martedì 8 luglio 2008

Grano, vita dei popoli



Grano, vita dei popoli

http://www.sagrateluranu.eu/

http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=9189
Grano, vita dei popoli: il Salento incontra il Marocco
A Merine, l'8, il 9 ed il 10 luglio tre giorni per riscoprire i legami profondi tra il Salento e gli altri popoli del Mediterraneo, attraverso storia, religione, cultura, gastronomia e musica
Caro Gesù,
E’ stato talmente bello che ho deciso di scriverne. Prima Padre Gianni il comboniano che dice delle religioni dell’africa, di quelle orali, mostra una maschera che rappresenta l’integrazione dell’Uomo con la natura, poi ne mostra un'altra con 4 occhi e 3 bocche che rappresenta l’uomo che dipende, ha in comune con gli altri uomini la vita stessa e poi una con sette finestre che rappresentano il rapporto con la sua interiorità
Uomo in rapporto con l’ambiente
Uomo in rapporto con la natura
Uomo in rapporto con se stesso!
Grande Padre Gianni!
Poi il Prof Fumarola che descrive attraverso le parole di Felicetti, un suo collega antropologo, il martirio, in sintesi dice che l’islam ha questo fenomeno perché deriva da una emulazione dei media, nulla a che vedere con la disperazione.
Mi ha colpito il prof Perrone, spietato, ha detto del colonialismo italiano delle bombe bum, bum che distruggevano tutti e dei gas.
Poi di quello che accade oggi con i Rom, leggi razziali, derivanti da una serpeggiante falsa insicurezza del 20% del mondo che ha l’80% della ricchezza. Ha detto dell’ipocrisia dei G8 che da secoli oramai hanno FALLITO NELLO SVILUPPO. E’ aumentata la ricchezza dei ricchi e i poveri sono sempre più poveri.
Infine un prof di Matematica dell’Università del salento di origine Tunisina che ha detto della totale mancanza di un modello di emigrazione esistente in Italia, che ha detto che ha fatto dei gran giri in moto e notti di narrazioni sotto le stelle con un amico italiano credente.
Non ha detto che l’amico italiano credente è una rarità, non ha detto che ha difficoltà a dialogare con un uomo agnostico, ateo che ha preso dall’illuminismo lo stile della sua vita e magari è passato attraverso il comunismo per spiaggiare nella ragione fine a se stessa.
Ha concluso un piccolo uomo dai tratti arabi, ma italianissimo che ha citatato il corano nella sura in cui si dice che “la religione non si può imporre a nessuno!” e se lo dice il corano, c’è da crederci!
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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lunedì 7 luglio 2008

felicità



felicità

Comu sta canta lu core miu
me sentu comu nnu cardillu
me pare ca su strhiu
A cci ne ticu sine
a cci ne ticu none
sentu lu lamentu te quiddrhu
parlu te le serate bbone
Comu ha cangiuatu tuttu
intrha alla vita mia
felice e spensieratu
uardu luntanu e bbiciu
nna vita noa cu DDiu
comu a n'paraisu

Comunque se prestiamo una qualche attenzione all’effetto che gli eventi hanno su di noi, ci accorgiamo di avere già sperimentato un diverso tipo di coincidenza, una convergenza di eventi che ci ha lasciati scossi. Nel momento in cui si verifica una coincidenza simile sappiamo che ci sta capitando qualcosa di importante, carico di significati. Percepiamo e vediamo, nell’accidentalità, un elemento significativo. Mentre ad altri questo potrà sembrare frutto del caso u una “semplice coincidenza”, la nostra esperienza ci dice che sta succedendo qualcosa di radicalmente differente.
Carl Gustav Jung ha chiamato questo secondo tipo di coincidenza significativa “sincronicità”. (Robert H. Hopcke Nulla succede per caso saggi mondadori pag. 5)

