lunedì 21 luglio 2008

La ragione è come l’energia nucleare



La ragione è come l’energia nucleare

Carissimo Prof. Mancuso vitomancuso@alice.it ,
purtroppo impegni di vario tipo e natura mi hanno impedito di proseguire nei giorni scorsi, come avrei voluto, nella lettura del suo libro “L’anima e il suo destino”. Inoltre in questi giorni avrei voluto almeno scrivere di ciò che ho letto nelle pagg. 98 e 99 del suo libro laddove lei sostiene:
“…..E’altresì vero che, per quanto allevati dagli uomini e in grado di parlare, vi sono esseri umani che non progrediscono molto oltre la vita animale, sono totalmente in balia dei loro sensi, ora sono fame, ora sonno, ora sesso, ora prestigio sociale, e si muovono nel branco della società con la stessa meccanica necessità che guida per lo più gli animali.”
Alla luce delle mie letture dell’antropologo Renè Girard quanto da lei asserito confonde due cose completamente differenti facendole passare per identiche.
Mi spiego meglio: ora sono fame, ora sonno, ora sesso sono esigenze primarie che risultano presenti in ogni persona umana, e anche nel mondo animale e per quanto riguarda fame e sesso anche nel mondo vegetale. Quindi si tratta di appetiti che vanno soddisfatti in quanto tali. E che in quanto tali sono neutri. Gli animali si nutrono senza mai ingrassare (quelli obesi vivono in un organizzazione antropologica artificiale) e fanno sesso quando si devono riprodurre (l’erotismo è un fatto tutto legato alla organizzazione antropologica artificiale). Quindi sesso e fame così come sono assumono le caratteristiche di appetito, quando divengono modi per soddisfare “cose altre” divengono veri e propri disturbi comportamentali per il cibo (anoressia e bulimia) e per il sesso (anoressia sessuale anorgasmia o impotenza e bulimia sessuale perversioni sessuali di vario tipo e natura).
Diverso è il prestigio sociale. Questo ultimo, come i disturbi comportamentali, deriva dalla organizzazione antropologica artificiale ed è da essa dipendente, la sola differenza è che non viene considerato un disturbo comportamentale. Il prestigio sociale deriva dai posti che nella organizzazione vengono considerati prestigiosi, ma che sono il frutto di un trucco, di un illusione derivata dal fatto che alla fondazione del mondo i compiti vennero divisi per avere una vita più comoda. Il fatto che ci fosse la persona che aveva sviluppato l’abilità di accendere il fuoco piuttosto che quella della costruzione delle abitazioni o della coltivazione dei campi non dava diverso prestigio sociale, ma era funzionale alla divisione dei compiti e alla redistribuzione della ricchezza prodotta dal mondo fondato.
Sia prima che dopo la fondazione del mondo, le persone umane avevano gli appetiti per fame o per riprodursi che sono funzionali all’esistenza in vita sia del singolo che della razza umana e per la qual cosa è stato fondato il mondo.
Per semplificare il mondo, ovvero l’organizzazione antropologica artificiale, è stato fondato per consentire ai singoli di vivere con minori rischi e di riprodursi più facilemente.
Se lei ritiene che l’anima sia ciò che è prodotto dalla mente in qualità di pensiero astratto e svincolato dagli appetiti e dalle passioni butta a mare la parabola della zizzania di domenica scorsa. Il grano e la zizzania crescono assieme affinché togliendo la zizzania non si distrugga anche il grano.
La ragione è come l’energia nucleare, può essere impiegata per scopi benefici o servire per distruggere il pianeta. La verità che poi è l’amore che poi è Gesù informa la ragione e da buoni frutti (il grano).
La struttura antropologica che sviluppa violenza rivalitaria informa la ragione e allora si hanno cattivi frutti (la gramigna).
Ma all’amore ci si arriva per grazia, ed è dinamico, non è sempre presente poiché la struttura antropologica artificiale fondata per garantire la vita terrena (limitata e comunque conclusa dalla morte del corpo) viene sublimata e trascesa come in grado di garantire la vita eterna (quella dell’anima e dello spirito). Questo è il grande bluff, l’illusione di Satana, il Principe delle Tenebre, che proprio per questo ha bisogno del buio, del favore della notte per contrabbandare l’organizzazione antropologica artificiale per il Paradiso in Terra, per l’Eden.
