martedì 2 giugno 2009

Donna come faccio ad amarti?


Donna come faccio ad amarti?
Appunti dalla lezione del Prof. Massimo Fagioli del 30 maggio 2009 redatti da Antonio Bruno

Vedere la dinamica di coscienza inconscia. La bella faccia di Diliberto con l’articolo dell’Elisabetta Amalfitana. Un anno e mezzo fa c’è stato un incontro che era l’epilogo di un dibattito piuttosto feroce, violento, acceso con la sinistra radicale. Diliberto dice che è d’accordo con fagioli. Coscienza e inconscio che c’entrano? L’inconscio disse il Prof. Pettini è più intelligente della coscienza. Se ci fosse un nesso tra 4 cose, cioè tra l’articolo, la lezione precedente, questa storia del 6 e del 7 e dell’8 e Galileo. Da mezzogiorno in poi c’erra mezz’ora e si è lasciato andare a parlare del film Vincere di un certo qual regista. Storia di un amore di una donna borghese emancipata, colta e ricca con un istituto di Bellezza con il mezzo pazzo anarchico ateo Mussolini. Metti uno studio di psichiatria e fai ricette e la lampada ad ultravioletti fare il mestiere dello psichiatra che rende, invece fare cinema che c’entra? Che c’entra con la psichiatria e la psicoterapia? La malattia mentale veniva curata dagli psichiatri che non facevano psicoterapia che invece la facevano gli psicanalisti. I colleghi psichiatri erano più malati dei ricoverati. C’era uno che cercava di muoversi in maniera diversa e lo chiamavano il colpo dell’orologio ovvero l’elettrochoc. Si davano i farmaci e veniva fuori una specie di tremore e per eliminarlo un altro farmaco. Alcatil e disipal e poi qualcuno disse che non gli dava i neurolettici ma gli dava quello che elimina le rigidità e tremori determinati dal Serenase. I farmaci agiscono sul pensiero? Dal 1925 si faceva neuropsichiatria, addirittura c’era la specializzazione in neurologia e non in psichiatria. Non c’era l’idea della psicoterapia che era un mondo a parte della psicanalisi che curava le persone sane. Con un araba – tunisina ha detto che nella psicanalisi non c’è l’idea di cura perché non c’è la malattia. Freud dice di prendersi cura e non di curare. Freud era profondamente convinto che la malattia mentale era neurologia, lesione organica. La cura il prendersi cura degli isterici che non venivano considerati veri e propri malati.
Ipnosi per curare dimostrando come funzionasse per far perdere la coscienza il metodo ipnotico. Ma di cura non se ne parla, di guarigione non se ne parla.
Opporsi alla struttura manicomiale per affrontare il malato direttamente. Questa realtà mentale sfasciata era convinto fosse malattia per cui dovette affrontare la malattia della mente e pensava che bisognasse andare nell’inconscio perché da li partiva la malattia mentale.
L’inconscio è normale e non esiste la malattia. L’inconscio è natura umana. La realizzazione dell’identità umana alla nascita comprende questo primo anno di vita in cui non è bestia non è uomo perché l’uomo di fa a 17 – 19 anni oppure al massimo a 3 anni quando si acquisisce il linguaggio. Il pensiero umano è soltanto nel linguaggio articolato. Un sordo muto oppure uno che aveva subito il taglio della lingua non era un essere umano? Ma che dite?
Quindi psicoterapia come autodidatta e in realtà sia nella teoria che nella prassi questi che sdi definivano psicanalisti erano di giorno in giorno un orrore perché non si capiva cosa si potesse essere per la definizione dell’inconscio. Quello che Freud disse l’aveva detto Schilling 100 anni prima e anche gli antichi Greci avevano scoperto l’inconscio non c’era l’inconscio inconoscibile ma c’era la sfinge che sfidava sempre tutti a scoprire chi è l’uomo. Solo Edipo disse che era l’uomo ma aveva ammazzato il padre perché lui era stato abbandonato con i piedi legati sul monte ida e siccome gli dissero che non era figlio di Polibo e cerca il padre vero lo uccide e poi c’era la peste e la risolve sposandosi la regina detta Giocasta e poi chiamano l’indovino ciueco che si chiama Tiresia che alla domanda di come si possa risolvere il male e gli rivela che ha ucciso il padre e ha sposato la madre. Edipo si acceca e poi se ne va in giro per poi accettare la cattiva sorte della vita umana che è la ricerca della propria identità che non riesce. Identità è essere figli di, se uno non trova quello non ha identità. Questa identità legata ad essere figlio di sta insieme alla definizione della realtà umana come razionalità ovvero il logos occidentale “Padre della famiglia”.
Poi arriva Freud che avrebbe scoperto la psicanalisi che dice le stesse cose che ha detto Sofocle nella tragedia umana Edipo. L’identità umana è l’identificazione con il padre e la donna non esiste.
Lui aveva un padre bravissimo medico quindi ha voluto diventare un bravissimo medico ma diventato bravo medico curando bene anche in chirurgia, poi passa alla pscichiatria. Ma come ha fatto a eliminare l’identificazione con il padre. Ma secondo tutti quando si toglie l’identificazione con il padre si arriva alla pazzia perché si va nell’inconscio e nella non ragione e nella non identificazione con il padre.
Ottima laurea in medicina e ottima specializzazione in neuropsichiatria non ha fatto più nulla di quello che prescriveva la cura del corpo con i farmaci e con la chirurgia. Quando ha incontrato queste cose in psichiatria ha abolito i farmaci e la chirurgia perché nella mente non funziona. La malattia mentale non è del pensiero, non è mancanza di serotonina eccetera. Chi ha trombosi o ictus o emorragia cerebrale la mente funziona bene lo stesso. Ma ci possono essere persone che hanno il corpo sano ma non si può parlare perché c’è dissociazione, schizopazzia e quindi la mete umana non funzionava con schizofasia e schizofrenia. La scissione che può essere isterica per la scissione di emotività, pensiero e comportamento.
Per fare psicopatologia si deve vedere la storia del pensiero umano. Il pensiero del mondo greco e conseguentemente di quello romano prendendo le linee di fondo essenziali. Prima di Esiodo c’era la storia degli Dei del 1.500 avanti Cristo. Prima c’era il linguaggio parlato e Iliade e Odissea erano canti, racconti. Ulisse perseguitato da Nettuno per 10 anni punito per aver bruciato i Templi.
Il grande passaggio del pensiero umano o della cultura per cui si raccontavano le cose mettendo delle figure, Vento (Eolo) e così via. I rapporti con la natura erano basati con il disegnare delle figure che non spiegavano nulla del mare ecc. Nel 685 con Talete si da un nome a queste figure, la terra non è più Gea ma è la terra. La comparsa della scrittura. Il linguaggio articolato non porta alla eliminazione delle figure. Minerva con la civetta non è la sapienza. Le lettere greche non sono di origine fenicia ma hanno origine come il cirillico. La trasformazione del Greco in latino non è trasformazione ma è passaggio netto. Perché la scrittura greca ha un fondamento uguale al latino ovvero a quelle fenice. Cosa sia successo è difficile saperlo ma è interessante perché il passaggio dal greco al latino è facile. Il latino ha preso dal greco gli stesi nomi, le stesse figure. Si fanno i disegni. Il latino ha aggiunto al pensiero greco nulla. Quando nel 500 a.c. c’erano i grandi nomi dei tragici e dei filosofi greci a Roma non c’era nulla. La fine del regno dei 7 re di Roma finisce nel 500 a.c. e non c’era letteratura né poesia. E allora questo passaggio dal greco al latino è la storia per cui c’è una svolta della filosofia greca dal pensare per figure inventate e con Talete danno un nome alle cose (Aria , Terra, Fuoco) rimane il soldo di fantasia (Turandot o ti tagliano la testa o vinci) la separazione non è per immagini. Il linguaggio romano non riesce a inventarsi una figura. Nella lingua romana non c’è un soldo di figura. Cioè diventa razionale. Nella lingua latina c’è un soldo di fantasia. Alcuni dicono che non c’è alcuna fantasia. Talete e con Anassimete e Anassimandro con il pensiero occidentale che stabilisce la sostanza della percezione. In latino c’è l’annullamento delle immagini e diventa particolarmente razionale. Poi questa volontà razionale si accompagna a una potenza militare che distrugge tutte le culture circostanti. Questa cultura latina e la lingua latina rispetto a Franchi, Longobardi, Ostrogoti rimane sovrana e viene portata avanti dalla religione cristiana e tuttora è stata ripristinata come identità sovrana della religione. Nel 1200 alleanza con Tommaso d’Aquino per cui la religione da Paolo che è definita una pazzia totale con l’identità di ciascuno eliminata si passa alla definizione per cui il cristianesimo dia una religione razionale, come se la chiesa volesse prendere quel movimento del pensiero come figura che c’era prima del logos occidentale (Pater Familias) con quella dell’identità cristiana rimasta come quella romana. La romanità rimane nella religione cristiana.
Grande letteratura dagli Unni, vandali e barbari ecc. non ce n’è! Come se non avessero il tempo di scrivere.
Rimane solo la cultura cristiana prima con la Patristica e poi diviene scolastica quando c’è l’orientamento mistico di Francesco d’Assisi e da Tommaso d’Aquino quello della ragione. Poi San Domenico. I francescano sarebbero il ramo mistico anche se copiato dai catari.
Nel 1200 appare la corrente dei catari che avevano invaso la Francia meridionale. Erano dedizione totale alla causa, al cristianesimo e al Dio. Come San Francesco. I Catari furono tutti ammazzati, mentre Francesco nel 1220 venne benedetto da Innocenzo III e l’ordine fu riconosciuto tanto che Giotto fu a rappresentare ad immagini ciò che reggeva la chiesa era Francesco d’Assisi. Era come un riprendere Paolo.
Giuliani l’apostata nel 300 tentò di ripristinare le figure.
