatro e non l’ho sentito. Era ospite della libreria liberrima. Ma tutti quei libri messi uno in fila all’altro mi avevano incuriosito, così come mi aveva incuriosito quella definizione di “saggio” data dallo scrittore alla sua opera. Intuivo che aveva scoperto qualcosa e che siccome ne era rimasto turbato e allo stesso tempo smarrito la voleva comunicare, per confrontarsi con gli altri, per avere un riscontro o per vedersela confutare.
Sono passati un po’ di giorni da domenica scorsa ma oggi finalmente ho potuto approfondire.
Ho visto oggi la lunga lezione che Alessandro Baricco ha tenuto al cinema Anteo di Milano il 22 maggio su i barbari e la mutazione su YouTube:
http://www.youtube.com/watch?v=gejrNkGWjec&feature=user
Alessandro Baricco prima spiega cos’è un motore di ricerca http://it.wikipedia.org/wiki/Motore_di_ricerca .
Poi dopo averlo spiegato ne ricava uno schema che applica alla vita di ognuno di noi da cui ricava la tesi della nostra mutazione verso una persona umana che potremmo definire “passante”.
In sintesi Alessandro Baricco sostiene che è una mutazione il passaggio che ognuno di noi ha fatto dopo Internet e i motori di ricerca. Alessandro Baricco parla della fatica, studio, penetrazione, concentrazione finalizzati ad illuminare un segmento del mondo per poi accorgersi che dopo tanto tempo si accende una luce da cui deriva esperienza che significava fatica. Alessandro Baricco sostiene che ci volevano anni, che la cosa andava scavata, che si era sospesi in una sorta di immobilità finalizzata alla profondità.
Alessandro Baricco dice che prima della mutazione avevamo la caratteristica della concentrazione. Alessandro Baricco sostiene che questa è esperienza diversa rispetto all’esperienza dell’inanellare segmenti diversi di mondo in un'unica traiettoria sintetizzabile in un unico gesto che è la mutazione che abbiamo subito tutti, chi in maniera più accentuata e chi in maniera minore.
Alessandro Baricco dice che la rappre3sentazione plastica di questo è il fare più cose nello stesso tempo. I bambini lo fanno. Schema nuovo di esperienza. Il vecchio schema era fare una cosa alla volta.
Alessandro Baricco sostiene che per il vecchio schema ogni cosa che si fa è una possibile esperienza a differenza del nuovo schema che è un'unica esperienza in movimento e ciò presuppone che si facciano più gesti che di fatto sono un unico gesto unificato.
Alessandro Baricco continua sostenendo che la velocità è necessaria per tenere insieme il gesto. Il senso dell’accadere è derivato da traiettorie, ovvero diversi punti che sono un'unica esperienza.
Ogni gesto è concatenato con altri e quindi per questo motivo la profondità rappresenta un pericolo. Il senso delle cose si trova facendo una traiettoria.
Alessandro Baricco sostiene che stiamo togliendo l’anima a tutti i gesti degli umani. Stiamo convertendo per quanto è possibile tutti i gesti in gesti da cui passare velocemente.
E infine Alessandro Baricco si chiama fuori da tutto questo quando afferma: “Scarnificano i gesti creando “sistemi passanti” tutti sono presi dal “costruire un sistema passante”.
Alessandro Baricco ha ricavato dall’esperienza uno schema. L’ha ricavato dalla rete, l’unica novità vera e in rapidissima trasformazione.
Ma non posso essere d’accordo con lui. Ho usato la rete, l’ho cominciato a fare nel 2000. Sono otto anni. E’ vero che all’inizio ero frastornato dalla mole immensa di informazioni, dalla struttura dicotomica che ti faceva perdere in immensità per arrivare passando da un punto all’altro ad altre dicotomie stabilendo alla fine traiettorie in movimento, ma è anche vero che se ciò non fosse avvenuto mai sarei arrivato alle vette della mia profondità.
E’ come il coltello. Lo puoi usare per sbucciare una mela o per ammazzare una persona. E’ come il coltello.
E come il coltello è stato visto al suo apparire UNA MUTAZIONE da barbari, Alessandro Baricco cade nella stessa trappola con la rete. Irretito dal mezzo e dalla sua possibile cattiva utilizzazione perde la densità di cui è pregna la rete per smarrendosi nelle nebbie della nostalgia.

lunedì 21 luglio 2008

Idolo che ritorna


Idolo che ritorna

Caro Gesù,
la barba ogni mattina, mai un graffio, ma stamani, dopo la telefonata di ieri sera, mentre pensavo a quello che è successo, al senso di ciò che è successo ecco che la lama affonda su una delle mie labbra, le stesse labbra che servono per parlare e per baciare.
Una distrazione? Meglio dire che è un segno della Tua presenza nella mia vita e per questo che sono venuto qui a vedere che cosa usciva dalla Tua parola. Ho aperto a CASO ed è uscito il Vangelo di Giovanni capitolo sei versetti 34 – 40.
Io vengo da Te ma penso anche a quest’idolo che mi ha guidato per tanti anni. Se starò con ….sarò felice, io ho fame e sete e mi darà da mangiare e da bere e spegnerà la mia esigenza. Oggi più che mai questa suggestione continua a esercitare un forte potere ipnotico sulla mia mente e sul mio cuore.
Ieri sera mi sono addormentato ripetendo il nome per tutto il tempo e stamani mi sono svegliato spossato e stanco, non ero fresco e sereno come tutti i giorni precedenti. Poi il pensiero è andato di nuovo all’idolo, alla felicità che mi darebbe se stessi con l’idolo e ancora adesso che ne scrivo provo lo stesso identico desiderio.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


34 Essi allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane".
35 E Gesù disse loro: "Io sono il pane della vita chi viene a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete
36 Ma io ve l'ho detto: voi mi avete visto, ma non credete.
37 Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori,
38 perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
39 E' questa la volontà del Padre che mi ha mandato: che io non perda niente di tutto quello che egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell'ultimo giorno.
40 Questa infatti è la volontà di colui che mi ha mandato: che chiunque viene alla conoscenza del Figlio e crede in lui, abbia vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno".



