sabato 23 agosto 2008


Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato agricoltura
Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato agricolturadi Antonio BrunoLa tutela del territorio con gli accorpamenti delle aziende e la gestione degli Agronomi Italiani
Ho letto con gusto e approvando lo scritto di Carlo Petrini sulla Repubblica di oggi (23 agosto 2008), condivido la sua preoccupazione non solo per la brutta e ignominiosa fine che stanno facendo i pipistrelli ma anche e soprattutto per le conseguenze che si stanno abbattendo sulle api e sul nostro bel territorio italiano, quello che fa urlare di meraviglia i visitatori che riempiono i voli che partendo da tutto il mondo hanno come destinazione la nostra bella Italia.Petrini grida per le api e per la natura ma è come quel grido del proprietario del villaggio extra lusso di Ugento (nella mia Provincia di Lecce) che rischia il fallimento perché la sua spiaggia è erosa e non si erano costruite difese prima degli inutili ripascimenti (significa che mettiamo noi la sabbia che prendiamo da qualche altra parte) e nonostante tutti i confort se al turista non gli dai la spiaggia è come proporgli un albergo di lusso sperduto nelle campagne e lontano dalle città.Si perché il visitatore fruisce della spiaggia, visita i monumenti e le città d’arte ma indovinate che fa quando si sposta lungo lo stivale italico? Guarda il panorama! Dicesi panorama (oltre al noto settimanale) il territorio tra una città e l’altra contenente flora e fauna e bellezze naturali in genere. E di chi è il panorama?Ma dei contadini che dal Panorama non ricavano il becco di un quattrino!Ed ecco che lo rovinano perché usano Neonicotinoidi che creano un disturbo neurologico alle api che non riescono a nutrirsi e non si orientano più per fare rientro all'alveare specificamente gli agricoltori usano Epik, Confidor, Gaucho, Calipso, Actara e Cruiser i cui principi attivi si chiamano Acetamiprid, Imidacloprid, Fhiacloprid, Thia metoxam e fipronil.Ne aveva parlato già Antonio Cianciullo sempre sulla Repubblica del 22 maggio 2007 in cui si avvisa che il numero delle api del nostro paese si è ridotto del 50% e basterebbe ricordare anche la frase di Albert Einstein “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Insomma a furia di aiuti comunitari, prebende varie agli agricoltori, disincentivi alla produzione e allontanamento dalle campagne ecco che possiamo affermare come fa il dossier dell’Associazione Apicoltori che “hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato agricoltura”.Nel deserto non c’è più l’uomo e se non c’è più l’uomo che presidia il territorio ovvero il contadino ecco che il territorio se ne va in malora e siccome quello che io ho scritto territorio si legge PANORAMA ecco che nessuno verrà a vedere un deserto con delle zone ( meglio sarebbe dire OASI ma si legge CITTA') in cui abitano gli uomini e ci sono alberghi e case.E’ lo stesso per l’olio e l’olivo che quest’anno è in ripresa ma che se dovesse subire l’abbandono della coltivazione ecco che farebbe andare in fumo con gli incendi boschi di migliaia di ettari di olivi secolari.E’ commovente l’appello di Petrini, ma a chi lo fa? Ai contadini sessantenni sopravvissuti che ogni tanto vanno in campagna? A chi lo fa? Agli anziani che aspettano (sino al 2013 ovvero per altri 5 anni) l’aiuto comunitario a cui hanno messo il nome di NUOVA PAC che utilizzano per fare l’assegno a Natale e a Pasqua ai nipoti di quei figli che hanno fatto laureare e che della terra non ne voglio neppure sentire parlare?C’è un esempio da seguire ed è quello della tenuta di Maccarese http://www.maccaresespa.com/azienda.htm alle porte di Roma. Sono 3.200 Ettari di cui 2.400 coltivabili, è produttiva, c’è pure dentro il WWF che ha realizzato una Oasi di macchia Mediterranea e adesso fanno il biogas da vendere anche all’esterno. Oggi più che mai c’è necessità di accorpare le aziende, di incentivare le azioni di tutela con l’impiego di tutte le tecniche che sono in possesso dei migliaia di Agronomi pronti a dare il loro contributo.Ma tutto questo ha un costo sociale!E dobbiamo cominciare a pagarlo se vogliamo che noi tecnici guidati dai saperi delle Facoltà di Agraria assieme ai proprietari che non vanno più nemmeno in campagna ritrovino il “senso” dell’essere contadino, quel senso che faceva venire fuori dalla madre terra il nutrimento per tutte le generazioni che ci hanno preceduto e che potrebbe scongiurare le assurdità di questi giorni come quelle del prezzo ”drogato” del pane e della pasta.