Il pensiero del 1200 con Giacomo da Lentini sotto Federico II figlio di Costanza di Altavilla (Normanna) e Corrado VI (Tedesco) poi il figlio Manfredi lo ammazza. Questi movimenti storici si legano alle forme del linguaggio e in queste forme del linguaggio la ricerca è di vedere come prima ci sono le figure e poi cosa può essere successo? Un nuotare in mare chiacchierando, come se le figure, ci sìfisse stato l’inizio del linguaggio mediante disegno di figure (antromorfismo dei greci) figure come ricordo cosciente come se queste figure fossero mascherate o truccate, un po’ cambiate con gli artisti. Questo potrebbe essere l’inizio di linguaggio, come le pitture rupestri, di cui non sappiamo nulla anche se Ugo Tognetti tenta di raccontare quello che ha visto le caverne. C’è il disegno magnifico con le due varianti con la riproduzione della percezione ovvero il ritratto di quello che era percepito fuori dalla caverna. Quando si tratta di figure umane dalla Puglia all,a Turchia alla Spagna sono tutte deformate come se ci fossero 10.000 – 20.000 anni fa fossero tutti dei Picasso che rappresentano in maniera completamente deformata.
Nel 500 c’è il passaggio al pensiero concettuale con l’espressione della linea che nelle pitture rupestri non c’è mai. Se riescono a fare una deformazione per cui in Turchia si fanno figurette umane deformate, le donne come fossero bambine. E’ interpretazione? C’è una deformazione di che? Della gravidanza, il ventre viene cambiato e messo dietro, quindi è una deformazione di fantasia. Possiamo ipotizzare che in questo modo di scolpire e dipingere ci sia la fantasia e poi 1000 anni dopo è diventata favola è diventato figure.
Che cosa è successo da 10.000 anni fa a 6.000 anni fa quando appare la scrittura non si sa. C’è un movimento del pensiero. Come se ci fosse il passaggio dalla figura all’immagine propriamente detto, distinzione del ricordo cosciente (dove hai messo la macchina) ossessivamente preciso e esatto, figura esatta percepita e riprodotta. Per le immagini c’è da pensare qualche altra cosa. E’ nostalgia del passato? C’è stato uno scontro e adesso Diliberto da ragione perché Riotta, Toni Negri falsifica la realtà annullando il pensiero ma che abbiano voluto annullare, l’hanno scansato come se fosse la peste, hanno voluto annullare essendo francesi quelli dell’illuminismo e della creazione della realtà umana come ragione perché ciò che non è ragione è magia, superstizione. Che hanno voluto annullare a Cannes uno straccio di fantasia? Un modo di fare immagini che non era ricordo cosciente? Un linguaggio per cui c’è dal concetto all’immagine che non è il disegno ma è un immagine che parla, immagini che parlano.
La storia non può essere ricordata ma bisogna trasformare il linguaggio articolato in immagine. Mussolini e quella donna. Queste erano immagini di fantasia. La giuria di Cannes ha voluto cancellare. L’anatema onnipotente del matto. Ovvero io ti annullo. Che ha fatto la giuria di Cannes? Perché non c’è ricordo cosciente non sono riproduzione di figure percepite ma sono immagini che parlano. Ulisse aveva fatto la stessa cosa. Ogigia l’isola con Calipso eterna che non invecchiava mai se ne va e dice che vuole Penelope.
La ratifica che lk’identità m,aschile era quella razionale quella del Pater familias. Giasone aveva fatto la stessa cosa con Medea da cui ha due figli ma dopo il vello la abbandona. Anche Enea dopo la storia con Didone (fenicia) vedova di Sicheo la abbandona e quella impazzisce. E poi anche Mussolini. Il tema è vecchio e risale ad Ulisse. Per realizzare l’identità maschile bisogna abbandonare le passioni amorose, bisogna abbandonare il rapporto con la donna.
Guai pensare! La donna è per cucinare. L’identità maschile è vero che si realizza con la distruzione dell’identità femminile? E’ vero?
Bellocchio ci ha riproposto “o la donna è madre e cuoca, oppure se avete amore entusiasmo e desiderio per una donna la vostra sorte è il manicomio”.
Se fosse una favola avrebbe riproposto il logos occidentale donne e bambini non esistono non devono esistere. Oppure la critica cinematografica le immagini parlano di altro.
Fallimento dell’identità che sta nel fallimento del rapporto uomo donna. E se queste immagini non fossero favole? Questo linguaggio delle immagini in movimento ci racconta la tragedia attuale, Non deve essere così ovvero la denuncia. Serve a denunciare la cosa. Anna Karenina, Madame Bovari che hanno raccontato che non bisogna tradire il marito. L’uomo che vuole realizzare la sua identità può fare un avventuretta ma poi non c’è altra soluzione.
Gianluigi Rondi ha tentato di fare un discorso sulle immagini che parlano, le immagini sono lingua. Parlando anche volentieri di Nanni Moretti che fotografa le cose che non crea nulla, fotografa le cose.
Questa realtà di Ulisse che abbandona Calipso è una storia vecchia, c’è in continuazione e si racconta che la realtà è questa. La realtà uomo donna è questa. L’uomo per realizzare la sua identità deve chiudere la donna in casa e qualche avventura con le ancelle. Che qui ci sia qualcosa di diverso?
La signorina F. un film in cui la storia è raccontata in maniera rovesciata Ulisse è la signorina F. che fa l’amore con un barbuto ma poi sposa il dirigente d’azienda e fare carriera per andare in taxi a casa.
Sono immagini o sono favole? Anche una donna si può permettere un’evasione una volta tanto ma poi la identità è la carriera, la famiglia.
L’immagine del Taxi è quello che si paga a ore e quello va a finire a fare analisi. Descrivendo la tragedia di questo mostruoso rapporto uomo – donna per cui anche se lui è un tipaccio che all’inizio era un simpaticissimo anarchico.
Diliberto dice che nella seconda metà dell’800 fu la destra a prendere in mano la laicità per opporsi.
Lei si prende un travolgimento passionale per il rivoluzionario in maniera del tutto irrazionale , ma poi lui diventa fascista e tutto si rompe. Ipotesi non è lui che rompe tutto e lei lo abbandona. Lui è diventato fascista non tanto perché lui non reggeva il desiderio della donna. E se ci fosse di più? E’ impazzito, si è deteriorato, è diventato un pallone gonfiato violento perché non ha retto l’identità o meglio la possibilità di un identità di donna diversa da quella precedente.
Un’identità di donna diversa non solo da quella dell’800, ma diversa da quella Greca, diversa da quella dell’uomo razionale, quella di 5000 anni, l’unica che si conosce. Perché per un identità femminile diversa si dovrebbe andare in Oriente per vedere se c’è qualcosa di diverso. Ma non mi risulta che ci sia uno sviluppo di un identità femminile diversa da quello della famosa scissione Matrona moglie e madre da una parte, ancella e puttana dall’altra. Questo è il destino della donna o completamente frigide senza identità e allora fanno le moglie e le madri oppure fanno le puttane e le ancelle.
Nel film di Bellocchio c’è una scena in cui tra i comizi di Mussolini si intravede un comizio di Lenin. Il 2 luglio 2008 si parlo dei primi anni della rivoluzione russa che doveva comprendere la libertà delle donne e l’abolizione della donna casalinga ma nel 1923 Lenin chiude e rimanda le donne a casa a fare figli con la scusa della crisi economica. Lenin non reggeva una identità diversa di donna rispetto all’identità di donna greca.
Il discorsetto dello psichiatra di Venezia se ti opponi a quello che è l’Italia Fascista farà si che dicano che sarai matta e il medico dice che lo sa che non è matta. Quindi quel medico dice che deve mettersi una maschera e andare in chiesa.
Lei doveva stare calma e non dire del matrimonio e non l’ha saputo fare, è inutile fare il Kamikaze fai la rivolta finisci male e non combini niente.
Quel medico ha la barbetta. 50 anni fa non c’era il fascismo politico ma c’era un regime democristiano e un partito comunista anche se all’opposizione potente perché si vantava di avere teoria, nonostante Kruschof che aveva detto che Stalin era violento anche se sembra che lui fosse più dittatore di Stalin stesso.
Poi negli anni 60 è arrivata la rivolta apparentemente alla borghesia ma che era una rivolta al Comunismo che sfociò ne 68.
Questa storia dura tutt’ora. Da una parte Diliberto e dall’altra Ferrero che sono comunisti per fare un socialismo nuovo e hanno come matrice culturale il 68.
La fantasia che non c’è di un identità di donna diversa da quella che da 5000 o 7000 anni esiste. In questa scena che ha sconvolto tanto l’Anselma in quell’immagine che negli anni 50 si è aperta la possibilità di una nuova psichiatria che non è basata sulla malattia organica. Basata su una considerazione scientifica che va fatta la distinzione tra curabili e incurabili. La base deve essere medica.
Non si può proporre la psicanalisi all’anziano o ai cerebropatico ma devono essere fatte cure amorevoli. La malattia mentale invece deve essere fatta la diagnosi e fatta la cura. Curabilità dopo la diagnosi precisa. In questi ultimi 50 anni è successo che una certa tendenza ha abolito qualsiasi idea di psichiatria.
La malattia mentale non esiste sono dei disagi, delle incazzature. Viene ricoverata in manicomio per ragioni politiche. Questa psichiatria era quella della Russia Comunista. Quindi insieme Comunismo e Fascismo. Ma iol fascismo in Spagna, in Grecia, diffuso in Francia e in caso è divenuto Nazismo e Hitler si vantava di essere allievo di Mussolini. Che mi sta dicendo? Che c’è qualche nucleo sotto di malattia mentale? C’è un pensiero alterato magari nascosto non detto ufficialmente?
Il comunismo prende Spinoza. Giordano Bruno il socialismo era legato è toni Negri che mette Spinoza nel materialismo.
Com’è che nel Comunismo c’è il germe del fascismo. E’ perché Riotta e Negri sostengono che Spinoza è il padre del Comunismo.