La forza di Nietzsche di Vito Mancuso

http://www.ilfoglio.it/soloqui/650

omissis……. parla della forza come di una realtà da cui non è dato uscire ma con cui fare i conti, a volte anche giungendo alla sottomissione. Io sostengo infatti che il mondo è governato dalla forza, da ciò che i greci chiamavano “ananche” e i latini “necessitas”, una concezione che, per alcuni cattolici, mi collocherebbe addirittura al di fuori del cristianesimo……….
omissis…….Scriveva Dietrich Bonhoeffer dal carcere di Tegel il 21 febbraio 1944: “Mi sono chiesto molte volte dove passi il confine tra la necessaria resistenza e l’altrettanto necessaria resa davanti al destino”. Bonhoeffer diede la vita per resistere, e tuttavia vide anche la necessità della resa: “Dobbiamo affrontare decisamente il destino – trovo rilevante che questo concetto sia neutro – e sottometterci ad esso al momento opportuno”.......omissis
Il dramma, e però anche il bello della vita, è che nessuno sa a priori se nella circostanza concreta occorre resistere o arrendersi: “I limiti tra resistenza e resa non si possono determinare sul piano dei principi”. Ne viene che escludere a priori uno dei due atteggiamenti, incasellandosi in modo preconcetto o nella perenne resistenza-opposizione al mondo propria della sinistra, oppure nella perenne resa-conformazione della destra, significa mortificare la libertà e spegnere la profezia……omissis………………
L’ordine del giorno l’ha già scritto lui: “Compito futuro dei filosofi: il filosofo deve risolvere il problema del valore, deve determinare la gerarchia dei valori” (“Genealogia della morale”, pag. 44; corsivo di Nietzsche). Tutta la filosofia e la teologia si giocano qui. In particolare, il compito specifico della teologia non è informativo, ma performativo (Performativo (atto verbale) Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. L'atto performativo fa parte della Teoria degli atti linguistici elaborata da Austin (Lancaster il 26 marzo 1911 - Oxford 8 febbraio 1960). Mediante l'atto performativo si compie quello che si dice di fare, conseguentemente si produce immediatamente un fatto reale. Si contrappone all'atto costatativo che si limita a costatare, ad affermare qualcosa, descrivendo il fatto.):
come è fatto il mondo non tocca a lei dirlo, a lei tocca, all’interno di un mondo fatto così, suscitare negli uomini il desiderio di vivere nell’amore di Dio, all’insegna del bene e della giustizia. Il mondo è fatto così, è forza, e tu sei chiamato a immettervi la forma più alta e più pura della forza, che è l’amore. Il cristianesimo vivrà, se saprà rifondare il bene quale valore supremo perché dotato di maggiore “forza”. Il resto sono solo chiacchiere, sterili dispute teologiche che, extra moenia (Extra moenia Da Wikipedia, l'enciclopedia libera è una locuzione latina che significa fuori le mura della città. Questa locuzione è rimasta nella denominazione di alcune località o edifici (specialmente chiese) come loro attributo in quanto nell'epoca della loro fondazione o costruzione essi erano periferici rispetto al centro urbano principale (di solito circondato da mura). L'attributo viene quindi mantenuto come retaggio anche quando ormai l'edificio è inglobato nel centro urbano, come nel caso della Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma. Attualmente la locuzione viene utilizzata per indicare un evento avvenuto o un'attività svolta fuori dalla sede appropriata o l'utilizzo di oggetti fuori dal luogo dove vengono utilizzati normalmente.), non interessano più a nessuno.

Vito Mancuso
E' docente di Teologia moderna e contemporanea presso la facoltà di Filosofia dell'Università San Raffaele di Milano. Tra le sue pubblicazioni "Hegel teologo" (Casale Monferrato 1996), "Il dolore innocente" (Milano 2002), "Per amore. Rifondazione della fede" (Milano 2005). Il suo lavoro mira alla costruzione di una "teologia laica", nel senso di rigoroso discorso su Dio, tale da poter sussistere di fronte alla scienza e alla filosofia.