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venerdì 22 agosto 2008

Corrispondenza con il Presidente della Provincia di Lecce Senatore Giovanni Pellegrino


Corrispondenza con il Presidente della Provincia di Lecce Senatore Giovanni Pellegrino

Da: Presidenza Provincia Lecce A: antoniobruno5@libero.it Cc: Oggetto: da Giovanni Pellegrino Ricevuto il: 22/08/08 16:38
Caro Bruno, La ringrazio delle notizie che mi dà sulla valenza del simbolo della Mezzaluna per il mondo islamico, che, per altro, aggiunge poco al contenuto delle mie riflessioni.Il problema, per la verità, in un grande momento sta nella diversità che la mezzaluna ha nel simbolo di questa Provincia, in cui è addentata da un delfino e nel ragno che danza, che invece lo ha in testa: un simbolo di un'oppressione sconfitta diviene un simbolo solare e di dialogo,Questo, almeno a mio avviso; liberi, ovviamente, gli altri di avere pareri diversi. Con i migliori saluti. Giovanni Pellegrino.


Carissimo Presidente Senatore Giovanni Pellegrino,
ho letto la Sua e mail e La ringrazio per l'attenzione che ha riservato alla mia povera persona.
Il rapporto con l'Islam è, a mio modesto parere, di fondamentale importanza per la nostra che è terra di frontiera che ha sempre avuto rapporti con quella cultura.
Nel mio Comune così come in tutti i Comuni della nostra bella provincia ci sono abitazioni occupate da nuclei di islamici, appartenenti a paesi diversi e, per questo motivo, tutti di un islam diverso ma TUTTI, INDISTINTAMENTE, POTENZIALI AMBASCIATORI che possono testimoniare la nostra disponibilità all’accoglienza.
Già ho avuto modo di mandarle la mia nota sul Delirio della Signora Sgrena a San Cesario di Lecce che voleva RIDURRE A UN UNICO MODELLO FEMMINILE sia le donne musulmane con il velo che le ragazze italiane che aspirano di divenire veline. Un atteggiamento intollerante che non aiuta le donne arabe e nemmeno le ragazze italiane.
Quindi è stato bene significare da parte Sua in occasione dello sponsor della nostra squadra di calcio, la disponibilità e l’attenzione Sua personale e della gente della nostra terra all’Islam.
Ma caro Presidente la chiarezza è d’obbligo con quel mondo poiché ciò che per noi è libera scelta, ovvero l’adesione al Vangelo e la pratica spirituale, in quel mondo costituisce la legge in Stati che non hanno nulla di democratico e che sotto lo pseudonimo di integralismo e teocrazia nascondono la più spietata delle dittature.
Gli arabi ( le suggerisco di parlarci con quelli che vendono collanine sulle spiagge o DVD per le strade) sono preoccupati da un mondo come il nostro che vive senza Dio! Noi siamo preoccupati da un mondo come il loro dove E’ OBBLIGATORIO VIVERE SECONDO CIO’ CHE GLI UOMINI CONSIDERANO IN LINEA CON LA VOLONTA’ DI DIO.
La mezza luna significa quello che significa, ma l’importante è che queste persone umane che riempiono di sera le nostre strade e la mattina i mercati e le spiagge, portino a casa l’esperienza della nostra accoglienza, del nostro rispetto e della nostra considerazione per loro come per tutte le persone umane senza distinzione di razza, cultura, sesso, religione e preferenze sessuali, per testimoniare che la gente salentina è gente di pace e di accoglienza ma anche di assoluta indifferenza verso tutti i simboli che richiamano a una egemonia di un uomo su un altro uomo, di un popolo su di un altro popolo affinché la cultura integralista degli Stati Uniti così come quella della Russia che è identica a quella delle teocrazie islamiche sappia che c’è un altro modo di vivere insieme, che io da credente, chiamo amore e che chi credente con è, chiama rispetto e considerazione per tutti.
La ringrazio ancora per la pazienza e l’attenzione che mi riserva e approfitto per salutarLa con la più viva cordialità