domenica 31 maggio 2009

L’altro attraverso il tatto


L’altro attraverso il tatto
Appunti dalle lezioni del Prof. Massimo Fagioli redatti da Antonio Bruno.

Si sono mosse molte cose. Non siamo immuni dall’influenza dell’ambiente esterno. Avvenimenti esterni possono influenzare il pensiero. La ricerca umana nei riguardi di se stesso tocca vari campi della scienza. Le persone perché si muovono in un senso o nell’altro. Come si è diffuso un interesse, una curiosità, una simpatia che non c’è mai stata nei riguardi di una ricerca del “Conosci te stesso”. E’ una simpatia che c’è nell’aria, che si percepisce dappertutto. Cos’è la fantasia di separazione? Si disse 40 anni fa, ma nessuno sentiva, nessuno ascoltava. Buffalmacco e Calandrino. Avevano fatto uno scherzo a Buffalmacco dicendo che bevendo una pozione sarebbe divenuto invisibile. Tutti facevano finta di non vederlo e lui però non credette di essere invisibile!
Pulsione di annullamento ma non volle credere che per tutta Italia ed Europa che non esisteva per quello che era, anche se esisteva.
Tutti vogliono sapere che cos’è la Fantasia di Sparizione. Fantasia di Sparizione come una bella donna. Un medievale andava in giro a trovare la donna amata, come il Guerrin Meschino verso Oriente alla ricerca di un immagine diversa da se stessi.
Giacomo Valentini e i poeti siciliani, l’idealizzazione della donna con il dolce stil nuovo. L’immagine femminile del diverso dal maschile si legasse al linguaggio articolato del parlare ma anche a una identità umana che andava definita perché non era stata definita.
Entrò in crisi quell’identità che era stato stabilito da altri 2.000 anni. L’identità di relazione era soltanto maschile come stabilito dalla filosofia del mondo greco.
Prima c’era un modo di pensare, e di pensare il rapporto con la natura mediante figure. La figura di Minerva, la figura di Proserpina che davano un nome ai fenomeno naturali. Teti era un fiume, Stromboli e l’Etna era Vulcano. L’amore era Venere. Nel 685 avanti Cristo ci fu Talete che disse di smetterla con le favole. L’acqua è acqua, la Terra è terra mica Gea progenitrice, il fuoco mica si chiama Vulcano, e l’aria non è Eolo arrabbiato, è aria.
Per portare la cosa percepita al linguaggio verbale a quella certa cosa molto strana. Quella certa cosa per cui si va verso la simbolizzazione. C’è la possibilità di far uscire dalla gola dei suoni. Chissà se gli animali che un illustre prof ha insegnato hanno una lingua per cui il Cervo eccitato chiama con un suono la Cerva. C’è un dubbio: ma è vero che magari questi suoni dall’elefante al cervo per fare il linguaggio come le api che con la danza illustrano il percorso per i fiori. Però non indicano mai le cose della natura. C’è sempre un rapporto tra di loro. Un rapporto interanimale, da animale ad animale. Era l’elefantina che mandava onde Herziane al di sotto dei 20 Hz e non era l’elefante che chiamava l’elefantina. Come con i profumi. C’è una comunicazione tra gli animali ma non parlano. Il linguaggio degli animali non ha la grammatica. Uno può disinteressarsi della grammatica. Perché la differenza è che il linguaggio articolato è l’unico. Invece il linguaggio nasce da dentro il corpo umano, poi utilizza il cinese ecc per parlare con gli altri. Ma viene dall’organismo e diventa cosa visibile, si manifesta da quello che si percepisce da fuori. La differenza dall’animale non è perché l’animale non ha la grammatica ma che i suoni che emette sono diversi.
Il vagito del neonato è un suono che sembra anonimo dato che è addirittura più simpatico del belato del cerbiatto. L’orecchio umano lo sente ma come si fa a adire che è completamente diverso. Il cerbiatto per i suoi 20 25 anni continuerà a belare in maniera identica al primo belato della nascita. Il bambino nel corso degli anni trasforma il vagito in linguaggio articolato in cui modula il linguaggio in maniera tale che comincia l’indicazione delle cose in maniera tale che nessun cerbiatto ha mai fatto.
Come accade questo fatto? Il corpo umano una volta che si è formato nei 9 mesi di gravidanza è completo e una volta nato non si modifica. Il corpo si sviluppa in grandezza ma la forma del corpo non cambia mai più.
Perché a monte era necessario fare un nesso di voler cambiare la natura umana modificando il corpo come i nazisti che facevano i trapianti, tanto violenti quanto stupidi non vedevano nulla della realtà umana che stiamo cercando di vedere che si differenza dalla natura animale per la stazione eretta, opponente del pollice, angolo del foro occipitale con il suolo terrestre. Ma è diversa per un’altra ragione, c’è qualcosa di diverso in quello che si chiama mente umana che è diversa da quella animale e non perché l’uomo impara la grammatica ma per qualche altra coda che è rimasta invisibile. E’ la mente che è modificata rispetto a quella animale anche se c’è il vagito che sembra uguale a quello del cerbiatto ma che è diverso perché ha una potenzialità di trasformazione e a due anni diviene linguaggio articolato. Che c’è sotto al vagito che è invisibile? Per cui poi diventa linguaggio articolato per cui il pane si chiama pane e così via. Bisogna cambiare il metodo di ricerca e aprirsi e imparare dai filosofi? Anche se i filosofi si sono separati dal rapporto con la realtà materiale per fare elucubrazioni che sono lontane dalla realtà. Ci potrebbe servire il metodo medico, l’esame obiettivo, la visita medica, la necessità di fare diagnosi. Era necessario da un piccolo suono da un crepitio vedere quello che non è visibile. Se c’era metà del polmone piena di liquido va curato in un certo modo insomma con la visita medica si deduce cosa c’è. Che c’è dietro al vagito? Dopo due anni diventa linguaggio articolato e si dice che glielo ha insegnato la mamma. Provano a farlo con i pappagalli ma al massimo ottengono che riproducono come i computer. Anche se hanno insegnato un po’ di grammatica e di matematica alla scimmia, distingue tre da trenta. Il meccanismo fisiologico della ripetizione non ha rapporto con la realtà, mentre il linguaggio articolato del bambino ha rapporto con la realtà.
La poesia di Montale, quello parla ma non indica affatto le cose:

Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida,rivolgendomi vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.
Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andró zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

Eugenio Montale da Ossi di Seppia

La poesia non parla di cose reali. Quindi non ha rapporto con la realtà? Quindi è un autismo precoce infantile? Ma è un po’ difficile dire che Montale aveva di questi problemi. E allora cosa pensare e dedurre? Perché utilizza le parole imparate? Sembra dissociato.
Eppure il vuoto non c’è! O è dissociato oppure utilizza le parole che ha ascoltato e che ha imparato non per parlare a vanvera ma per indicare qualcosa di non direttamente percepibile.
I cani e i cerbiatti non sono poeti. Che sia questo il problema della differenza tra il suono che emette un animale e quello dell’essere umano? Sta nel suono! Ma all’inizio non si distingue. Cos’è che da un suono diverso al linguaggio dell’uomo rispetto al cardellino? O la cinciallegra che sembra una donna la mattina che si alza dopo una notte d’amore. I suoni determinano nella mente umana una fantasia? Per cui invece di essere scientifici i suoni anche anonimi scatenano una reazione di fantasia nell’essere umano. Allora non è che il bambino quando impara a parlare ripete meccanicamente quello che ode ma utilizza quello che ode per realizzare una fantasia. Lo stile acustico del suono determina che sembra che ripeta quello che gli hanno insegnato ma in verità è una creazione sua. Ma per creare qualcosa gli servono un pennello e i colori.
Non sarà il contrario? Ovvero che gli animali hanno una grammatica e l’uomo no? L’uomo vede, percepisce lo stimolo e poi lo trasforma e nella misura in cui lo trasforma c’è il rischio che l’altro non capisca.
Le indicazioni stradali servono e devono essere uguali per tutti. Il pane è uguale per tutti anche se ha tantissime forme diverse è sempre pane. C’è un idea, un’immagine di fondo per cui anche se tante forme diverse sempre pane è. Un idea di pane che non è legato a una forma. Allora che c’è sotto al vagito del neonato se poi porta tutte queste complicazioni. Qui bisogna lavorare con il metodo deduttivo che non è scientifico che è percezione e possibilità di verifica da parte di tutti. Ma Qui dobbiamo dedurre che c’è qualcosa che è una trasformazione. E’ il vagito che poi si trasforma ed è lo stesso suono che va a posarsi su quello che ha udito. Il vagito si posa sull’espressione letterale della mamma. Se uno ha una mamma come il computer che ti cancella le parole e che deve prendere il vestito del suono con cui è nato. Il feto nell’utero non ha la vista e non ha nemmeno l’udito. La sensibilità neuropsichica è solo nella pelle. Le orecchie non funzionano e non funziona nemmeno la retina che non c’è nei primi sei mesi. La luce nell’utero non entra. Scoperta USA la retina si forma dopo 24 settimane. Allora senza stimolo luce e suono nasce e invece di respirare in silenzio grida ueeeeeee. E non è la ripetizione di ciò che ha udito. Che cos’è quest’altra cosa?
C’era il dolce stil novo in cui s’è detto con Dante nel Purgatorio qual che mi ditta dentro vo significando. Quindi il vagito è qualcosa che viene da dentro l’organismo umano che nasce. Ma per fare funzionare i muscoli è il cervello e allora che cosa c’è che prima non c’è. Il cervello si mette a funzionare, ma prima non funziona? La prof.ssa Gatti ha detto che l’elettroencefalogramma è piatto nel feto, quindi il cervello si mette a funzionare alla nascita. Questo meccanismo neurologico che muove i muscoli il cervello funziona si muovono i muscoli e c’è il vagito. Questa è una logica alla Oddifreddi, ma questa è dell’ululato del lupo, ma non del linguaggio articolato che è determinato da qualcosa di invisibile e non direttamente percepibile.
Per fare funzionare il cervello ci vuole uno stimolo o un miracolo. Qual è l’unico stimolo possibile per far funzionare il cervello, non è per la pressione dell’aria che è di un atmosfera. Ma se nel canale del parto c’è una pressione di 25 atmosfere e non respira perché affogherebbe. E allora qual’è lo stimolo? Cacolammine ed endorfine prodotte per evitare il dolore. Non si distinguono le papille tattili da quelle dolorifiche. Qual è lo stimolo, non è lo sculaccione o l’aria. E’ la finestra sul mondo, formatasi la retina che è l’unica aziona in cui la distanza cerebrale è aperta all’esterno, la sostanza cerebrale non può essere stimolata con un dito nell’occhio. Quindi è la luce lo stimolo che prima non c’era. E’ la luce che scatena l’attività. Non è il suono perché non è direttamente esposta. L’unica zona esposta sono gli occhi in cui può entrare la luce che non ha massa e non rientra nella categoria della materia. Il cervello funziona non solo in maniera neurologica, funziona in maniera specificatamente umana.
Retina, distanza cerebrale e gli occhi servono a vedere, questo stimolo passa dal nervo ottico che va a finire nel lobo occipitale che è zona visiva. C’è quel mistero che nessun prof. ha spiegato. Un essere umano si forma una figura nella retina di mezzo centimetro. Perché lo vedo fuori di me dritto e di un metro e ottanta. E lo rovescia il nervo ottico. Ma come lo vedo grande e con il tatto vedo che è la realtà che è davvero grande. Dove succede il raddrizzamento dell’immagine che si è formata? Nel lobo occipitale e in particolare nella corteccia occipitale, quindi il cervello ha il potere di formare o di riformare l’immagine? Si! Ma questo non spiega il vagito. Perché da piccolo vagito può divenire grande vagito ma non linguaggio articolato. Il cervello umano fa la trasformazione del percepito, quindi basta trovare questo cambiamento avvertire la trasformazione. Nei sogni si vede in continuazione che una cosa percepita nel sogno viene trasformata. Una cosa pensata può essere trasformata in immagine. Questo può al massimo portare a una interpretazione, ma questo non sarebbe stato terapeutico. Ci saremmo limitati a comprendere il lavoro di un artigiano che trasforma il legno in un tavolo. Ma oltre l’artigiano c’è l’artista che fa di più della trasformazione inventa qualcosa di nuovo. La trasformazione non c’è nel neonato ma nell’adulto. Allora la luce deve determinare una reazione nel cervello e si deve formare qualche altra cosa. Cioè quella che distingue l’essere umano dagli animali oltre all’opponendo del pollice. Nel feto il cervello non funziona, poi invece funziona, ma in che modo funziona? Nel seguire il discorso del vagito che poi si trasforma, come se avesse un’energia interna, il barrito dell’elefante funziona in maniera neurologica, ma prima non c’è niente e quindi non c’è quello che caratterizza l’essere umano dagli animali cioè il pensiero, nasce il pensiero, ma non basta, che vuol dire pensiero, non ha una identità. C’è il pensiero dello scienziato o quello su una donna. Ma cos’è? Idea? Ma anche idea posso avere mille idee. Perché qualche pittore bravissimo è profondamente depresso che diceva che è bravissimo a dipingere ma non aveva idee e quindi era depresso. Allora pensiero e idea pur se dipinge bene. La parola è immagine, l’idea non può essere un linguaggio articolato, l’imago, nel neonato c’è l’immagine. Per cui non si distingue la figura del rapporto cosciente del dove ho lasciato la macchina, dove ho lasciato la giacca, una figura precisa che ti fa riprendere le cose e ele riconosci. Non c’entra è un immagine che bisognerebbe costruire questo pensiero che nasce da dentro il pensiero uomo – immagine, confessa l’impotenza o stupidità o realtà. Ha dato retta ai pazienti e ha chiamato questa immagine che è la memoria di quella sensazione che la pelle del feto può avere con il liquido amniotico e la memoria era per l’acqua un mare. Li ha messo insieme quello che era la sua calma con quello che gli hanno detto gli altri il mare calmo ovvero lui forse è nati calmo ed è rimasto a lungo calmo. Quando i pazienti stavano meglio sognavano il mare. Prima idea immagine “Inconscio Mare Calmo”.
C’è questa nascita dell’immagine. Questo fu detto nel 1979 – 1980 nel film “Salto nel Vuoto” di Marco Belloccio che finisce con lei che sogna il mare. Quello aveva già capito la storia della nascita e l’aveva proposta in questo modo dopo il suicidio del fratello giudice. Perché pare che dopo 30 anni questo regista ha fatto un altro film in cui c’è un movimento di immagini di estremo interesse, il tema è vecchio o risale al tempo di Ulisse e Giasone e si è ripetuto 1000 volte. L’uomo per essere uomo deve abbandonare l’amore e il desiderio per ritornare alla madre dei suoi figli che fedelmente lo aspettava e che per 20 anni era rimasta casta. Giasone lo stesso. Giasone era la storia della Medea che l’aveva aiutato a conquistare il vello d’oro la abbandona per sposare la principessa. C’è la storia del giovane Mussolini che da socialista rivoluzionario anarchico diventa pacifista e interventista e abbandona la donna Ida Valzera che si muove in maniera anticonformista. Ma non è chiaro se diviene pazza. Era una donna intelligente, colta e ricca. Una specie di Marcegaglia. Non era quella che è a casa e cucina bene, quando viene abbandonata da in escandescenze e poi si scontra con l’antico amante che era divenuto uomo potente prima e dittatore poi.