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La ragione è come l’energia nucleare



La ragione è come l’energia nucleare

Carissimo Prof. Mancuso vitomancuso@alice.it ,
purtroppo impegni di vario tipo e natura mi hanno impedito di proseguire nei giorni scorsi, come avrei voluto, nella lettura del suo libro “L’anima e il suo destino”. Inoltre in questi giorni avrei voluto almeno scrivere di ciò che ho letto nelle pagg. 98 e 99 del suo libro laddove lei sostiene:
“…..E’altresì vero che, per quanto allevati dagli uomini e in grado di parlare, vi sono esseri umani che non progrediscono molto oltre la vita animale, sono totalmente in balia dei loro sensi, ora sono fame, ora sonno, ora sesso, ora prestigio sociale, e si muovono nel branco della società con la stessa meccanica necessità che guida per lo più gli animali.”
Alla luce delle mie letture dell’antropologo Renè Girard quanto da lei asserito confonde due cose completamente differenti facendole passare per identiche.
Mi spiego meglio: ora sono fame, ora sonno, ora sesso sono esigenze primarie che risultano presenti in ogni persona umana, e anche nel mondo animale e per quanto riguarda fame e sesso anche nel mondo vegetale. Quindi si tratta di appetiti che vanno soddisfatti in quanto tali. E che in quanto tali sono neutri. Gli animali si nutrono senza mai ingrassare (quelli obesi vivono in un organizzazione antropologica artificiale) e fanno sesso quando si devono riprodurre (l’erotismo è un fatto tutto legato alla organizzazione antropologica artificiale). Quindi sesso e fame così come sono assumono le caratteristiche di appetito, quando divengono modi per soddisfare “cose altre” divengono veri e propri disturbi comportamentali per il cibo (anoressia e bulimia) e per il sesso (anoressia sessuale anorgasmia o impotenza e bulimia sessuale perversioni sessuali di vario tipo e natura).
Diverso è il prestigio sociale. Questo ultimo, come i disturbi comportamentali, deriva dalla organizzazione antropologica artificiale ed è da essa dipendente, la sola differenza è che non viene considerato un disturbo comportamentale. Il prestigio sociale deriva dai posti che nella organizzazione vengono considerati prestigiosi, ma che sono il frutto di un trucco, di un illusione derivata dal fatto che alla fondazione del mondo i compiti vennero divisi per avere una vita più comoda. Il fatto che ci fosse la persona che aveva sviluppato l’abilità di accendere il fuoco piuttosto che quella della costruzione delle abitazioni o della coltivazione dei campi non dava diverso prestigio sociale, ma era funzionale alla divisione dei compiti e alla redistribuzione della ricchezza prodotta dal mondo fondato.
Sia prima che dopo la fondazione del mondo, le persone umane avevano gli appetiti per fame o per riprodursi che sono funzionali all’esistenza in vita sia del singolo che della razza umana e per la qual cosa è stato fondato il mondo.
Per semplificare il mondo, ovvero l’organizzazione antropologica artificiale, è stato fondato per consentire ai singoli di vivere con minori rischi e di riprodursi più facilemente.
Se lei ritiene che l’anima sia ciò che è prodotto dalla mente in qualità di pensiero astratto e svincolato dagli appetiti e dalle passioni butta a mare la parabola della zizzania di domenica scorsa. Il grano e la zizzania crescono assieme affinché togliendo la zizzania non si distrugga anche il grano.
La ragione è come l’energia nucleare, può essere impiegata per scopi benefici o servire per distruggere il pianeta. La verità che poi è l’amore che poi è Gesù informa la ragione e da buoni frutti (il grano).
La struttura antropologica che sviluppa violenza rivalitaria informa la ragione e allora si hanno cattivi frutti (la gramigna).
Ma all’amore ci si arriva per grazia, ed è dinamico, non è sempre presente poiché la struttura antropologica artificiale fondata per garantire la vita terrena (limitata e comunque conclusa dalla morte del corpo) viene sublimata e trascesa come in grado di garantire la vita eterna (quella dell’anima e dello spirito). Questo è il grande bluff, l’illusione di Satana, il Principe delle Tenebre, che proprio per questo ha bisogno del buio, del favore della notte per contrabbandare l’organizzazione antropologica artificiale per il Paradiso in Terra, per l’Eden.
Come quando ti avvicini a una decina di metri, di notte, a una donna per strada. La scambi per una donna, ma sono le tenebre che fanno completare alla tua mente ciò che i tuoi occhi non riescono ad osservare. Ma appena spunta il sole ecco che chi di notte sembrava donna, alla luce del sole è un uomo travestito da donna, un trucco, un illusione.
Una volta svelata da Gesù questa Verità, che poi è l’Amore che poi è Gesù stesso, ecco che le ricchezze del mondo sembrano ciò che sono nella realtà, ovvero beni di cui godere, che non sono nostri, che sono a nostra disposizione durante la permanenza in questa fase della nostra vita sulla terra, che lasceremo ai nostri figli così come ci hanno lasciato i nostri avi e che, quindi, possono essere messi in comune per favorire una bella esistenza a tutte le persone umane.
Per il volgo significa questo, invece per gli eruditi significa quest’altro…mi riferisco a quanto scritto da Spinoza e da Lei citato a pagina 99 che lei vedo approva e condivide. Solo che c’è un particolare caro il mio prof. Mancuso, che ai piccoli come quelli che Spinoza sostiene onorino i capi della Chiesa è stato rivelato ciò che risulta oscuro ai grandi, e che questi stessi hanno opportunità di entrare nel Regno dei Cieli ben maggiori di quelle che lo stesso Gesù concede ai ricchi ai quali riserva invece il famoso “è più facile che un cammello…..”
Poi andiamo a pagina 100 dove lei al punto 38. Pienezza in cui Lei dice “….asservire il proprio Io alla dimensione più grande dello Spirito, alla Verità……” Ora anche per questo non c’è assolutamente nulla da eccepire se non la considerazione di Pietro che dopo aver saputo da Gesù dei ricchi (anche quelli di cultura ovvero gli intellettuali) e del Cammello chiese “Chi si salverà?” e Gesù chiarì tutto quanto con il famosissimo e citatissimo “Ciò che è impossibile all’Uomo è possibile a Dio” che mette in luce che davvero noi siamo i tralci e lui è la vite, e che nulla è possibile senza di Lui.
Naturalmente ciò che ho scritto è frutto della mia esperienza e chi legge,m se non ha fatto la stessa esperienza, intenderà ciò che ho scritto a modo suo, poiché l’esperienza di ciò che ho scritto in maniera così poco espressiva e che mi sembra assolutamente inadeguato e un balbettio quasi senza senso rispetto a ciò che ho vissuto.
Ma chi ha fatto esperienza di questo, nonostante la mia misera nell’esprimere mi capirà, mentre chi ancora non ha avuto questa grazia leggerà e interpreterà a seconda dell’esperienza che ha avuto nella sua vita. Ma magari qualcosa lo potrebbe scuotere, potrebbe addirittura darsi che il Signore Nostro, nella Sua infinita misericordia, si serva di un miserabile come me per comunicare a Te quello che Lui vuole dirti (il mio non è dare del Tu a Lei prof. Mancuso, ma è un dare del Tu al lettore eventuale che mi stesse leggendo sul mio blog).
Poi quando parla di Mozart mi comunica esperienze che io ho fatto e comprendo che è così, che è come lei sostiene. Ma lo comprendo io perché ho avuto la Grazia di fare queste esperienze. Chi non le ha fatte le leggerà come una sua opinione su Mozart e basta.
Alla fine di questa parte ancora questa Sua ossessione di chi generi l’anima. Lei ritiene che siano compartecipi i genitori e allora a questo punto lo sono tutte le persone umane che per dirla come dice lei “si prendono cura”. Ma Le ripeto il mio “che importanza ha?” Lei non ha prove di quanto asserisce allo stesso identico modo della Gerarchia ecclesiastica. Sono delle opinioni, la Sua e quella della Gerarchia che non cambiano la faccenda. C’è l’anima! Ognuno di noi ha un anima! L’anima è immortale! L’Eterno presente!
Ma Lei ha scritto di questo nel 4° Capitolo.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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giovedì 17 luglio 2008

le vedo scintillare come stelle che indicano il mio cammino.