Egregio Professore Mancuso,
lei scrive: “Io sostengo infatti che il mondo è governato dalla forza, da ciò che i greci chiamavano “ananche” e i latini “necessitas”, una concezione che, per alcuni cattolici, mi collocherebbe addirittura al di fuori del cristianesimo”
Mi scusi prof, ma lei ha detto ciò che tutti sappiamo circa il mondo, persino Paolo di Tarso si chiedeva:
Scrive Paolo di Tarso nella Lettera ai Romani:
“Dunque ciò che è buono divenne morte per me? No, certo! Ma il peccato, per manifestarsi come tale, mi diede la morte per mezzo di ciò che è buono, affinché il peccato, per mezzo del precetto, si riveli in tutta la sua malvagità.
Sappiamo infatti che la legge è spirituale, ma io sono carnale, venduto schiavo al peccato. Non comprendo quel che faccio, perché non faccio quel che voglio, ma quello che odio. Or, se io faccio quel che non voglio, riconosco che la legge è buona. Dunque, non sono io che faccio il male, ma il peccato che abita in me.
So infatti che non il bene abita in me, cioè nella mia carne, poiché il volere sta in mia mano, ma non il fare il bene, poiché non faccio il bene che voglio, bensì il male che non voglio. Or, se io faccio ciò che non voglio, non sono io che lo faccio, ma il peccato che abita in me. Io riscontro dunque in me questa legge, che volendo fare il bene, mi si presenta il male. Difatti, secondo l'uomo interiore, provo diletto nella legge di Dio, ma vedo nelle mie membra un'altra legge, che lotta contro la legge della mia mente e che mi rende schiavo della legge del peccato, che è nelle mie membra. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio: per Gesù Cristo, Signore nostro! Dunque, io stesso, con la mente servo della legge di Dio, ma con la carne servo della legge del peccato.”Romani 7, 13-25
Ecco quindi accertato che nulla di nuovo è sotto il sole!
Ma la spiegazione alle domande che si fa Paolo, giunge estremamente elegante ed esaustiva da Renè Girard che nella sua antropologia in sintesi dimostra che la costruzione antropologica artificiale che viene definita “Mondo” che per l'appunto è stato fondato una prima volta e da qui il ricorrente “dalla fondazione del Mondo” dei testi sacri, è causa e ed effetto allo stesso modo di ciò che lei ricorda abbiano definito i greci “ananche” e i latini “necessitas”.
Solo la consapevolezza di ciò che determina meccanicamente la costruzione antropologica artificiale chiamata mondo porta alla possibilità performativa di cui lei accenna nelel conclusioni del suo ragionamento. Consapevolezza che la costruzione antropologica artificiale chiamata mondo è nata ai fini della divisione dei compiti tra le persone umane e della conseguente redistribuzione dei beni. Ma anche dalla presa d’atto che la costruzione antropologica artificiale chiamata mondo è stata traviata dalla inconsapevolezza, che ha generato l’illusione di ottenere la vita eterna, attraverso l’appropriazione e accumulazione dei beni materiali che andrebbero invece ridistribuiti così come statuito dalla ragione “fondante” del Mondo.
Sgombrato il campo quindi dalla sua preoccupazione, che io ritengo assolutamente infondata, di risultare eretico poiché consapevole della forza e della scoperta (per la verità che altri prima di lei hanno fatto) che il mondo è governato dalla forza, c’è da disquisire in merito alla preoccupazione di Dietrich Bonhoeffer dal carcere di Tegel il 21 febbraio 1944: “Mi sono chiesto molte volte dove passi il confine tra la necessaria resistenza e l’altrettanto necessaria resa davanti al destino” che lei fa sua.
Ora siccome Gesù ci ha lasciato lo Spirito Santo, lavorando su se stessi in un cammino di ascesi, e quindi lasciando sempre più spazio allo Spirito, (che ricordo a me stesso è Dio) il confine tra resistenza e resa risulta assolutamente visibile e distinguibile e altrettanto la scelta tra le due opzioni poiché l’Eterno è esterno e sopra al Mondo e quindi dal di fuori del sistema è in grado di scegliere, avendo avuto spazio dentro di noi.
Circa le sue conclusioni non si può che condividerle senza però il velo di scetticismo da cui sono attraversate. Coraggio!
Cordialità
Antonio Bruno