Il 5 gennaio del 1925 lei va a finire in manicomio dove resta e muore. Lui nel 1945 a Piazzale Loreto. Questa storia che è quella di Giasone viene raccontata con immagini particolari. E per considerare il rapporto con la realtà una certa stampa cerca di distruggere film e regista perché vorrebbe portarlo tutto al racconto del fatto storico. Come se fosse un inchiesta poliziesca. Il discorso è che Bellocchio prende la percezione la storia per fare delle immagini che non dicono esattamente come stanno le cose ma delle immagini che dicono qualche cosa del non immediatamente visibile e queste immagini parlano con l’aria l’atmosfera. C’è il racconto della tragedia greca per il modo di fare immagine. Pochi colori, contano i chiaro scuri, il passaggio da buio alla luce. Ha ricreato in maniera diversa il cinema muto di fine ottocento, quello che contava era fare delle immagini che parlassero. Poi con il sonoro e di più con il colore è come se si fosse persa la possibilità di parlare attraverso immagini. Fa vedere questo dramma di amore e morte attraverso la creazione di questa atmosfera di luci ed ombre e di primi paini che parlano della tragedia che sta sotto. Sotto un uomo nel pieno della vitalità che porta la rivoluzione che non accetta affatto di essere conformista, non accetta il destino di essere un buon padre di famiglia e in questo momento incontra una intellettuale borghese e si lascia travolgere tra desiderio di lasciarsi andare e passione rivoluzionaria. E’ pieno di speranze, di discreto guardare questa cosa il rapporto uomo donna come dovrebbe essere. Poi nel 1915 quando l’Italia entra in guerra diventa interventista e prende i soldi che gli da lei, che aveva venduto tutto per lui, lei che ha abbandonato la sua identità che crea il Popolo d’Italia che era il nuovo giornale. Ma poi lui si allontana per fare carriera politica e realizzare la sua identità. E lei ci sta, gli dice che non vuole nulla. Viene fuori che lui aveva sposato Rachele e quindi il rapporto era fuori il matrimonio e li c’è il conflitto tra realizzazione di una identità e amore. Ci fu un film con lo stesso soggetto rovesciato in cui è lei che abbandona lui che ha avuto una passione amorosa per un certo tempo e sceglie il funzionario. Stessa dinamica rovesciata. Da una parte lasciarsi andare all’amore e desiderio e l’altra la realizzazione d’identità. L’amore non può andare a braccetto con la realizzazione d’identità.
Nella signorina F c’è la fotografia di quella donna che si lascia andare ha una storia ma poi torna nei ranghi e si sposa. E’ come se fosse un disegno un po’ piatto che racconta una cosa che può realizzarsi in un caso o nell’altro. In quello di Bellocchio c’è un respiro che investe 3.000 – 5.000 anni perché questa storia comincia da Ulisse. Quando si è inserita questa storia che si è inserita nel logos occidentale, con donna che assiste un marito filosofo, pensatore e artista. Questo respiro ampio c’è dietro Mussolini c’è il comizio di lei. I primi 5 anni di rivoluzione russa fu totalmente libertaria. Nel 1922 Lenin con la scusa della crisi economica mise la donna dentro casa e l’allontanò la femminista e istituì che chi doveva portare avanti la storia erano gli uomini e le donne dovevano stare in casa.
Ma l’ha abbandonata, Mussolini ha abbandonata questa storia d’amore. Oppure l’ha abbandonata perché è diventato fascista. Oppure è diventato fascista perché si è abbandonata, si diventa fascisti quando sui abbandona il rapporto uomo donna nel rapporto di follia razionale.
Dopo il 1968 c’è stato il riflusso, il ritorno alla norma. Ma nel film c’è la sfida a studiarci che si finisce fascisti quando non si continua la ricerca, quando si riprende quanto costituito nella tragedia Greca nel 500 avanti Cristo.
Si è trovato tra Scilla e Cariddi e ha rifiutato l’organicismo sia la psicanalisi per cui sa fare la diagnosi. Nel quale dice so benissimo che non sei malata di mente per cui se continui a gridare in questa realtà fascista diventi matta. I fascisti ti distruggono se continui a dire che sei la moglie di Mussolini. Ma lei dice che è la moglie del Mussolini rivoluzionario e non fascista. Parlando del rapporto uomo donna da Ulisse e Giasone con la costituzione dell’io razionale parla della realtà attuale. Un articolo apparso sul Manifesto con la faccia di Berlusconi che appare Mussolini, che dice Bellocchio è l’unico regista che conosce la psichiatria e poi perché ha fatto matti da slegare. E’ questo il fascismo. Trasmissione di Vespa che non è di sinistra che deve distruggere la genialità di Bellocchio, Alessandra Mussolini e portando tutto a c’è o non c’è un documento. Quel film è teatro. Non c’è il saltare spazio tempo del cinema e Marco Bellocchio con il teatro non ha nulla a che fare. Quella scena dove c’è il comizio di Lenin nel comunismo c’è dentro una regressione della donna che lo rende simile al fascismo. Il comunismo è stato una trasformazione storica della società, dall’illuminismo che ha portato alle base della democrazia, Marx e Lenin stabilirono che con la distruzione del capitalismo che viveva a spese del lavoro con la dittatura del proletariato. Fare ameno delle libertà democratiche per realizzare l’identità umana. Ma la cosa non è riuscita.
Come facciamo a proporre una nuova identità umana. Prima di tutto facendo psichiatria affrontando la malattia mentale degli esseri umani che gli animali non hanno. Ma sarebbe bene interessarsi per metter le basi di una nuova identità umana sulla realtà uomo donna.
Fare una ricerca per fare la nuova psichiatria che coincide con il tentativo di costruire un nuovo rapporto uomo donna ovvero la ricerca sull’irrazionale, di pensare alla nascita umana, alla natura umana, e per questo bisogna togliersi da questa alleanza che stritola tra Bibbia e Logos Occidentale.
Queste due culture quella della Bibbia del peccato originale con questo logos occidentale che è l’essere umano è solo ragione perché sotto c’è l’animale c’è la pazzia e per cui il controllo è la ragione. Marco Bellocchio ha fatto una opera d’arte geniale. Ci contentiamo della scenetta del giovane psichiatra veneziano che non crede né organicista né psicanalitico nella natura umana. Il rapporto del desiderio finisce con la morte dell’uno o dell’altra o di tutti e due. Tentare una dialettica tra maschio e femmina del diavolo in corpo portava alla realizzazione di due identità in cui lui da l’esame di stato nonostante le bellezze di lei e anche lei che accetta che lui sia riuscito a fare la sua identità. Forse quello era un ideale, una favola o erano pensieri e immagini possibili.
Studiamoci le immagine che fece Marco Bellocchio per raccontare questa tragedia.
Lui racconta la realtà attuale in cui il rapporto uomo donna resiste nell’anaffettività per cui è soltanto un tranquillante. La passionalità dell’inconscio dell’irrazionale, del desiderio che non guarda più la realtà intorno perché quello che conta è il rapporto e soltanto esclusivamente il rapporto, quello avviene guarda per tutta la vita soltanto il rapporto. Il racconto di questa realtà è ben fatta in maniera artistica. E’ una tragedia greca, oppure questa per dire favola di diavolo in corpo in cui lei era destinata alla depressione della moglie che doveva sposare il terrorista perché era pieno di soldi e invece con il rapporto con questo ragazzo si ribella, rifiuta il matrimonio in chiesa, rifiuta tutto quanto per lasciare le cose in sospeso e vedere che cosa succederà poi chi lo sa.
Ma l’importante è la realizzazione della propria identità. A metà c’ha ragione Marco perché il desiderio diventa distruzione se non c’è l’identità ma non l’identità razionale. L’identità razionale non ha niente a che fare con il desiderio. E’ con l’identità irrazionale. Quale? Quella di cui si è scritto sin’ora. Quella irrazionale, quella della nascita, se no non si scopre questa realizzazione non solo della specie umana, rispetto agli animali che si verifica non con la ragione a sette anni, per quello che ci viene insegnato e noi siamo cani ammaestrati che dobbiamo obbedire a quello che ci hanno insegnato, addomesticati. Ma perché realizziamo la nostra nascita per quella che è, perché il nostro pensiero ha la sua base, la sua matrice, nella prima capacità che è immagine è fantasia, e non il linguaggio articolato che viene dopo, perché li c’è soltanto il vagito. Perché è la sola possibilità che si realizzi insieme alle enormi totali differenze tra uomo e donna un uguaglianza completa. La nascita è uguale per tutti. Questo per un discorso logico semplicissimo, che poi se non c’è quella uno non nasce, non c’è anche la nascita fisica se non c’è questa realizzazione del pensiero e quella non c’è pensiero maschile e pensiero femminile, la base e la matrice è il pensiero, ed il pensiero è uguale quindi nel rapporto delle differenze tra uomo e donna, ci deve essere questa base comune di un’identità più possibile forte di essere umano uguale quindi all’altro dal quale essendo uno maschio e uno femmina siamo completamente differenti. Allora se c’è questa che Aristotele chiamerebbe essenza o noi abbiamo detto immagine comune, è immagine, è inconscio mare calmo per tutti? O è ancora di più siamo andati che l’inconscio mare calmo viene un po’ dopo? Perché questa capacità di pensare che però è capacitò di immaginare. E cosa si deve immaginare? Si deve immaginare che esiste un altro essere umano, perché la memoria del contatto del tatto fisico con il liquido amniotico significa che diventa un altro essere umano con cui si può avere contatto. Come se l’altro fosse la trasformazione del liquido amniotico. La ricreazione della realtà fisica, che dovrebbe essere, senza fare tanti discorsi filosofici, il liquido amniotico.