le vedo scintillare come stelle che indicano il mio cammino.
Caro Gesù,
Zaccaria che canta le lodi della liberazione. Bellissimo il brano che è uscito a caso. Un annuncio per il popolo di Israele diventa l’annuncio per me.
Un annuncio che si collega alle beatitudini che sono uscite a caso ieri e che nella misericordia annunciano le vie della Pace e la salvezza dei miei nemici.
Io applico alla mia vita queste parole e le vedo scintillare come stelle che indicano il mio cammino.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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il più bravo, il più intelligente, il più....



il più bravo, il più intelligente, il più....
Caro Gesù,
ho aperto a caso ed è venuto fuori Matteo 12, 22 – 32. Adesso medito e rifletto su questo sulle parole della cacciata dell’indemoniato, su quello che tu definisci il Regno diviso in se stesso, io mi sento unito, finalmente di nuovo unito e prendo decisioni che mi sembrano sagge. Come quella di non essere più omissivo di fronte alle ingiustizie a cui assito, io faccio ciò che ritengo giusto e raccolgo le conseguenze qualunque esse siano. Non posso più fare altrimenti, nessuna lusinga che proviene dal mondo ha il diritto di fermarmi e ì, se ci penso, mi ferma la lusinga dell’egoismo, del farmi i fatti miei per non avere grattacapi. Ma al posto di non averne ecco che le rogne aumentano a dismisura.
C’è qualcuno che ti propone un affare irresistibile e poi c’è sempre qualche cosa che tu non avresti mai fatto senza quella lusinga. Un po’ come quel Satana che pretende di essere adorato per poi darti tute le ricchezze del mondo.
Stamattina l’occhio puro che emana luce, che illumina ogni dove e la luce che non si nasconde ma che si mette in bella vista, stasera questo regno diviso in se stesso che lotta se stesso, questo servire due padroni che porta alla rinuncia alla fine, alla morte.
La lusinga della superbia, questa mia croce splendente che oggi vedo ancora più splendente. Con Anna, la superbia di dimostrami più intelligente di lei, anche con Franca anche con mio padre. Superbia e ancora superbia sempre più superbia.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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martedì 15 luglio 2008

La consapevolezza dell’altrui agire inconscio è il fondamento della mia misericordia.



La consapevolezza dell’altrui agire inconscio è il fondamento della mia misericordia.
La consapevolezza dell’altrui agire inconscio è il fondamento della mia misericordia.


Matteo Capitolo 12 - 6 Ora io vi dico che qui c'è qualcosa più grande del tempio. 7 Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.

Caro Gesù,
era da tempo che non aprivo a caso il Vangelo e anche oggi la Tua parola mi interpella e mi interroga, come sempre. Io non capisco davvero come fai a farmi scegliere a caso, che poi è una contraddizione in termini, se scelgo non è a caso, se invece, scelgo di scegliere a caso allora non scelgo, anche se scrivo di scegliere.
Il mio giudizio severo di quando desidero che la legge sia rispettata su tutto e su tutti, senza considerare che al di sopra della legge, ci sei Tu mio Signore, creatore del cielo e della terra.
Io davvero spero che questa parola scavi nel profondo del mio cuore, mi porti a Te e mi faccia riflettere che le persone fanno del male in maniera assolutamente INCONSAPEVOLE. Io stesso faccio del male in maniera inconsapevole. Ecco il fondamento della misericordia. La consapevolezza dell’altrui agire inconscio è il fondamento della misericordia. La Tua volontà che sceglie di permettere ciò che non sarebbe permesso è il fondamento della misericordia. Se mi affido a Te, mio Signore, allora non condanno più.
Penso a quel fratello ieri sera, penso a come l’ho visto solo.
Signore abbi pietà di me peccatore, Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio Vivo, abbi pietà di me peccatore.
Sia fatta la Tua volontà