Come quando ti avvicini a una decina di metri, di notte, a una donna per strada. La scambi per una donna, ma sono le tenebre che fanno completare alla tua mente ciò che i tuoi occhi non riescono ad osservare. Ma appena spunta il sole ecco che chi di notte sembrava donna, alla luce del sole è un uomo travestito da donna, un trucco, un illusione.
Una volta svelata da Gesù questa Verità, che poi è l’Amore che poi è Gesù stesso, ecco che le ricchezze del mondo sembrano ciò che sono nella realtà, ovvero beni di cui godere, che non sono nostri, che sono a nostra disposizione durante la permanenza in questa fase della nostra vita sulla terra, che lasceremo ai nostri figli così come ci hanno lasciato i nostri avi e che, quindi, possono essere messi in comune per favorire una bella esistenza a tutte le persone umane.
Per il volgo significa questo, invece per gli eruditi significa quest’altro…mi riferisco a quanto scritto da Spinoza e da Lei citato a pagina 99 che lei vedo approva e condivide. Solo che c’è un particolare caro il mio prof. Mancuso, che ai piccoli come quelli che Spinoza sostiene onorino i capi della Chiesa è stato rivelato ciò che risulta oscuro ai grandi, e che questi stessi hanno opportunità di entrare nel Regno dei Cieli ben maggiori di quelle che lo stesso Gesù concede ai ricchi ai quali riserva invece il famoso “è più facile che un cammello…..”
Poi andiamo a pagina 100 dove lei al punto 38. Pienezza in cui Lei dice “….asservire il proprio Io alla dimensione più grande dello Spirito, alla Verità……” Ora anche per questo non c’è assolutamente nulla da eccepire se non la considerazione di Pietro che dopo aver saputo da Gesù dei ricchi (anche quelli di cultura ovvero gli intellettuali) e del Cammello chiese “Chi si salverà?” e Gesù chiarì tutto quanto con il famosissimo e citatissimo “Ciò che è impossibile all’Uomo è possibile a Dio” che mette in luce che davvero noi siamo i tralci e lui è la vite, e che nulla è possibile senza di Lui.
Naturalmente ciò che ho scritto è frutto della mia esperienza e chi legge,m se non ha fatto la stessa esperienza, intenderà ciò che ho scritto a modo suo, poiché l’esperienza di ciò che ho scritto in maniera così poco espressiva e che mi sembra assolutamente inadeguato e un balbettio quasi senza senso rispetto a ciò che ho vissuto.
Ma chi ha fatto esperienza di questo, nonostante la mia misera nell’esprimere mi capirà, mentre chi ancora non ha avuto questa grazia leggerà e interpreterà a seconda dell’esperienza che ha avuto nella sua vita. Ma magari qualcosa lo potrebbe scuotere, potrebbe addirittura darsi che il Signore Nostro, nella Sua infinita misericordia, si serva di un miserabile come me per comunicare a Te quello che Lui vuole dirti (il mio non è dare del Tu a Lei prof. Mancuso, ma è un dare del Tu al lettore eventuale che mi stesse leggendo sul mio blog).
Poi quando parla di Mozart mi comunica esperienze che io ho fatto e comprendo che è così, che è come lei sostiene. Ma lo comprendo io perché ho avuto la Grazia di fare queste esperienze. Chi non le ha fatte le leggerà come una sua opinione su Mozart e basta.
Alla fine di questa parte ancora questa Sua ossessione di chi generi l’anima. Lei ritiene che siano compartecipi i genitori e allora a questo punto lo sono tutte le persone umane che per dirla come dice lei “si prendono cura”. Ma Le ripeto il mio “che importanza ha?” Lei non ha prove di quanto asserisce allo stesso identico modo della Gerarchia ecclesiastica. Sono delle opinioni, la Sua e quella della Gerarchia che non cambiano la faccenda. C’è l’anima! Ognuno di noi ha un anima! L’anima è immortale! L’Eterno presente!
Ma Lei ha scritto di questo nel 4° Capitolo.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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giovedì 17 luglio 2008