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domenica 6 luglio 2008

http://bassafilosofia.splinder.com/



http://monasteroinvisibilesance.splinder.com/post/17715230/http%3Abassafilosofia.splinder.c

Caro Gesù,
mi ha scritto Marcello http://bassafilosofia.splinder.com/ è disperato, tra se e se dice che forse quello stronzo di antoniobruno magari gli da una dritta, magari lo fa uscire deall’isolamento. Lavoro e casa, casa e lavoro, pensieri di suicidio, paura del dolore.
Magari questo qui con il suo monastero invisibile del ca**o ha una dritta anche per me.
Io non lo so che posso fare, posso leggerlo, se mi chiama al telefono posso starlo ad ascoltare. Ma per le donne che posso fare? Va a puttane! Ogni tanto, per i suoi bisogni fisiologici, le donne lo mandano affanculo e crede di emanare un cattivo odore.
Io non sono una donna, le donne le amo solo, mica le ho mai conosciute e per la verità di conoscerle non me frega un ca**o!
Io sono qui!
Una domanda: Marcello cosa sei disposto a fare o a dare per risolvere il tuo problema?
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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venerdì 4 luglio 2008

impulsi successivi



impulsi successivi

Caro Gesù,
ieri la libertà è stata a portata di mano, una piccola cosa certamente, ma davvero gustoso stare seduto a bere un caffè in compagnia di amici preziosi.
Tutti sono preziosi, ma ieri ho avuto chiaro cosa c’è che mi mette in condizioni di sentirmi diverso, ieri ho detto che colgo una discontinuità e, nella narrazione che ho effettuato, penso di averne anche intuito la traiettoria, definito il percorso scandendo i tempi e modi in cui questa nuova modalità si è affermata.
A far inizio della nota che è giunta qualche tempo fa sulle mie parole, tutte giuste, tutte perfette, ma prive dell’anima. Come se la lezione fosse chiara a livello cognitivo ma non ancora sviluppata e integrata a livello motivazionale.
La sintesi fu quella della croce, mirabile strumento di salvezza, che mi fu proposta senza che io ne sapessi l’esistenza, senza conoscere l’essenza e la funzione di questo strumento di morte infamante degli antichi romani. Mi fu detto che in tutto il mio dire risultava assente la consapevolezza, appunto, della croce, che lo stesso mio dire risultava efficace dal punto di vista dei contenuti, come dal punto di vista dell’esposizione e dell’immediatezza comunicativa ma che risultava privo di quella forza intrinseca delle parole che prendono forma e che divengono dense, parole germinanti che creano la realtà.
Tutto questo mi fu detto lasciandomi sconvolto a cercare risposte, al punto da chiedere approfondimenti che non mi furono concessi perché mi si propose di osservare la prevalente funzione razionale della mente, che inganna, che impedisce di vedere.
Poi l’incontro rivelatore, tutto mi apparse chiaro, era tutto chiaro. La mia croce, l’ho vista nella sua semplicità, spoglia da orpelli, giustificazioni, spiegazioni logiche, analisi primordiali tendenti a intuirne la provenienza. Semplice, pura, com’è! La mia croce era li e io la vedevo chiara davanti a me. Ed è stato allora che è accaduto.
Qualcosa che poi ha prodotto quello che sta accadendo che si auto genera in impulsi successivi come se un DNA ne suggerisse i passaggi complicatissimi ma assolutamente inconsci.
Io sono quello che sono, non posso essere ciò che tu, fratello mio, moglie mia, figlia mia, mamma mia, parenti miei, colleghi miei, amici e conoscenti miei volete che io sia!
Io sono quello che sono e Tu, mio Signore mi hai creato perfetto! Tu mio Signore vuoi fare di me una storia, e io sono qui, a farla con Te.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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arlecchino



arlecchino
“Il coraggio della goccia d’acqua è che osa cadere nel deserto.” (Lao She)
Leggere il vernacolo pur non propriamente della mia terra mi da i brividi.