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domenica 13 luglio 2008

Né velo né veline



Né velo né veline

Né velo né veline
Emancipata = come Giuliana Sgrena che ha per motto “né velo né veline”.
di Antonio BRUNO
Ho seguito con attenzione l’intervista di stasera fatta a Giuliana Sgrena nell’atrio del Palazzo Ducale a San Cesario di Lecce. Ho seguito il racconto che ha fatto delle condizioni in cui vivono le donne nell’Islam, anche se, di Islam ce ne sono tanti, quello dell’Irak, quello dell’Algeria e quello della Tunisia ecc. ecc. tutti uno diverso dall’altro.
La questione della donna con il velo, dopo ampia trattazione delle situazioni che si realizzano in quei territori dell’Oriente, che la Sgrena riferisce in quanto testimone si riduce in questa risposta alla domanda di una donna in prima fila che desiderava sapere se ci fossero donne dell’Islam che portassero il velo per LIBERA SCELTA. La Signora Sgrena, sicura di se, risponde che una parte delle donne islamiche è obbligata con la forza a indossare il velo, un’altra parte è obbligata dai condizionamenti della società e le uniche che le indossano liberamente sono quelle che vogliono che IL POTERE SIA DELLA RELIGIONE, LA TEOCRAZIA.
Ora io sono un assiduo frequentatore del blog di Fabio De Nardis, Comunista di Rifondazione. In quel blog si affrontano questioni di comunismo, con un linguaggio da comunisti e siccome io comunista non sono e non capisco quel linguaggio leggo con rispetto ciò che si sostiene, le credenze e i valori che si espongono e anche se non li condivido io continuo a rispettarli. Non sono comunista e non conosco il comunismo allo stesso modo di come non sono Islamico e non conosco l’Islam.
Io penso che la Signora Sgrena (atea) abbia commesso un errore e abbia mancato di rispetto a un popolo che ha delle credenze religiose, che si possono condividere o non condividere, ma che comunque meritano rispetto.
Ho sentito lamentare la Signora Sgrena (atea) una sinistra che invita donne dell’Islam con il velo (credenti) che non piacciono alla Signora Sgrena (atea), e questo posso anche capirlo, ma arrivare a dire che bisogna invitare le donne che non desiderano portare il velo al posto di quelle che sono state invitate penso sia davvero un’enormità che non mi aspettavo, che mi ha lasciato prima basito e poi INDIGNATO!
Così per quanto riguarda la verginità. La Signora Sgrena riferisce che in Irak con 100 euro si ricostruisce l’imene perché altrimenti una donna islamica non si sposa. Poi sostiene che ciò è un’ipocrisia. Giusto! Ma liberamente queste donne scelgono la strada della ricostruzione dell’imene senza reclamare la libertà sessuale che le vedrebbe probabilmente rimanere zitelle o peggio ancora mettere a rischio la stessa sopravvivenza.
Ma ci saranno comunque delle donne che per i valori in cui credono arrivano vergini al matrimonio, ci sono persino delle ragazze di San Cesario di Lecce che desiderano arrivare vergini al matrimonio per le loro credenze religiose, e anche queste non possono essere giudicate perché meritano rispetto.
Come meritano rispetto quelle donne che, interpellate dalla Consigliera Antonella Mangia si sono dichiarate indisponibili addirittura di sentire parlare di aborto, vanno rispettate e non giudicate come donne arretrate e quindi, di conseguenza non emancipate.
Ma la faccenda assume contorni paradossali quando la Signora Sgrena parla delle donne Islamiche che dopo aver visto che concetto si erano fatto i loro uomini delle emancipate donne italiane che fanno le veline alla TV decidono di rimettersi il velo perché non si ritengono ascrivibili a quel tipo di donne veline ( che dal loro punto di vista sono degradate e senza dignità), sembrerebbero quasi dire: Si al velo, no alle veline! E la Signora Sgrena del “IL CORPO E’ MIO E ME LO GESTISCO IO” che fa? Dice che le Islamiche hanno ragione, che la colpa è delle veline, delle tette al vento e dei balletti sconci! Ma Come? Assistiamo allo spettacolo di una Signora Sgrena bacchettona e moralista?
Da basito giungo a divenire esterrefatto. Sono qui ancora che mi chiedo che cosa desideri la Signora Sgrena? Vuole che le Islamiche siano aiutate a emanciparsi, e nello stesso tempo DESIDERA MORALIZZARE LE DONNE ITALIANE.
Una novella inquisizione senza Sant’Uffizio? Una novella inquisizione questa volta ATEA CHE IMPONE IL modello UNICO DELLA Signora Sgrena?
Una aristocrazia formata dalla Signora Sgrena e dalla Consigliera Antonella Mangia che decide chi è emancipato e e in che modo DEBBA EMANCIPARSI E chi invece è in uno stato di sofferenza e di violenza DI DEGRADO E DEBBA ESSERE SALVATO.
Io parto dal presupposto che ciò che io faccio per fede se fossi costretto a farlo per legge sarei sotto la più spietata delle dittature.
Io sono credente e volontariamente cerco di mettere in pratica il Vangelo con risultati per la verità deludenti. Ma lo faccio per mia libera scelta. Una minoranza dell’Islam con l’integralismo ha preso una strada che non condivido anche se rispetto sapendo che la maggior parte dell’Islam non è integralista. Io ci parlo con i fratelli dell’Islam e ci sono anche a San Cesario di Lecce.
Nonostante queste considerazioni alla fine la Consigliere Comunale Daniela Litti ha preso l’impegno di iniziare a conoscere le esigenze della comunità Islamica di San Cesario di Lecce. Buona cosa. E soprattutto è buona cosa dare protezione a chi, liberamente, intenda uscire dall’Islam e dalle sue regole e non possa farlo perché metterebbe a rischio la sua vita. Questo si può fare. Ma un ateo come la Signora Sgrena dovrebbe avere rispetto di chi ateo non è!


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non si può parlare a un mondo popolato da quadrati del mondo popolato dai cubi.



non si può parlare a un mondo popolato da quadrati del mondo popolato dai cubi.

Caro prof. Mancuso vitomancuso@alice.it ,
sono a pag. 90 del suo libro “L’anima e il suo destino” e pur non avendo finito di leggere il terzo capitolo mi sono dovuto fermare perché tante cose mi sono venute in mente e ne vorrei scrivere. Intanto parto dall’inizio e cioè che io credo alla resurrezione dei morti e alla vita eterna. Perché questo è il mio punto di partenza.
La vita eterna è per forza di cose la mia vita eterna, così come è quella dei mie parenti defunti. Io le chiedo e mi chiedo: se nessuno dei miei parenti (e presumo nessuno dei suoi parenti) ha più avuto contatti con me dopo la loro morte fisica, eppure continuano a vivere e, vi è di più, come dicono gli avvocati, resusciteranno nel giorno del giudizio, perché mai noi dovremmo parlare di loro che invece è evidente non possano parlare con noi?
E’ come se noi fossimo in un “mondo a due dimensioni, in questo mondo potremmo parlare di linee, punti, addirittura di figure come il quadrato, ma del CUBO non potremmo parlare, potremmo intuire una corpo a tre dimensioni vivendo in un mondo dove esistono solo quelli a due dimensioni? Noi che viviamo in un mondo a tre dimensioni potremmo, sforzandoci, intuire qualcosa a 5 o a 6 dimensioni?
Vede Gesù non si è avventurato in questo territorio, eppure lui avrebbe potuto, lui che è Dio, avrebbe potuto ma ci ha lasciato lo Spirito Santo che è Dio.
Caro prof. Mancuso si è chiesto il perché Gesù, nel Vangelo di oggi abbia utilizzato la parabola del seminatore e abbia anche spiegato che tale parabola era necessaria perché “Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. “ Matteo 13,13 eppure nonostante abbia fatto questo non abbia invece parlato dell’anima nei termini in cui ne scrive lei e i teologi che l’hanno preceduta.
Lei ritiene che alla creazione partecipino i genitori che in virtù della sua affermazione divengono coo – creatori, la gerarchia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana intesa come Organizzazione Antropologica artificiale di preti e vescovi sostiene che l’anima derivi direttamente da Dio, ma scusi che cambia?
Lei dice che cambia la percezione dell’anima in noi che addirittura non ne abbiamo percezione per colpa della descrizione data dalla gerarchia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana intesa come Organizzazione Antropologica artificiale di preti e vescovi, quindi sembrerebbe che grazie alla sua tesi, all’anima creata anche dai genitori le persone potrebbero avvicinarsi all’anima e quindi alla resurrezione dei morti e alla vita eterna.
Mi permetta di scrivere a chiare lettere una domanda: Il suo libro ha avuto un grande successo editoriale, l’hanno comprato moltissime persone le risulta che qualcuna di queste grazie all’affermazione e conseguente dimostrazione del suo libro circa la creazione dell’anima con la partecipazione dei genitori ha avuto accesso al credo alla resurrezione dei morti e alla vita eterna? Io ho provato a proporre la questione e non ho avuto alcun riscontro positivo, le credenze di un cittadino medio sulla vita eterna e la resurrezione dei morti sono da paragonarsi per intensità a quelle sul gatto nero che porta male, l’oroscopo che prevede il futuro e al cornetto rosso che allontana la iella.
Io non so la sua realtà, né conosco le sue frequentazioni, ma tra le persone che incontra abitualmente c’è qualcuna che ha dichiarato che la sua vita è cambiata perché ha percepito finalmente l’anima grazie al fatto di sapere che i genitori concorrono alla sua creazione?
Continuerò nella lettura ma queste pagine mi sembrano una disputa tutta tra le mura dei teologi che come organizzazione antropologica artificiale pensano a dimensioni di cui non hanno esperienza e le cui persone defunte che ne hanno esperienza non sono in contatto con loro per spiegare, e di cui, il nostro Dio, Gesù, vissuto in Galilea 2008 anni fa non ha parlato nemmeno in parabole, dico io perché non si può parlare a un mondo popolato da quadrati del mondo popolato dai cubi.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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cambiamenti di stato fisico