le vedo scintillare come stelle che indicano il mio cammino.



le vedo scintillare come stelle che indicano il mio cammino.
Caro Gesù,
Zaccaria che canta le lodi della liberazione. Bellissimo il brano che è uscito a caso. Un annuncio per il popolo di Israele diventa l’annuncio per me.
Un annuncio che si collega alle beatitudini che sono uscite a caso ieri e che nella misericordia annunciano le vie della Pace e la salvezza dei miei nemici.
Io applico alla mia vita queste parole e le vedo scintillare come stelle che indicano il mio cammino.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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il più bravo, il più intelligente, il più....



il più bravo, il più intelligente, il più....
Caro Gesù,
ho aperto a caso ed è venuto fuori Matteo 12, 22 – 32. Adesso medito e rifletto su questo sulle parole della cacciata dell’indemoniato, su quello che tu definisci il Regno diviso in se stesso, io mi sento unito, finalmente di nuovo unito e prendo decisioni che mi sembrano sagge. Come quella di non essere più omissivo di fronte alle ingiustizie a cui assito, io faccio ciò che ritengo giusto e raccolgo le conseguenze qualunque esse siano. Non posso più fare altrimenti, nessuna lusinga che proviene dal mondo ha il diritto di fermarmi e ì, se ci penso, mi ferma la lusinga dell’egoismo, del farmi i fatti miei per non avere grattacapi. Ma al posto di non averne ecco che le rogne aumentano a dismisura.
C’è qualcuno che ti propone un affare irresistibile e poi c’è sempre qualche cosa che tu non avresti mai fatto senza quella lusinga. Un po’ come quel Satana che pretende di essere adorato per poi darti tute le ricchezze del mondo.
Stamattina l’occhio puro che emana luce, che illumina ogni dove e la luce che non si nasconde ma che si mette in bella vista, stasera questo regno diviso in se stesso che lotta se stesso, questo servire due padroni che porta alla rinuncia alla fine, alla morte.
La lusinga della superbia, questa mia croce splendente che oggi vedo ancora più splendente. Con Anna, la superbia di dimostrami più intelligente di lei, anche con Franca anche con mio padre. Superbia e ancora superbia sempre più superbia.
Sia fatta la Tua volontà
antonio


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martedì 15 luglio 2008

La consapevolezza dell’altrui agire inconscio è il fondamento della mia misericordia.



La consapevolezza dell’altrui agire inconscio è il fondamento della mia misericordia.
La consapevolezza dell’altrui agire inconscio è il fondamento della mia misericordia.


Matteo Capitolo 12 - 6 Ora io vi dico che qui c'è qualcosa più grande del tempio. 7 Se aveste compreso che cosa significa: Misericordia io voglio e non sacrificio, non avreste condannato individui senza colpa.

Caro Gesù,
era da tempo che non aprivo a caso il Vangelo e anche oggi la Tua parola mi interpella e mi interroga, come sempre. Io non capisco davvero come fai a farmi scegliere a caso, che poi è una contraddizione in termini, se scelgo non è a caso, se invece, scelgo di scegliere a caso allora non scelgo, anche se scrivo di scegliere.
Il mio giudizio severo di quando desidero che la legge sia rispettata su tutto e su tutti, senza considerare che al di sopra della legge, ci sei Tu mio Signore, creatore del cielo e della terra.
Io davvero spero che questa parola scavi nel profondo del mio cuore, mi porti a Te e mi faccia riflettere che le persone fanno del male in maniera assolutamente INCONSAPEVOLE. Io stesso faccio del male in maniera inconsapevole. Ecco il fondamento della misericordia. La consapevolezza dell’altrui agire inconscio è il fondamento della misericordia. La Tua volontà che sceglie di permettere ciò che non sarebbe permesso è il fondamento della misericordia. Se mi affido a Te, mio Signore, allora non condanno più.
Penso a quel fratello ieri sera, penso a come l’ho visto solo.
Signore abbi pietà di me peccatore, Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio Vivo, abbi pietà di me peccatore.
Sia fatta la Tua volontà