Stau culla ucca perta
me manca l’aria
ela eh!
nna piccinna scrie
senza cu ffazza an'cielu
segni te sustia e te mmalesciana
ma scrie te le trusciate
scrie te li bbaci sulla ucca
scrie te come la strigu forte forte
scrie te come nnu masculu e nna fimmena
fannu l’amore scusi a rretu lle porte
me sentu nnu traugghiu intrha allu core miu
me putia essere figghia
stu fiuru senza strhiu!

Caro Gesù,
un incontro che giunge inaspettato. Oggi di nuovo la rabbia che mi ha assalito, l’ira che si è espressa in parte in pubblico ma che ha avuto la sua massima espressione quando sono rientrato in auto, dopo la permanenza in quella stanza infuocata che però mi ha visto accolto.
Il fatto di vivere questa situazione paradossale di perseguitato, di persona che subisce montagne di ingiustizie, mi ha liberato da quella strana silenziosità, da quell’inadeguatezza che mi rendeva oppresso, che mi impediva di esprimere liberamente quello che provavo.
Si, non avevo ancora visto chiaramente la mia croce, la superbia che sfolgorante mi ha reso onore, mi ha portato a te, felice colpa!
Senza di lei, senza la superbia, io mai avrei avuto modo di conoscerTi, mio Signore!
La osservo adesso, ero morto, e la croce mi ha fatto rialzare! Adesso capisco! Ero morto! Ma se guardo quella croce in cui sei stato crocefisso Tu, vedo che sei li anche per me, solo per me, che adesso osservo in tutto il suo splendore la mia croce splendente e meravigliosa!
Ho aperto a caso il Vangelo ed è venuto fuori Luca 16, 1-13, non si possono servire due padroni. Questa parola è forte in questo mio tempo. In attesa di cosa? Delle ricchezze inique? Se non sono fedele nelle piccole cose come posso essere fedele nelle grandi cose?
Il servitore che non sapendo cosa fare riduce i debiti a tutti i debitori del padrone rastrella denari. Ma è il finale che è sconvolgente! soprattutto data la mia situazione. Si! Io sono in attesa della gloria delle ricchezze e non servo Te, mio Signore. Oppure voglio servirTi continuando a servire anche l’accumulo dei beni materiali che rappresentano l’illusione di vincere la morte attraverso la ricchezza, ma nessun ricco che è vissuto ai primi del secolo scorso è riuscito a sopravvivere, così pure i ricchi di oggi, non riusciranno a sopravvivere ai loro patrimoni di beni materiali.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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giovedì 3 luglio 2008

Il segno di Giona



Il segno di Giona

Il segno di Giona: http://it.wikipedia.org/wiki/Libro_di_Giona


Caro Gesù,
grazie per quello che tu sai. La parola che Ti ho chiesto me l’hai data e da lei ho tratto giovamento. La lettera ai Romani Capitolo 5 versetti 1 – 11.” 3E non soltanto questo: noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata 4e la virtù provata la speranza. 5La speranza poi non delude, perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.” In particolare le parole che mi hanno consolato.
Poi gli incontri, ho visto Carlo, Marinella e la loro bambina che camminavano come tre allucinati. Li ho chiamati più volte e solo quando Carlo mi è passato proprio davanti mi ha visto. Li ho salutati cordialmente. Ancora Paola e Claudio, mi ha chiesto di mia figlia, l’ho ringraziata, ed è allora che mi è venuto in mente che poteva essere anche lei una delle persone che potrebbe essere interessata al progetto. Poi ancora incontri con Giuseppe e Liliana con i quali abbiamo parlato della prossima iniziativa che oramai si è definita, Giuseppe pieno di Spirito Santo che mi ha riferito la bontà della mia iniziativa.
Mentre ero con lui infine mia sorella e mio cognato con i quali ho continuato a conversare amabilmente.
Ma il segno di Giona che si rifiutava di fare la Tua volontà, mi è venuto in mente mentre parlavo con Giuseppe e mi chiedevo del perché stessi agendo in questa direzione che so essere insidiosa, piena di rischi e destinata a ricevere le offerse e le ingiurie delle persone di quelle stesse persone che Giona voleva che Dio ammazzasse a Ninive. E che Tu con un albero di ricino, attraverso la nascita e la morte di un albero di ricino con questa allegoria ti esprimesti:
« Tu ti dai pena per quella pianta di ricino per cui non hai fatto nessuna fatica e che tu non hai fatto spuntare, che in una notte è cresciuta e in una notte è perita; ed io non dovrei aver pietà di Ninive, quella grande città, nella quale sono più di centoventimila persone, che non sanno distinguere fra la mano destra e la sinistra, e una grande quantità di animali? » (Giona 4,10-11)
Sia fatta la Tua volontà
antonio