cambiamenti di stato fisico
Caro prof. Mancuso vitomancuso@alice.it ,
sono arrivato alla fine del capitolo 2 per la precisione a pag. 75 e a parte le prime cose il resto mi trova in una situazione di aver provato a fare le stesse esperienze e quindi ciò che vi è descritto mi risulta comprensibile.
Ma andiamo con ordine. Lei giustamente afferma che la materia è soprattutto vuoto e che la condizione di equilibrio determina il mondo minerale che peraltro non è in quiete, ma appare in quiete a noi solo perché i nostri sensi (vista, udito, tatto, gusto e odorato) non sono in grado di percepirne il movimento.
A quel livello accadono peraltro cambiamenti di stato (solido, liquido, gassoso) che sono determinati dall’energia. Secondo lei, caro il mio prof, i viventi avrebbero un surplus di energia che si esprime in movimento percepibile, quindi secondo la sua stessa definizione l’anima sarebbe questo surplus che quindi ci sarebbe anche nei minerali che appunto cambiano stato fisico?
Vede che si avventura in questioni assolutamente ininfluenti? Ma cosa vuole determinare se non vi è stato ancora alcuno, se non chi abbia intrapreso il cammino di ascesi, a percepire l’anima, lo Spirito? Vede che il suo cammino è pieno di intoppi e lei è malfermo sulle gambe di queste argomentazioni che sono assolutamente fideistiche e che anche in quell’ambito risultano la sua intuizione che peraltro non è la mia. Io percepisco lo Spirito in tutto il creato, senza distinzione alcune, nel tutto, perché tutto è integrale.
Inoltre anche queste parole inadeguate che ho utilizzato per esprimere e significare la mia esperienza sono un balbettare balbuziente che fa ridere anche me quando rileggo quello che scrivo, perché l’ineffabile può essere indicato e solo chi ha accesso riesce a comprendere.
Come questa sistematica dell’anima che propone: diversi gradi di specializzazione a partire dai vegetali, poi animali e infine uomo.
Mio caro noi tutti siamo il creato, tutta l’energia è il creato a immagine e somiglianza di Dio, Padre Onnipotente Creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e invisibili.
Le relazioni lineari di causa ed effetto funzionano solo nel pianeta che viviamo perché sia l’infinitamente grande (Relatività) che l’infinitamente piccolo (quantistica) non funzionano obbedendo a quella linearità. Le ho già scritto dell’intuizione del campo unificato e si attende conferma ispirata dallo Spirito Santo per comprendere finalmente il Creato nella sua integralità.
Poi sino a pag. 75 pur tra sue interpretazioni che non collimano con la mia esperienza per la maggior parte capisco di che scrive per averlo vissuto sulla mia pelle da quando ho avuto la Grazia di poter accedere prima al silenzio, per quindi osservare me stesso tra urla e grida che si susseguono incessantemente in quello che io definisco l’universo racchiuso dentro di me. Ma anche in questo devo significarLe che nulla di nuovo è sotto il sole. Per essere più chiaro non c’è un rivelamento simile a quello che ho avuto da Renè Girare, almeno sino alla pagina 75 del suo libro.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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sabato 12 luglio 2008

equazione



equazione

Caro prof. Mancuso vitomancuso@alice.it ,
lei a pag. 52 del suo libero “L’anima e il suo destino” scrive che:
Uomo – Mondo = X
Per lei caro prof. l’incognita X sarebbe appunto l’anima. Ma io penso che l’anima sia nel mondo e che essa appartenga a una sorta di collegamento con tute le persone umane che si toccano, penetrano l’un l’altra e che quindi l’anima sia ciò che canta pura nei bambini che li ha fatti definire ciò che dobbiamo imitare a un Gesù che addirittura minaccia chi poi li avrebbe contaminati con la rivalità mimetica indicando ciò che dovevano desiderare essendo appunto di scandalo (pietra d’inciampo).
Quindi se proprio vogliamo dirla tutta se all’uomo togliamo quello che definisco Organizzazione antropologica artificiale che indica ciò che dobbiamo desiderare per poi togliercelo ed essere d’ostacolo generando rivalità mimetica violenta, rimane l’uomo e i suoi appetiti (che non sono desideri) in cui lo Spirito Santo trova il modo di potersi esprimere attraverso le azioni di giustizia dell’uomo!
Per lei Mondo è ciò che è materiale e di cui facciamo parte integrale. Io non vedo l’uomo e poi il mondo. Io vedo il mondo e i questo contesto l’uomo ha degli appetiti che soddisfa e vive nella giustizia e nella grazia.
L’uomo dandosi una Organizzazione antropologica artificiale scambia questa stessa e le sue regole per il Mondo e tale allucinazione genera la violenza. La violenza viene generata da questa costruzione meccanica che inconsciamente facciamo vivere attraverso le nostre azioni inconsapevoli. Se diveniamo consapevoli ecco che tale violenza scompare, ci cade dalle mani, perché abbiamo capito, finalmente capito il trucco, l’allucinazione, la droga.
Quindi la sua equazione è errata. L’equazione esatta è:
Mondo organizzato artificialmente in cui vive l’uomo rivalitaria - mimesi rivalitaria derivata dall’Organizzazione antropologica artificiale = Uomo – Amore – Comunità.
E’ molto importante che il punto di partenza del ragionamento sia condiviso. Anche nei termini. L’uomo vive e si organizza e questa organizzazione è stata svelata dagli studi di Renè Girare. Il mondo ha girato per miliardi di anni senza l’uomo e si è anche lui organizzato seguendo il disegno di Dio. Se l’uomo rimane immerso in questo disegno è nel giardino terrestre, nell’eden. L’uomo ha rotto questa organizzazione divina, l’ha rifiutata dandosi una Organizzazione antropologica artificiale che divenuta autoreferente ha generato la mimesi rivalitaria violenta.
E’ così semplice ma per svelarlo c’è voluto Gesù che è morto e risorto.
Nonostante tutto questo mi sia chiarissimo, nonostante io abbia verificato nella mia esperienza personale di ogni giorno che tali situazioni sono la realtà di ogni giorno, io continuo a sentire fortemente la suggestione del desideri triangolare, della rivalità mimetica violenta.
La consapevolezza di tutto questo non basta ad accedere alla Pace, alla Pace che Gesù ci ha lasciato. C’è necessità di immergere tutto questo in un mondo che sia fatto di persone consapevoli con le quali condividere l’esperienza di amore che appunto funziona solo con le altre persone umane, tutte le altre persone umane.
Ecco la mia necessità di consapevolezza condivisa per poter entrare in contatto con la realtà, ovvero con la natura, mondo o come dir si voglia con i fratelli e con me stesso. Nell’ordine che preferisce lei prof. Per la mia esperienza io sono prima entrato in contatto con me stesso con una endoscopia continua che ancora mi accompagna, poi con la comunità e infine con il mondo, natura.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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novissimi