Tutto dipende dai quei primi 7 mesi di vita


Tutto dipende dai quei primi 7 mesi di vita
Appunti dalla lezione del Prof. Massimo Fagioli redatti da Antonio Bruno

Quando la ragione non si realizza come umana è animale, così credevano i Greci Socrate e Platone. Invece nel mondo del 700 al di fuori della ragione c’è la malattia mentale. Ma nessuno diceva che è una malattia del pensiero invece si afferma che è malattia della mente. Aiace impazzì e ammazzò tutte le pecore che credeva fossero Greci e non aveva una lesione organica e quindi la malattia mentale potrebbe non essere una lesione organica. Il suicidio di Diomede, in Puglia sul Gargano ci sono le diomedee, specie di gabbiani, e si dice che li si suicidò Diomede altro eroe della guerra di Troia.
L’illuminismo non accogliere i messaggi subliminali e non riesce a interpretare i messaggi in un certo modo. Erano reazioni umane come la storia di Achille che si ritirò in crisi depressiva perché aveva litigato con Agamennone per qualcosa di diverso dalla lesione umana. Poi gli ammazzano Patroclo l’amico diviene il figlio di Peleo ovvero delle cime innevate dei Monti e Teti la Dea del Fiume. Teti lo mise nel fiume e Achille era invulnerabile all’infuori del tallone.
Nel 700 quale mentalità c’era nell’ambito delle realtà umane? Nell’antica Grecia attraverso le favole si dicevano le cose come la storia della sfinge che aveva un suo significato. La ragione non riesce ad essere per intero la realtà umana.
Dopo la separazione tra Stato e Chiesa che cosa è rimasto del pensiero religioso e perché il monoteismo paralizza la ricerca della mente umana sulla propria realtà rispetto al politeismo. Perché con il monoteismo vanno via le immagini.
Non c’è l’immagine, c’è qualcosa che ha preso dal mondo romano.
C’è il Dio invisibile assolutamente invisibile che non può essere nemmeno nominato. Papa disse che Dio non è rappresentabile e quindi viene fuori che è spirito assoluto che è l’opposto della realtà materiale.
C’era stato Giordano Bruno morto bruciato che aveva parlato dei mondi infiniti, ci teneva a questa cosa dei mondi infiniti e non finiti. Questa cosa dell’infinito c’era anche nel mondo Greco con Senofane e Anassimandro. E li si legò la parola infinito con Dio. Giordano Bruno mette la parola infinito nella realtà materiale e quindi la realtà materiale era infinita e fu bruciato in campo dei fiori. Era una eresia che minava le basi perché la parola infinito che è ripristinata da Spinoza che dice per parlare di esistenza che deve essere legata alla parola infinito altrimenti non è esistenza. Se è una cosa finita e ha un tempo misurabile non è esistenza.
L’esistenza sta nell’eterno e l’uomo è finito e quando non è esistente.
Nel 700 viene l’illuminismo ovvero l’identità umana come ragione. Questo influenza il pensiero di uno sugli altri di questo per cui l’infinito sta in Dio che è l’unica esistenza reale.
Congresso di Vienna che dice che la rivoluzione francese e napoleone non sono mai esistiti. La democrazia dell’illuminismo dice che la religione ci deve essere ma separata dallo stato che da le leggi della realtà umana. Quindi nella realtà umana c’è il monoteismo come reale esistenza. Quindi ci si doveva occupare del pensiero umano e della malattia del pensiero umano con la regola che della realtà del pensiero umano di occupa la Chiesa, solo la chiesa. Poi nel 700 il magnetismo animale e poi una ricerca sul rapporto interumano ovvero la pratica dell’ipnosi che passò agli ipnotismi. Gli ipnotismi facevano perdere la coscienza nelle persone.
C’era tutta una ricerca in cui si perdeva la coscienza. L’illuminismo aveva permesso con la separazione politica dalla chiesa su un movimento di ricerca per capire cosa ci fosse oltre la coscienza. Contemporaneamente accadde che un filosofo tedesco disse che c’era un qualche cosa nell’uomo che però era inconoscibile. Lutero e Boccaccio parlavano di qualche cosa di cui non ci si rende conto, come se ci fosse un fatto di ricorra coscienza di rapporto con le cose. Quello che poi si chiamò inconscio che però era inconoscibile. Viene fuori Freud che questa realtà umana oltre la coscienza detto inconscio è inconoscibile. E’ inconoscibile quello che noi chiamiamo irrazionale. Lo fece Schelling, lo nomina gli da la possibilità di apparire ma non si può conoscere. Sappiamo che c’è l’inconscio ma è inconoscibile. L’unica cosa che si può conoscere è ciò che un tempo fu cosciente. Però con ciò che fu cosciente non si scopre quest’altra cosa che c’è prima dell’emergenza della coscienza. Ha escluso dalla realtà umana 8 mesi, quelli del neonato che non è cosciente e che non arriva alla formulazione verbale del suo pensiero. Ci arriva a 1 anno e mezzo due e a scrivere arriva a 5 anni. E se prima fossero immagini? C’è ma è inconoscibile. Resta nella realtà Greca per cui sarebbe eredità filogenetica di milioni di anni, cioè animalità prima che l’uomo di costituisse essere umano. L’inconscio è la parte animale di lui. Ma l’animale è conoscibile, mica è inconoscibile.
La parola esistenza e non esistenza che va al di la del discorso della distruzione, è qualche cosa che c’è e non c’è in toto.
La sparizione che è un cardine fondamentale per andare oltre alle parole che parlano di distruzione perché sparizione si collega alla memoria cosciente e non cosciente.
Al di la della violenza che distrugge c’è un’altra dimensione umana di percepire e non percepire. Ci fu un fenomeno che senza lesione organica non si vedono delle cose o non si vedono delle cose, come le paralisi isteriche che non fanno sentire qualche parte del corpo senza lesioni organiche.
Inconscio (inconoscibile) Subconscio (sta sotto al conscio). Il rocchetto sotto il lettino che scompare e che poi riappare. Ma c’è la sparizione e la riapparizione, nonostante il fenomeno isterico, nonostante il rocchetto con il nipotino. Dopo la distruzione devo ricostruire ma invece c’è il riapparire. Da distruzione si deve andare a sparizione che significa rendere non esistente. Se sparisce non c’è e non c’è mai stata. Ma se la distrugge se la ricorda, ma se c’è un’altra cosa per cui sparisce è come se non ci fosse mai stata.
Uno diceva che stava tanto male perché c’era un’assenza e dietro all’assenza ci sarebbe stata una non esistenza, c’era un non esisti più e non era soltanto dimenticanza ma qualche altra cosa che faceva si che l’altra persona è sparita, non si vede e non si sente più.
Se non ci occupiamo della parte irrazionale non capiremo mai nulla della malattia mentale.
La parola pulsione, che esiste in tutte le lingue, e Freud diceva che la pulsione è la fame e la sete, invece questi sono fenomeno biologici normalissimi. Se la pulsione invece si attenesse ad altro? Quando viene fuori? Prima un assoluto iato che c’è tra prima e poi nel tempo e non tanto nello spazio che il feto esce dall’utero, conta il tempo questo prima e poi. Questo come si dice cambia tutto, che sia li la pulsione? Li emerge la pulsione.
Il pensiero umano non è dato dallo Spirito Santo, ma qualcosa che emerge dal corpo umano e poi non c’è più e sparisce. Ma se sparisce quando appare? Che c’è di nuovo alla nascita rispetto al feto? L’aria, freddi caldo. Ma per far funzionare il pensiero deve funzionare il cervello. Il pensiero che non funziona non è lesione organica. Nel linguaggio popolare si dice è venuto alla luce. E che sia la luce la cosa assolutamente nuova? La luce unico stimolo possibile per la sostanza cerebrale che è protettissima da tutte le parti salvo due finestrelle che sono gli occhi che si stimolano soltanto dalla luce. E che sia questo? L’elettroencefalogramma nell’utero è piatto, non funziona. Alla nascita si mette a funzionale con lo stimolo luminoso e che sia per l’emergenza della pulsione?
Il neonato si difende e fa una bella realizzazione fa sparire l’aria la luce, il freddo e il caldo, ma siccome non ha la ragione ha una fantasia di sparizione.
Di li la trasformazione. La malattia va cercata nell’inconscio. Nell’annullamento in quanto fantasia di sparizione si crea il pensiero dalla realtà biologica e non dallo Spirito Santo, e questa creazione del pensiero ha in primo luogo non il rapporto con la natura così come hanno affermato i filosofi Greci, ma il rapporto interumano, si forma la speranza certezza perché il mio pensiero è immagine, è memoria del liquido amniotico del contatto con il liquido amniotico che si traduce nel pensiero che è immagine o capacità di immaginare che c’è un altro essere umano. Se il neonato non pensasse questo morirebbe, io sarei morto e saresti morto anche tu che mi leggi.
Mentre questa necessità che ci sia un altro essere umano che lo protegge diventa pensiero dell’essere umano alla nascita. Per cui lo sviluppa nel rapporto e se il rapporto nel corso dei mesi funziona, questo pensiero si sviluppa e uno è sano per tutta la vita. Se invece il rapporto interumano non funziona non se ne capisce più niente.