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domenica 13 luglio 2008

Né velo né veline



Né velo né veline

Né velo né veline
Emancipata = come Giuliana Sgrena che ha per motto “né velo né veline”.
di Antonio BRUNO
Ho seguito con attenzione l’intervista di stasera fatta a Giuliana Sgrena nell’atrio del Palazzo Ducale a San Cesario di Lecce. Ho seguito il racconto che ha fatto delle condizioni in cui vivono le donne nell’Islam, anche se, di Islam ce ne sono tanti, quello dell’Irak, quello dell’Algeria e quello della Tunisia ecc. ecc. tutti uno diverso dall’altro.
La questione della donna con il velo, dopo ampia trattazione delle situazioni che si realizzano in quei territori dell’Oriente, che la Sgrena riferisce in quanto testimone si riduce in questa risposta alla domanda di una donna in prima fila che desiderava sapere se ci fossero donne dell’Islam che portassero il velo per LIBERA SCELTA. La Signora Sgrena, sicura di se, risponde che una parte delle donne islamiche è obbligata con la forza a indossare il velo, un’altra parte è obbligata dai condizionamenti della società e le uniche che le indossano liberamente sono quelle che vogliono che IL POTERE SIA DELLA RELIGIONE, LA TEOCRAZIA.
Ora io sono un assiduo frequentatore del blog di Fabio De Nardis, Comunista di Rifondazione. In quel blog si affrontano questioni di comunismo, con un linguaggio da comunisti e siccome io comunista non sono e non capisco quel linguaggio leggo con rispetto ciò che si sostiene, le credenze e i valori che si espongono e anche se non li condivido io continuo a rispettarli. Non sono comunista e non conosco il comunismo allo stesso modo di come non sono Islamico e non conosco l’Islam.
Io penso che la Signora Sgrena (atea) abbia commesso un errore e abbia mancato di rispetto a un popolo che ha delle credenze religiose, che si possono condividere o non condividere, ma che comunque meritano rispetto.
Ho sentito lamentare la Signora Sgrena (atea) una sinistra che invita donne dell’Islam con il velo (credenti) che non piacciono alla Signora Sgrena (atea), e questo posso anche capirlo, ma arrivare a dire che bisogna invitare le donne che non desiderano portare il velo al posto di quelle che sono state invitate penso sia davvero un’enormità che non mi aspettavo, che mi ha lasciato prima basito e poi INDIGNATO!
Così per quanto riguarda la verginità. La Signora Sgrena riferisce che in Irak con 100 euro si ricostruisce l’imene perché altrimenti una donna islamica non si sposa. Poi sostiene che ciò è un’ipocrisia. Giusto! Ma liberamente queste donne scelgono la strada della ricostruzione dell’imene senza reclamare la libertà sessuale che le vedrebbe probabilmente rimanere zitelle o peggio ancora mettere a rischio la stessa sopravvivenza.
Ma ci saranno comunque delle donne che per i valori in cui credono arrivano vergini al matrimonio, ci sono persino delle ragazze di San Cesario di Lecce che desiderano arrivare vergini al matrimonio per le loro credenze religiose, e anche queste non possono essere giudicate perché meritano rispetto.
Come meritano rispetto quelle donne che, interpellate dalla Consigliera Antonella Mangia si sono dichiarate indisponibili addirittura di sentire parlare di aborto, vanno rispettate e non giudicate come donne arretrate e quindi, di conseguenza non emancipate.
Ma la faccenda assume contorni paradossali quando la Signora Sgrena parla delle donne Islamiche che dopo aver visto che concetto si erano fatto i loro uomini delle emancipate donne italiane che fanno le veline alla TV decidono di rimettersi il velo perché non si ritengono ascrivibili a quel tipo di donne veline ( che dal loro punto di vista sono degradate e senza dignità), sembrerebbero quasi dire: Si al velo, no alle veline! E la Signora Sgrena del “IL CORPO E’ MIO E ME LO GESTISCO IO” che fa? Dice che le Islamiche hanno ragione, che la colpa è delle veline, delle tette al vento e dei balletti sconci! Ma Come? Assistiamo allo spettacolo di una Signora Sgrena bacchettona e moralista?
Da basito giungo a divenire esterrefatto. Sono qui ancora che mi chiedo che cosa desideri la Signora Sgrena? Vuole che le Islamiche siano aiutate a emanciparsi, e nello stesso tempo DESIDERA MORALIZZARE LE DONNE ITALIANE.
Una novella inquisizione senza Sant’Uffizio? Una novella inquisizione questa volta ATEA CHE IMPONE IL modello UNICO DELLA Signora Sgrena?
Una aristocrazia formata dalla Signora Sgrena e dalla Consigliera Antonella Mangia che decide chi è emancipato e e in che modo DEBBA EMANCIPARSI E chi invece è in uno stato di sofferenza e di violenza DI DEGRADO E DEBBA ESSERE SALVATO.
Io parto dal presupposto che ciò che io faccio per fede se fossi costretto a farlo per legge sarei sotto la più spietata delle dittature.
Io sono credente e volontariamente cerco di mettere in pratica il Vangelo con risultati per la verità deludenti. Ma lo faccio per mia libera scelta. Una minoranza dell’Islam con l’integralismo ha preso una strada che non condivido anche se rispetto sapendo che la maggior parte dell’Islam non è integralista. Io ci parlo con i fratelli dell’Islam e ci sono anche a San Cesario di Lecce.
Nonostante queste considerazioni alla fine la Consigliere Comunale Daniela Litti ha preso l’impegno di iniziare a conoscere le esigenze della comunità Islamica di San Cesario di Lecce. Buona cosa. E soprattutto è buona cosa dare protezione a chi, liberamente, intenda uscire dall’Islam e dalle sue regole e non possa farlo perché metterebbe a rischio la sua vita. Questo si può fare. Ma un ateo come la Signora Sgrena dovrebbe avere rispetto di chi ateo non è!