novissimi
Caro prof. Mancuso vitomancuso@alice.it ,
sono arrivato a pag. 49 del suo libro “L’anima e il suo destino. Lei scrive della struttura antropologica artificiale dei preti e vescovi illustrando l’evoluzione interna di questa struttura.
Si è vero la struttura ha avuto il potere di decidere molte cose in Italia ed è per questo motivo che c’è un così diffuso anticlericalismo nel nostro paese. Anche qui c’è una struttura antropologica artificiale che vede un ostacolo in un’altra struttura antropologica artificiale e che, per la conquista del potere, innesca una rivalità mimetica violenta che ha visto contrapposte persone a persone, che ancora oggi ha epigoni di questa lotta tutta mondana.
Ma questa è la stessa lotta tra strutture antropologiche artificiali chiamate USA e URSS nel secolo XX, è la stessa lotta tra strutture antropologiche artificiali chiamate Spagna e Inghilterra, Francia Napoleonica e Austria, Germania Nazista ecc. ecc. ovvero nulla di nuovo sotto il sole.
Le persone che hanno organizzato la struttura antropologica artificiale per una rivalità mimetica violenta innescata dal desiderio triangolare che prevede uno che ti indica cosa desiderare e che , allo stesso tempo, ti impedisce di usufruire dell’oggetto del desiderio vanno in conflitto per ottenere ciò che ritengono li farà felici.
Oggi, qui e ora sta accadendo tutto questo tra il 20% della popolazione mondiale che possiede l’80% della ricchezza mondiale di cui facciamo parte anche noi e l’80% della popolazione mondiale che possiede il 20% della ricchezza mondiale denominata III e IV Mondo. Oggi, qui e ora sta accadendo nella crisi del grano e dei cereali che ha messo in ginocchio queste popolazioni.
Poi lei nel suo libro continua scrivendo sulle realtà ultime, eschata, novissimi o escatologia. Ora mio caro prof. mi spieghi per piacere attraverso quali testimonianze che non derivino dal Vangelo i teologici si siano avventurati i questo territorio che mi risulta inesplorato. Le chiedo se vi sia mai stato chi ha riferito di questi novissimi. Lei dice che sono 4, ovvero Morte, giudizio, inferno e paradiso nel catechismo ma che poi potrebbero essere 5 o 6. Ancora, sempre nel suo libro riferisce di persone appartenenti alla struttura antropologica artificiale dei preti e vescovi che ritengono sia importante un ripensamento di questo da parte dei teologi, e che addirittura tali appartenenti alla struttura antropologica artificiale dei preti e vescovi rimproverino la mancanza di una sia pur minima elaborazione dei teologici intorno a questo tema.
Io frequento tante persone, le assicuro che nella mia vita non mi è mai capitato nessuno che mi abbia chiesto se vi siano solo 4 novissimi oppure se invece siano 5 o 6. Anzi le dirò che nelle mie innumerevoli discussioni intraprese con innumerevoli persone questo tema non è mai capitato.
Ma lei pensa che sia capitato con i parenti dei defunti con i quali ho parlato? Nemmeno! Tanto che il sud del lutto eterno dove le donne indossavano abiti neri per non toglierli più (io le ricordo le donne eternamente in nero della mia terra) è diventato il sud del LUTTO MAI, perché caro il mio prof, oggi i manifesti di morto li mettono addirittura su pannelli in legno, così portato via il morto, si portano via i pannelli e del morto non rimane più nulla. E lei scrive dei novissimi e delle preoccupazioni della struttura antropologica artificiale dei preti e vescovi?
Ancora nel paragrafo dedicato alla domanda sul cielo si diffonde sulla concezione delle persone fatte di anima e di corpo. Lei si diffonde sulla mancanza della percezione di questa differente presenza all’interno dell0individuo che non si ritiene composto da queste due realtà diverse. Prof non le risulta che dei due popoli Gesù ne ha fatto uno solo? Prof le risulta per caso che Gesù ha unificato e che quindi questo dividere per studiare, per analizzare separando non aiuta ed è velleitario?
Infine finalmente dedica qualche riga alla vita eterna, qui e ora, all’eterno presente. Lei sostiene che la teologia debba aiutare ad ottenere questo. Spero che nel prosieguo della lettura mi provenga qualche indicazione su come comunicarlo agli altri, perché comunicandolo agli altri lo comunico anche a me stesso, ricordandomelo perché le insidie del desiderio mimetico non mi abbandonano mai.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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Prof Mancuso il libro l'ha scritto per i teologi?