Antonio Bruno

Dott. Agr. Antonio Bruno
Via Vittorio Emanuele III, N° 160
73016 SAN CESARIO DI LECCE
Tel. 0832200708
Cell. 3398853904


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venerdì, 22 agosto 2008
Mi fai sentire una ragazzina! Tu mi ringiovanisci e mio marito mi fa invecchiare...............
Mi fai sentire una ragazzina! Tu mi ringiovanisci e mio marito mi fa invecchiare...............

Contemporaneamente a questa gradita frase che mi è giunta per e mail i miei occhi si sono posati su questi versi di Fernando Pessoa
Voglio, avrò
Voglio, avrò -se non qui,in altro luogo che ancora non so.Niente ho perduto.Tutto sarò.
Quando ripenso a tutto il disastro che si era abbattuto su me e su questa mia affezionata lettrice che non ho problemi a definire la mia lettrice del cuore, i versi di Pessoa sono davvero rivelatori di una relazione bella e entusiasmante che, nonostante gli ostacoli oggettivi, gli sguardi pieni di voluttà di chi ci ha osservati, come se stessero tutti li a cogliere ciò che da noi due emergeva naturalmente, a vedere ogni nostro più piccolo impercettibile movimento, ad ascoltare ogni frase sussurrata.Oggi leggere queste belle parole mi da immensa gioia e mi rivela la natura della nostra amicizia.


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giovedì 21 agosto 2008

La pasta è cara! Ma il grano è li per essere seminato!


La pasta è cara! Ma il grano è li per essere seminato!

La pasta è cara! Ma il grano è li per essere seminato!

di Antonio Bruno

Il nostro pianeta terra è sicuramente in grado di sfamare e far vivere dignitosamente noi tutti 6 miliardi di persone umane!