mercoledì 2 luglio 2008

Villa Terragno



Villa Terragno

Caro Gesù,
ieri in bicicletta prima a San Cesario, incontro Carmelo è all’angolo del Bar Natale, come sempre, gli chiedo il nome del Presidente dell’Azione Cattolica, me lo da, gli dico del mio progetto e mi dice che è una buona cosa. Poi mi racconta dei “simil preti” di quelli che sono come quei divani di pelle che non sono di pelle, la famosa “simil pelle”. Mi dice che nelle parrocchie a un certo punto accade la sindrome da “simil prete” che significa che il nostro eroe frequentante la parrocchia fresco di una nomina che lo stesso prete gli ha dato, magari l’ha nominato aiuto dell’aiuto sagrestano, si sente lui, il prete della parrocchia. Va bene ma queste sono faccende che riguardano quelli che si attardano in queste faccende, a noi caro Gesù non interessa questo genere di sollazzi.
Mi sono fermato vicino alla villa Terragno e mi sono venuti in mente il nonno Petruzzu e la nonna Memmi che dopo la pennichella pomeridiana mi facevano fare con loro una passeggiata e mi portavano li, e loro che nella sosta la osservavano intessendone le lodi di bellezza.
Poi verso Lecce, mi supera un giovane di colore anch’egli in bicicletta. Ci salutiamo con un cordiale buonasera. La salita che ha come punto più alto l’incrocio con l’Ospedale “V. Fazzi” rallenta la mia andatura, ma poco dopo c’è ancora lui, è nigeriano, mi dice dell’Italia e del lavoro e poi si parla dell’Islam, della centralità di Dio nella sua vita, delle preghiere e della lettura dei testi sacri. Insieme anche se di due religioni diverse, eravamo insieme, sulle nostre biciclette, sulla Provinciale San Cesario di Lecce – Lecce a discutere di Dio, a dirci del significato del senso del nostro esserci.
Alla fine conveniamo che se c’è al centro dio, le religioni sono marginali, perchè due persone che pregano e eleggono i testi sacri, non ci vuole nulla a far si che si intendano.
Poi ci salutiamo, lui dopo il ponte di San Cesario gira a sinistra , verso la Stazione Ferroviaria, io invece vado diritto verso la Prefettura e da li, percorrendo Viale Otranto a Piazza Sant’Oronzo. Stavo pensando alla nostra società figlia dell’illuminismo, all’arretramento nella comunicazione con l’Oriente causato da questo modo di modellare la realtà che ti vedo tre o quattro giovani con in mano un giornale che sicuramente è figlio dell’illuminismo e che proclamava una non meglio identificata “LOTTA COMUNISTA”.
Mi avvicino e mi chiedono 5 euro, con un ‘insistenza e con un calore di militanti. Io sono ammirato, avranno 25 anni neppure e sono li, con questo caldo, a vendere Lotta Comunista. Quante energie mio Signore che potrebbero servire la causa dell’amore.
Poi ritorno a casa, la mia iniziativa raccoglie ulteriori consensi, li raccolgo in bicicletta. Infine un saluto alla comare Annina, la conoscenza con una signora Calò con cui abbiamo parlato della salubrità della vita di campagna, la conoscenza della figlia di 12 anni di una mia vecchissima amica la Paola che si è avvicinata con la nonna e poi a casa.
Per rientrare sono passato dai giardini della Scuola Materna e ho visto dei festeggiamenti, il sindaco e il segretario del Partito Democratico di San Cesario che serenamente chiacchieravano all’entrata. Ho pensato tra me e me che è proprio bello vivere qui.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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