Prof Mancuso il libro l'ha scritto per i teologi?
Caro prof Mancuso vitomancuso@alice.it ,
la mia lettura del suo libro “l’anima e il suo destino” prosegue, sono arrivato a pagina 34.
Ho letto di Giordano Bruno, dell’inquisizione e della teologia italiana che continua a dire signorsì. Molto interessante, ma continuo a pensare che tutto ciò non ha nulla a che vedere con l’anima.
Ora mi spiego meglio.
Vede caro prof, io incontro spesso davanti ai semafori i fedeli dell’islam che vogliono lavarmi i vetri dell’auto, li incontro anche al mercato dove sono tutti presi nel vendere collanine o DVD e griffe provenienti esclusivamente dalla Cina, io con queste persone parlo e colgo un’affinità che non colgo con la maggior parte delle persone che appartengono alla nazione Italia e di cui io sono appunto connazionale.
Io colgo che al centro della discussione, tra me e il seguace dell’Islam c’è la consapevolezza che tutto quello che siamo viene da Dio, c’è la consapevolezza che tutto quanto ci circonda è di Dio, che non lo possediamo che ne possiamo fare uso senza farne abuso perché è di Dio.
Di questo io non sento parlare nel mio ufficio, dove si dice che tutto ciò che abbiamo è nostro e che è nostro anche quello che hanno gli altri che ce l’hanno sottratto. Oppure che quello che hanno gli altri non lo meritano e che per questo stesso motivo noi dobbiamo fare di tutto per sottrarglielo. Perché se avrò quella donna io sarò felice, se avrò quella macchina io sarò felice e se avrò quella carica di potere sarò felice.
Ora lei caro prof, mi dirà che tutto questo non ha nulla a che vedere con l’inquisizione, Giordano Bruno, le pagine della Bibbia che parlano di crani di neonati da frantumare con le pietre e di uccelli che devono cibarsi delle carni degli uomini.
E probabilmente lei ha ragione a vedere tali contraddizioni e a farle presenti alla gerarchia tutta presa a vivere all’interno dell’organizzazione antropologica artificiale chiamata Organizzazione Ecclesiale.
Probabilmente costoro trarranno giovamento da questo mettere in discussione, questa critica “alla Kant” e io sono certo che è così.
Ma a me che ho scoperto Gesù tutto questo mi intriga sul piano della curiosità ma non mi fa perdere di vista ciò che ha cambiato la mia vita, la scoperta fatta grazie a Gesù che ha cambiato la mia vita, perché grazie a Gesù ho scoperto che l’organizzazione antropologica artificiale chiamata “Società civile” con il meccanismo della rivalità mimetica genera violenza e che questa violenza nasce dall’illusione che la natura sia un qualche cosa di avverso, come le intemperie, che la natura sia nemica, da tenere alla larga, anche dalle città e che invece sia confortevole ciò che è artificiale e generato in maniera artificiale al solo scopo di rendere più confortevole la vita in questo mondo naturale e che il confort viene scambiato come vita eterna e per questo motivo si accumulano ricchezze in maniera così enorme che non sia avrà mai la possibilità di consumare non mettendole in comune ad esempio con l’islam.
Questo l’hanno scoperto anche gli islamici che vivono e lavorano in Italia. L’ha scoperto anche quello che viene a propormi orologi Rolex sulla spiaggia. L’ho scoperto addirittura io che sono un esempio vivente della mimesi rivalitaria.
Si è chiesto professore perché il 99% delle persone che frequento non l’ha scoperto? Io si! Mi sono persino chiesto in che cavolo di modo comunicargli questo.
Ma sono comunque interessato ai dogmi della Chiesa Cattolica Apostolica Romana di cui faccio parte come fedele, seguace, adepto, socio, uomo, o non so nemmeno io a che titolo.
Continuerò a leggere e volevo parteciparle i sentimenti che sono venuti fuori così come mi sono usciti, con semplicità e, spero con chiarezza.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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venerdì 11 luglio 2008

Mancuso e il campo unificato



Mancuso e il campo unificato
Carissimo prof. Mancuso,
ho continuato la lettura del suo libro e le pagine, 8,9,10,11,12,13 e 14 mi sono sembrate una bella sintesi di ciò che la fisica, ovvero per il mio e, prendo atto, anche suo convincimento, è la natura che in quanto creato è immagine di Dio, ovvero ci parla di Dio e accedendo alla realtà che non risulta percepibile dai nostri sensi, (lei non vede come me né elettroni né neutroni in movimento ma cose solide quando sa perfettamente che tutto è IL VUOTO QUASI ASSOLUTO e che tutto è energia. Energia = massa moltiplicato velocità della luce elevata al quadrato).
E se ciò che appare visibile è di fatto invisibile è possibile affermare che vi sia un mondo invisibile ai nostri sensi laddove c’è l’energia che è il tutto. Mi spiego meglio è nell’energia che c’è il materiale e lo spirituale, è tutto in questa unità che i FISICI TEORIZZANO COME CAMPO UNIFICATO DELLE FORZE.
Si è mai chiesto caro prof cosa spinga una pianta a riprodursi nonostante non possa sfuggire agli attacchi dei parassiti e dell’uomo?
Arrivano gli insetti e se la mangiano, arriva l’uomo e la sradica per nutrirsi o per costruirci qualcosa, ma la pianta continua a produrre semi, dai quali nasce un’altra pianta che produce ancora semi e li produce prendendo polline da altre piante. Perché? Cosa spinge a questo accanimento alla vita gli esseri viventi? Cosa rende assolutamente NATURALE la vita?
Se lo chieda caro il mio prof. Io me lo chiedo oramai da tempo avendo accesso all’osservazione di ciò che mi circonda e intravedendo in lande sconfinate solitari cipressi che continuano a vivere da decenni senza avere dubbi e senza manifestare alcun tipo di cedimento.
Lei lo chiama destino di vita. Certo che lo è! Ma sono curioso di vedere per quale ragione lei ritiene che un essere vivente abbia un destino di vita e non di morte.
Lei a pagina 9 sostiene che il suo tentativo è di condurre il discorso sulla “possibile continuazione della vita al di là della dimensione naturale”.
Poi come già detto si diffonde nella spiegazione di ciò che è secondo lei natura e inesorabilmente arriva a dire che la natura è ciò che studia la fisica. Ma se ciò è vero, (io come lei penso allo steso modo) allora la vita è tutto, la vita è il campo unificato e il campo unificato è senza spazio e senza tempo come la fisica quantistica ha iniziato a farci intravedere.
Albert Einstein ha esposto la «teoria del campo unificato» che, con una serie di equazioni fra loro collegate, espone le leggi fisiche governanti le due forze fondamentali dell'universo: gravitazione ed elettromagnetismo. I1 significato di questa teoria può essere apprezzato solo quando si pensi che virtualmente tutti i fenomeni della natura sono conseguenza di queste due forze primordiali.
Quindi tutto è conseguenza di gravitazione ed elettromagnetismo.
Quindi è in quel luogo che risiede tutto, e nel tutto c’è anche ciò che lei sostiene essere al di là della dimensione naturale, che non c’è, non c’è questo al di là poiché tutto è qui ora. Il Regno è qui, ora!
L’eterno presente.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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giovedì 10 luglio 2008

Se rimango in Te io sono.