L’abbiamo sentito tutti nonostante lo sgomento del disastro aereo costato la vita a 153 persone con solo 19 superstiti, i generi di prima necessità sempre più beni inaccessibili.
I dati non vengono dall’associazione di difesa del consumatore di vattelappesca ma sono del Ministero del Tesoro e registrano un aumento del costo dei beni alimentari considerati beni primari delle famiglie italiane.
Stiamo parlando del Pane (+ 13,2%), del latte (+ 11,8%) e della pasta (30,4%.) il tutto da gennaio a giugno 2008 .
Ma come si spiega? Eppure c’è stato il calo del prezzo del grano duro che serve per fare la pasta (-25,1%) e del frumento tenero che serve per fare il pane (-13,6%).
Si spiega per il fatto che noi non compriamo più dal contadino. Il contadino non vende e produce sempre meno e quindi compriamo da quelli che hanno tutto il mercato in mano che è la GRANDE DISTRIBUZIONE!
Le donne sono sempre più impegnate e non possono più cucinare, non vanno a scegliere i prodotti dal mercato dove c’è il contadino (sarebbe meglio dire c’era perché adesso non c’è più) e il risultato è che questi qui speculano sulle materie prime.
Poi c’è il discorso che il grano viene usato per ricavare energia al posto di sfamare le persone in tutto il mondo e siccome l'11% del mondo consuma l'88% delle risorse del pianeta vi lascioimmaginare in che condizioni stanno il restante 89% degli abitanti della terra che hanno a disposizione solo il 12% delle risorse del pianeta.
Scrive Padre Alex Zanotelli “Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani vivessero come viviamo noi ricchi (l'11% del mondo consuma l'88% delle risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti.”
Ci stiamo facendo fuori tutto il pianeta e non ce ne stiamo rendendo conto.
Amici siamo impazziti e siamo nelle mani di una sparuta minoranza, che sono i grossi interessi economici mondiali, che stanno mettendo fine all’esperienza dell’uomo sulla terra.
Mezzo miliardo di persone che succhia il sangue a 5 miliardi e mezzo di persone umane per vivere nel lusso sfrenato.
Ma dove stiamo andando?
Aosta è la “regina” del caro-pastasciutta - un chilogrammo di pasta di “semola di grano duro” tocca massimi di 4,80 euro - Bolzano è in terza posizione assoluta con prezzi che arrivano a 3,40 euro al chilo.
Ma se per noi ancora c’è la possibilità di comprare anche a questi prezzi la pasta per i % miliari e mezzo restanti c’è da pensare alla scena di “Miseria e Nobiltà”, il film in cui Totò riempiva le proprie tasche di spaghetti al pomodoro.
Ma se c’è una povertà assoluta per il resto del mondo c’è anche da registrare l’assurdo che la stessa pasta secondo gli ultimi dati sui “prezzi massimi” dell’Osservatorio del Ministero per lo sviluppo economico ha prezzi che mostrano un forte divario a livello regionale, perché i prezzi spesso variano di oltre il doppio tra una città e l’altra d’Italia con le città del sud che sono mediamente più costose.
Aosta è in assoluto la più cara, poi c’è Milano con 3,60 euro al chilo, e poi ci sono Bolzano –Firenze - Torino, con un prezzo di 3,40 euro.
Dove c’è la pasta che costa al massimo 2 euro al chilo? Dobbiamo registrare che principalmente accade nei centri del nord Italia. La cosa che lascia di stucco è che a Trento lo stesso chilo di pasta costa meno della metà (1,68 euro) rispetto a Bolzano (3,40 Euro) secondo i dati forniti dal ministero.
Quindi se la stessa pasta costa più del doppio a 70 chilometri di distanza, infatti Trento dista 70 chilometri da Bolzano, significa che il valore dei beni di prima necessità non dipende dal bene ma da suggestioni, ipnosi che vengono spacciate per carpire la buona fede dell’acquirente.
Se da noi, occidente ricco da fare schifo, questo significa una TRUFFA, per i restanti 5 MILIARDI E MEZZO DI PERSONE ciò significa FARLI MORIRE DI FAME!
E allora c’è da tornare alla produzione! C’è da tornare alla distribuzione della ricchezza come avevamo progettato quando abbiamo realizzato questa costruzione antropologica artificiale che si chiama mondo.
Ci siamo divisi i compiti, ci siamo specializzati, affinché fossimo come l’arcobaleno, quell’arco multicolore, rosso sull'esterno e viola sulla parte interna; e noi siamo una parte della sequenza completa siamo rosso, oppure arancione, o ancora giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. Noi siamo la conseguenza della dispersione e dalla rifrazione generata dalla costruzione antropologica artificiale che si chiama mondo ma tutti insieme siamo la luce del sole. Tutti e 6 MILIRDI insieme SIAMO LUCE! Siamo luce se torniamo alle origini, SE CI RICORDIAMO DELLO SCOPO per cui ci siamo divisi i compiti: per stare meglio e più comodamente in questa bellezza specchio di Dio che è il nostro pianeta Terra!
Viviamo in questa stanza d’albergo che, più presto di quanto pensiamo, lasceremo (lo so che pensi il più tardi possibile!) e sono certo che converrai con me che più non la consideriamo nostra proprietà, poiché non siamo eterni, più diviene bella e accogliente. Lo dico da Dottore Agronomo il nostro pianeta terra è sicuramente in grado di sfamare e far vivere dignitosamente noi tutti 6 miliardi di persone umane!


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mercoledì 20 agosto 2008



Prendi lucciole per lanterne? No! Prendo svastiche per croci. Mezzaluna simbolo del colloquio?
Prendi lucciole per lanterne? No! Prendo svastiche per croci! Mezzaluna simbolo del colloquio? Ovvero se entrando in Chiesa vedessi una svastica?
di Antonio Bruno

I simboli evocano suggestioni e sono sintesi di esperienze e percorsi narrati in continuazione senza soluzione di continuità e pregni di significati. Il Simbolo è una narrazione istantanea evocando percorsi ed esperienze vissute che rappresentano identità. Simbolo è la croce e simbolo è la svastica. Tutti e due simboli ma contrapposti nelle suggestioni che evocano e nei valori che rappresentano. Se entrando in Chiesa vedessi una svastica?