venerdì 29 maggio 2009

Il Sud ha bisogno di imprese con un diverso tipo di razionalità




Il Sud ha bisogno di imprese con un diverso tipo di razionalità
di Antonio Bruno

“Il percorso della ricerca, come quello della speranza, ha inizio dove i fatti dichiarano che la realtà è più ampia di quella che vediamo, lanciando l’immaginazione oltre i limiti del possibile fino a quel momento conosciuto. L’innovazione, invece, avviene quando quella realtà immaginata, sperata e ricercata, diventa a sua volta un fatto. Il successo di un’esplorazione come questa dipende dalla credibilità del racconto che l’accompagna. E quella credibilità dipende dal contesto culturale, dal modo in cui si raccontano i fatti di partenza, dalla verosimiglianza della spiegazione immaginata, persino dall’energia del narratore. Insomma, il successo della ricerca e dell’innovazione è un vero e proprio atto di creazione. La consapevolezza di tutto questo può mancare negli specialisti. Ma l’economia della conoscenza non può farne a meno”. (Tratto da NOVA 24 di Luca De Biase)

Sono andato incuriosito da questo termine, dall’aggettivo “ATIPICO” (non tipico; che non presenta i caratteri pertinenti al tipo consueto). Ascoltare il Prof. Luca Meldolesi, il suo tono che sprizza scetticismo e delusione, è stato il dato centrale di ieri al Rettorato. Parla di Guido Piovene e del suo Viaggio in Italia agli inizi degli anni 60. Il Prof. Luca Meldolesi dice che si affermavano cose che sono valide ancora oggi come la circostanza per cui il letterato riesce a dire bene le cose riguardanti l’Italia e nel frattempo lo scienziato sociale non riesce a entrare nella questione.
Per il Prof. Luca Meldolesi vi sono tre flagelli ovvero il corporativismo, il clientelismo e l’illegalità frammista a criminalità di cui vi è necessità di liberarsi e a riprova ci dice che legge ogni giorno il Mattino di Napoli che è un vero e proprio bollettino di guerra.
Secondo il Prof. Luca Meldolesi bisogna aiutare la gente che si aiuta in assonanza a un libro della Banca Mondiale in cui si afferma che lo sviluppo si produce dall’interno.
Il Sud ha bisogno di imprese e fa l’esempio di un suo allievo, Vito Pertosa di Monopoli (Bari ) http://www.tgcom.mediaset.it/tgfin/articoli/articolo293529.shtml . Dice di Vito, racconta che è uno che osserva molto e parla poco e che a lui aveva detto della necessità di uscire dal sommerso perché innovazione e lavoro sono le chiavi per aprite la porta che fa uscire dai locali angusti della crisi. Vito Pertosa passa da un azienda di 30 dipendenti a un’azienda che ha 250 ingegneri. Gli ingegneri e tutti laureati pugliesi esistono e sono disponibili a lavorare solo che non trovano lavoro e se ne vanno a Milano!
Il Prof. Luca Meldolesi è convinto che tutti i problemi attuali si risolvono nella capacità effettiva di tutti di creare. Ma ciò deve essere uno sforzo vero, e soprattutto uno sforzo che deve essere solo privato. Basta osservare e così accade che una cosa buona deve essere imitata. Cita un altro suo allievo tal Bernardino di Avellino che osservava gli ospiti della costiera amalfitana pasteggiare con Vino Francese. Bernardino è andato a vedere cosa facevano in Francia, è tornato in Italia e l’ha fatto! Adesso i turisti della costiera pasteggiano con vino Avellinese!
Poi il Prof. Luca Meldolesi si ferma per dirci: “Ma attenti però! Si dice in giro che “Nel Regno delle due Sicilie” ci sia la tendenza a credere che sia BELLO fare IL SIGNORE! Che tradotto significa vivere sulle spalle altrui!” Il nostro Sud, i nostri vecchi paesi aristocratici, il Circolo dei Signori, insomma l’aristocrazia nobile prima, borghese poi e dei professionisti ora è la nostra CROCE E DELIZIA! La delizia sta nel fatto che questa struttura sociale ha fatto si che il 40% dei Beni Culturali del Mondo sia nella nostra penisola.
Ma c’è invece la croce, la peggior cosa che abbiamo ovvero quella di vivere sulle spalle altrui!
Secondo il Prof. Luca Meldolesi bisogna mettere avanti l’intrapresa per mobilitare così il mercato del lavoro.
Poi il Prof. Luca Meldolesi si avventura in una valutazione dei Centri per l'impiego.
I Centri per l'impiego sono le strutture dell'Agenzia del lavoro decentrate sul territorio provinciale, punto di riferimento per lavoratori e aziende che intendono utilizzare i servizi erogati. Secondo il Prof. Luca Meldolesi queste strutture dovrebbero aiutare a trovare un lavoro localmente e internazionalmente. Ma ciò non accade! Il Prof. Luca Meldolesi ripete che l’unica medicina è l’intrapresa. Auspica nel Mezzogiorno l’affermarsi di un Capitalismo dal volto umano e vede nel Salento una forte spinta all’imprenditorialità. Nel Mezzogiorno, sempre secondo il Prof. Luca Meldolesi, bisogna far passare il Valore di Capitalismo Popolare perché c’è un binomio inscindibile che è lo sviluppo unito alla democrazia ciò deve determinare uno sforzo per rimodernare il paese dal punto di vista della civilizzazione. Ci sono due spinte una che è quella sana che stenta ovvero la creazione d’impresa e invece c’è ancora imperante e dilagante la logica assistenziale.
Il Prof. Luca Meldolesi si ravviva quando parla dei giovani, è certo che si possa iniziare anche con 1.000 Euro, confida nel micro credito. Ma lancia l’allarme dei giovani che non hanno convinzione e che già da adesso dicono che “SI VOGLIONO SISTEMARE”.
Chiede un modello! Afferma che se qualcuno dei presenti gli propone un modello lui si impegna a riproporlo! Ma il problema è che le indicazioni vengono da Bruxelles e li pensano che tutta l’Europa sia come il territorio che circonda quella città.
Infine il Prof. Luca Meldolesi conclude affermando che Bruxelles dovrebbe invece essere al servizio dei territori.
Conclude il Prof. Raffaele De Giorgi, il Preside di Giurisprudenza che legge la giornata del 29 maggio 2009 attraverso una questione di fondo che deriva dall’amarezza delle pagine del Prof. Luca Meldolesi, la definisce la condivisione dell’amarezza. Poi ecco apparire la richiesta fatta al Prof. Luca Meldolesi dello sforzo di una condivisione di ottimismo. Una richiesta che presuppone un orizzonte aperto verso le preoccupazioni per il Sud. Il Sud, ovvero brandelli di società moderna sommersi, storicamente riproducentesi che affondano continuamente. Tutti i Sud, tutte le periferie che rischiano di essere sommerse.
Il Prof. Raffaele De Giorgi afferma che sono improcrastinabili le azioni volte a utilizzare strumenti descrittivi che permettano di osservare i Sud, che servano a stimolare un diverso tipo di razionalità per abbandonare l’uso della razionalità limitata quella che afferma che bisogna fare una cosa alla volta, razionalità limitate che può darsi che funzionino ma che non stanno funzionando adesso.
Conclude il Prof. Raffaele De Giorgi suggerendo al Prof. Luca Meldolesi un percorso che faccia trovare la possibilità di luoghi di produzione di Sud della Società Moderna. I buoni esempi sono belle cose, come gli uomini buoni sono delle belle cose, ma gli esempi da soli e gli uomini da soli non bastano.