Se rimango in Te io sono.
Caro Gesù,
la vite e i tralci.
Tu sei la vite io il tralcio.
Se rimango in Te io sono.
Grazie, io Ti lodo mio Signore per quello che fai. Io Ti lodo mio Signore e Tu sai!
Grazie
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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l'anima e il suo destino



“L’Anima e il suo destino”.
Carissimo prof. Mancuso,
solo dopo aver scritto le mie parole “Professor Mancuso, io ritengo assolutamente infondata la sua preoccupazione” su http://www.ilfoglio.it/hydepark che sicuramente le saranno risultate ingenue e rozze, mi sono preoccupato di capire a chi avessi scritto. Ho scoperto che Lei è un Teologo, e che Teologo! Poi dopo aver letto qualcosa disponibile nella rete, ho deciso di acquistare il suo ultimo libro “L’Anima e il suo destino”. Quando ho letto nei ringraziamenti che lei auspica commenti indirizzati a vitomancuso@alice.it e dopo aver cominciato a leggere le prime pagine ho sentito subito l’urgenza di comunicarle ciò che penso.
Cominciamo con il “Mondo”, su come lo definisce a pag. 3. Unico Mondo è quello fisico, peraltro ancora non totalmente scoperto. Per quanto riguarda l’affermazione di John Searle che lei condivide non tiene conto di tutto quello che deriva dalla percezione che è dipendente dai nostri 5 sensi e soprattutto dalla nostra esperienza che utilizzando la generalizzazione (è solo uno degli esempi) comporta che la stessa realtà possa essere percepita in maniera diversa. Il cammino di purificazione, o di ascesi o di consapevolezza permette di avere via, via sempre meno interferenze nella percezione che consentono di accedere alla realtà.
Questo cammino è stato intrapreso e continua a essere intrapreso da chi desideri raggiungere quello che gli psicologi definiscono consapevolezza.
Quindi c’è un solo mondo solo per chi è consapevole! Più precisamente esiste un solo mondo solo quando siamo in uno stato di consapevolezza ( tale situazione è dinamica ovvero c’è e non c’è consapevolezza, ovvero a volte siamo consapevoli e a volte non lo siamo).
Inoltre la realtà essendo il creato che è l’immagine del creatore ti consente di accedere al Creatore e quindi di gustarne la comunione.
Tutto questo provvede a centrare l’argomento perché se tutto è stato creato da Dio, quando discorriamo del creato, quindi anche del mondo fisico, se siamo consapevoli stiamo discorrendo di Dio. Quindi che cos’è la Teologia? E’ tutto ciò che risulta la spiegazione del creato! Tutto è Teologia poiché tutto è stato creato da Dio.
A cosa serve la Teologia? Ad accedere a questa verità, ovvero ad eccedere alla realtà.
Poi ho letto le pagine 3, 4 e 5 e devo subito dire che Lei descrive l’effetto come la causa. Mi spiego meglio Lei dice che la paura della morte, che brevemente viene definita PAURA, è ciò che ci fa accedere al SACRO. L’affermazione è corretta ma non esaustiva. La paura della morte è un meccanismo che è indispensabile e assicura la sopravvivenza. Nella giungla se arriva una tigre che mi può sbranare la paura di morire mi motiva a fuggire e mi salva da morte certa. Ma ciò che motiva il sacro non è la paura di essere sbranato dalla tigre, ma la paura i essere ucciso e uccidere propria dei meccanismi mimetici di rivalità violenta della costruzione antropologica artificiale denominata “Mondo” o società umana. Il Sacro è stato necessario per impedire che la società in preda alla febbre contagiosa della violenza mimetica arrivasse alla distruzione. Tutto questo è stato spiegato dal già citato antropologo Renè Girard (io l’avevo citato nel mio povero commento al suo articolo su il Foglio).
Lei a pagina 5 sostiene che “la morte costituisce la sorgente di tutti i discorsi religiosi” ma tale affermazione è incompleta poiché è la rivalità mimetica violenta che può generare l’estinzione di una società che costituisce la sorgente del sacro.
Lei continua a disquisire della morte così come lei la definisce arrivando a una conclusione corretta dal mio punto di vista che è quella di pag. 7 “chi ha paura della morte, ha pura della vita” ma questa conclusione non scaturisce dal suo ragionamento poiché lei afferma che vi sarebbe una mancanza del senso e di capacità di vedere il senso della morte nella società in cui viviamo, io invece affermo senza paura di essere smentito che la nostra società, così come quella della fondazione del mondo tratta il morto come un estraneo, come qualcosa da rimuovere immediatamente come se il resto dei vivi sia estraneo a questo evento che non li riguarda. Noi viviamo così come vivevano alla fondazione del mondo considerando “il morto” come qualcosa di estraneo, che non ci riguarda poiché viviamo come se fossimo nella vita eterna e che la stessa ci viene garantita dai meccanismi della costruzione antropologica artificiale che attraverso l’accumulazione dei beni materiali ci illude di aver ottenuto il potere DELLA VITA ETERNA.
La paura di vivere è la paura di non accumulare beni materiali e che per questa mancanza, assenza, si possa morire. Quindi la follia è proprio nella allucinazione creata dal meccanismo della costruzione antropologica artificiale, che abbiamo dimenticato essere stata fondata al solo scopo di poter vivere più comodamente attraverso la divisione dei compiti, cioè attraverso la specializzazione che prevede il vivere insieme in società per poter ottenere beni e servizi.
Questa paura di non sapere cosa c’è dopo la morte di cui le tratta è solo una sua idea. Infatti mai nessuno ha avuto certezza o notizie su cosa sia la vita dopo la morte, chi ne scrive, chi scrive dell’ineffabile è colui il quale è consapevole e ha avuto accesso alla realtà che è la verità che è l’amore che è Gesù attraverso la GRAZIA.
E chi ha accesso all’amore vive bagliori di eterno qui ora e quindi sa cos’è l’eterno e non ha pura di morire.
Chi ha accesso alla realtà, che è la verità che è l’amore che è Gesù ha visto cosa c’è qui, ora che è l’eterno. E’ una esperienza e può capirla solo chi l’ha fatta ed è incomunicabile se non con allegorie e parabole come ha fatto Gesù, è l’ineffabile.
Spero di poter leggere più pagine senza sentire il bisogno di scriverLe, altrimenti la lettura di questo libro mi occuperà per troppo tempo, anche se è interessante quanto lei afferma.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno
Via Vittorio Emanuele III, n° 160
73016 San Cesario di Lecce


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mercoledì 9 luglio 2008

gratuitamente



gratuitamente
Caro Gesù,
oggi questa parola mi parla ancora e mi dice che le preoccupazioni sono assolutamente infondate. Quello che ho ricevuto gratuitamente, devo dare gratuitamente, e soprattutto devo darlo a chi vuol riceverlo, chi non lo desidera non deve essere importunato oltre modo.
Molto belle e ricche di suggestioni queste tue parole. Ancora oggi continuo a preoccuparmi nonostante il segno della Tua presenza sia apparso chiaro, nitido.
Io spero in Te o mio Signore e chiedo a Te di custodirmi e proteggermi dal peccato che continua sempre ad essere insidioso.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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