Il Presidente della Provincia Senatore Giovanni Pellegrino ha dichiarato che la mezzaluna che compare sia nello stemma della provincia sia anche nel logo Salento d’Amare SPONSOR della squadra del Lecce in Serie A assieme alla la taranta “simboleggiando il rapporto con il mondo islamico perché puntiamo su un identità aperta che sappia offrire il colloquio con le altre culture”




Ma sa il Presidente della Provincia di Lecce Senatore Pellegrino ex Presidente della Commissione Stragi che cosa significa il simbolo della mezzaluna per il mondo islamico?

Fu con l'Impero Ottomano che la Mezzaluna divenne uno dei simboli della religione islamica. Quando nel 1453, i Turchi conquistarono Costantinopoli ne mantennero la bandiera tradizionale. Una leggenda racconta che il fondatore dell'Impero Ottomano, Osman, ebbe un sogno in cui vide la Mezzaluna espandersi da un capo all'altro della Terra. Percependo questo sogno come un buon presagio mantenne il simbolo della Mezzaluna come emblema della sua dinastia. Si dice che le cinque punte della stella rappresentino i Cinque pilastri dell'Islam, ma è una pura congettura. Le cinque punte non erano infatti uno standard delle bandiere ottomane, e non lo sono nemmeno oggi sulle bandiere dei Paesi islamici che pure adoperano la stella.

Per quattrocento anni l'Impero Ottomano amministrò le comunità musulmane. Dopo secoli di battaglie contro l'Europa cristiana, è ipotizzabile che il simbolo venne adottato da quasi tutte le comunità musulmane che vi videro un emblema di vittoria e grandezza.

Basandosi su questa storia molti musulmani rifiutano di riconoscere il simbolo della Mezzaluna come emblema della fede islamica sapendo che si tratta di un'antica icona pagana. Non a caso la mezzaluna non compare nella bandiera dell'Arabia Saudita, Stato islamico per antonomasia e nemmeno in quella dell'Iran, stato teocratico ispirato all'islamismo sciita.

Può un simbolo usato per la conquista, che è emblema di vittoria e grandezza essere simbolo di identità aperta che sappia offrire il colloquio con le altre culture?

Altro è il marketing e la pubblicità che si basano sui messaggi emotivi, altro sono i simboli. Anche i simboli si basano sull’emotività ma scavano più nel profondo. C’è chi prima di avventurarsi su questi percorsi si confronta con gli esperti e chi, temerariamente prende svastiche per croci. Ma si! Tanto la finanziaria non permette più che il prossimo anno si diano soldi alle squadre di calcio!


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SE TI TROVI A PASSARE DAL BANCO DI NAPOLI



Grazie! Mi sento Beatrice...e tu Dante...che viaggi tra il Paradiso, l'inferno e il purgatorio! Dove ti fermerai?

Un sorriso non dura che un momentoma il suo ricordo è certe volte eterno.Un sorriso è una carezzaCome una luce che ci inonda.Allora il mio sorriso io ti doQuesto sorriso è il mio soleIl tuo sorriso la mia meraviglia.
E’ come se la vedessi, ora. E’ come se fossi accanto alla mia amica, alla mia Beatrice. Quei versi possono dare l’immagine del mio sorriso e della meraviglia di cogliere quello della mia amica Beatrice, che mi ha odiato, infangato e odiato.
Meraviglia per questa dolcezza di una amica che tutto è meno che dolce, che come UN GROSSO FULMINE attraversa il cielo e si abbatte su UN GROSSO CIPRESSO è arrivata nella mia vita sconvolgendola e, grazie a Dio, facendo rinascere la esperienza stupenda che è divenuta oggi peer me l’avventura meravigliosa di ogni istante.Il mio viaggio è davvero quello che descrive la mia cara amica. La domanda su dove mi fermerò è pertinente, ma la risposta non posso dargliela poiché dove io mi fermerò non è dato sapere e cosa io farò è un mistero per me stesso.So che ti voglio bene con tutto il cuore, amica mia, so che la nostra amicizia mi riempie di gioia e mi gratifica.Questo so e questo scrivo.Ciao mia amica che ti senti Beatrice, sognami stanotte e ogni notte affinché tu possa domani dire che quello che stai vivendo è il sogno e che invece la realtà è quello che vivrai stanotte insieme a me.