giovedì 28 maggio 2009

I Messapi popolo di Minatori?
















I Messapi popolo di Minatori?
di Antonio Bruno

Nell’ambito dell’attività del Forum per la Pace nel Mediterraneo la Prof.ssa Liliana Giardino, titolare della cattedra di Urbanistica del Mondo classico dell'Università del Salento, il 28 maggio 2009 in una conferenza al Castello di Acaya ha illustrato quanto è emerso grazie agli scavi di questi ultimi anni in località Cunella (Muro Leccese – Lecce) . La prof.ssa Liliana Giardino ha illustrato, sia sotto l'aspetto archeologico che sotto quello antropologico, i dati emersi dalle tombe a semicamera e a fossa rinvenute a Muro Leccese nel 2003 - risalenti al V secolo a.C. - sa. La Prof.ssa Liliana Giardino ci ha illustrato i corredi rinvenuti, testimonianza sia dello stato sociale che delle credenze, dei miti, della religiosità, della vita quotidiana dei Messapi, antichi abitatori del Salento, ci ha poi parlato anche dell'età, del sesso, delle malattie, dell'altezza, e anche delle"malattie del lavoro" e professionali del tempo.Per esempio, uno scheletro rinvenuto negli scavi della Prof.ssa Liliana Giardino presentava due fratture ossee perfettamente saldate, segno evidente di intervento ortopedico. In un'altra tomba è stato invece rinvenuto uno sperone: l’individuo aveva una deformazione tipica di chi fa equitazione.
Ho ascoltato con grande interesse la relazione e la visione delle mura che non avevano alcuna funzione difensiva e fatte di pietre di cava calcarenitica mi ha fatto pensare a una delimitazione di città costituite da tante unità produttive di tipo agricolo. Il fatto che le case fossero costruite utilizzando il legno lascia pensare che dopo le mura ci fossero estesi boschi di Leccio. Inoltre l’ostentare tanta pietra può essere la rappresentazione della attività maggiore dei Messapi che potrebbe essere appunto quella estrattiva di calcarenite ceduta poi a tutto il mediterraneo attraverso il commercio greco.
Messapi popolo di minatori? Nessuno mi ha saputo rispondere.

sabato 23 maggio 2009

Il Forum per la Pace nel Mediterraneo incontra i bambini delle scuole di Martano







Il Forum per la Pace nel Mediterraneo incontra i bambini delle scuole di Martano
di Antonio Bruno

Il Forum per la Pace nel Mediterraneo ha incontrato l’Istituto Comprensivo Infanzia Primaria e secondaria di I grado “C. Antonaci” Martano (LE).
Ho domandato a un bambino quali erano i suoi sogni per il futuro. Ha risposto subito Francesco che voleva fare tanti soldi, diventare calciatore e sposare una velina.
Ma non era il solo a dire queste cose e ciò che è accaduto fa riflettere.
Oggi è difficile educare perché il nostro impegno di formare, a scuola, il cittadino che collabora, che antepone il bene comune a quello egoista, che rispetta e aiuta gli altri, è quotidianamente vanificato dai modelli proposti da chi possiede i mezzi per illudere che la felicità é nel denaro, nel potere, nell’emergere con tutti i mezzi, compresa la violenza.
A questa forza perversa il Forum per la Pace nel Mediterraneo contrappone l’invito all’educazione con tutti i mezzi.
A questa forza perversa il Forum per la Pace nel Mediterraneo contrappone l’invito all’educazione dei sentimenti: parlare di amore a chi crede nella violenza, parlare di pace preventiva a chi vuole la guerra.
Il Forum per la Pace nel Mediterraneo invita a imparare a fare cose difficili, come disse Gianni Rodari:
LETTERA AI BAMBINI
È difficile farele cose difficili:parlare al sordo,mostrare la rosa al cieco.Bambini, imparatea fare le cose difficili:a dare la mano al cieco,cantare per il sordo,liberare gli schiaviche si credono liberi.
Gianni Rodari

Il Forum per la Pace nel Mediterraneo incontra la Scuola Media Azzarita -De Filippo – Retti di Bari




Il Forum per la Pace nel Mediterraneo incontra la Scuola Media Azzarita -De Filippo – Retti di Bari


di Antonio Bruno



Quest’anno è il sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani e il sessantesimo della Costituzione italiana. Il Forum per la Pace nel Mediterraneo nell’ambito della sua azione di educazione alla pace e ai diritti umani ha incontrato la Scuola Media Azzarita - De Filippo - Retti Via B. da Trani 15 Bari BA 080-5377724. Nell’incontro si sono elencate una serie di proposte concrete per accrescere l’impegno di educazione dei giovani alla pace e ai diritti umani ribadendo che la scuola ha una responsabilità speciale. E’ necessario che ogni istituto scolastico riesca ad avviare un percorso annuale che preveda la conoscenza dei diritti e che inserisca all’interno del POF (Piano di Offerta Formativa) delle azioni di educazione alla pace. Esse prevedono, di conseguenza, l’educazione alla convivenza, alla solidarietà, al rispetto dell’altro, all’ambiente, alle pari opportunità”.Nella presentazione sono stati illustrati i diritti e doveri di ognuno di noi perché conoscere i propri diritti è il primo passo per farli rispettare. Il Forum per la Pace nel Mediterraneo ha proposto che nelle classi della Scuola Media vengano affissi la bandiera dei diritti umani, il manifesto con la Dichiarazione Universale dei diritti umani e il manifesto con i principali diritti nominati uno per uno, per esempio: diritto alla vita, diritto all’acqua, diritto alla salute”. La scuola deve anche proseguire il proprio impegno sostenendo esperienze di gemellaggio con scuole di altri Paesi come quelle già avviate in Libano ed in Medio Oriente. Un obiettivo delle linee guida proposte all’incontro con la Scuola Media Azzarita-De Filippo – Retti Via B. da Trani 15 Bari BA 080-5377724è anche quello di incentivare il protagonismo giovanile con azioni dirette, mirate ad accrescere e potenziare il ruolo dei giovani nella costruzione di una cultura di pace.
Il Forum per la Pace nel Mediterraneo ha in animo di avviare un progetto per documentare quello che accade nelle scuole, per far sì che i giovani possano raccontare tutte le loro esperienze, sia positive che negative.Il Forum per la Pace nel Mediterraneo intende sostenere l’impegno delle giovani generazioni con un percorso di coinvolgimento diretto sui temi della cittadinanza, della democrazia e della partecipazione.