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non si può parlare a un mondo popolato da quadrati del mondo popolato dai cubi.



non si può parlare a un mondo popolato da quadrati del mondo popolato dai cubi.

Caro prof. Mancuso vitomancuso@alice.it ,
sono a pag. 90 del suo libro “L’anima e il suo destino” e pur non avendo finito di leggere il terzo capitolo mi sono dovuto fermare perché tante cose mi sono venute in mente e ne vorrei scrivere. Intanto parto dall’inizio e cioè che io credo alla resurrezione dei morti e alla vita eterna. Perché questo è il mio punto di partenza.
La vita eterna è per forza di cose la mia vita eterna, così come è quella dei mie parenti defunti. Io le chiedo e mi chiedo: se nessuno dei miei parenti (e presumo nessuno dei suoi parenti) ha più avuto contatti con me dopo la loro morte fisica, eppure continuano a vivere e, vi è di più, come dicono gli avvocati, resusciteranno nel giorno del giudizio, perché mai noi dovremmo parlare di loro che invece è evidente non possano parlare con noi?
E’ come se noi fossimo in un “mondo a due dimensioni, in questo mondo potremmo parlare di linee, punti, addirittura di figure come il quadrato, ma del CUBO non potremmo parlare, potremmo intuire una corpo a tre dimensioni vivendo in un mondo dove esistono solo quelli a due dimensioni? Noi che viviamo in un mondo a tre dimensioni potremmo, sforzandoci, intuire qualcosa a 5 o a 6 dimensioni?
Vede Gesù non si è avventurato in questo territorio, eppure lui avrebbe potuto, lui che è Dio, avrebbe potuto ma ci ha lasciato lo Spirito Santo che è Dio.
Caro prof. Mancuso si è chiesto il perché Gesù, nel Vangelo di oggi abbia utilizzato la parabola del seminatore e abbia anche spiegato che tale parabola era necessaria perché “Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono. “ Matteo 13,13 eppure nonostante abbia fatto questo non abbia invece parlato dell’anima nei termini in cui ne scrive lei e i teologi che l’hanno preceduta.
Lei ritiene che alla creazione partecipino i genitori che in virtù della sua affermazione divengono coo – creatori, la gerarchia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana intesa come Organizzazione Antropologica artificiale di preti e vescovi sostiene che l’anima derivi direttamente da Dio, ma scusi che cambia?
Lei dice che cambia la percezione dell’anima in noi che addirittura non ne abbiamo percezione per colpa della descrizione data dalla gerarchia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana intesa come Organizzazione Antropologica artificiale di preti e vescovi, quindi sembrerebbe che grazie alla sua tesi, all’anima creata anche dai genitori le persone potrebbero avvicinarsi all’anima e quindi alla resurrezione dei morti e alla vita eterna.
Mi permetta di scrivere a chiare lettere una domanda: Il suo libro ha avuto un grande successo editoriale, l’hanno comprato moltissime persone le risulta che qualcuna di queste grazie all’affermazione e conseguente dimostrazione del suo libro circa la creazione dell’anima con la partecipazione dei genitori ha avuto accesso al credo alla resurrezione dei morti e alla vita eterna? Io ho provato a proporre la questione e non ho avuto alcun riscontro positivo, le credenze di un cittadino medio sulla vita eterna e la resurrezione dei morti sono da paragonarsi per intensità a quelle sul gatto nero che porta male, l’oroscopo che prevede il futuro e al cornetto rosso che allontana la iella.
Io non so la sua realtà, né conosco le sue frequentazioni, ma tra le persone che incontra abitualmente c’è qualcuna che ha dichiarato che la sua vita è cambiata perché ha percepito finalmente l’anima grazie al fatto di sapere che i genitori concorrono alla sua creazione?
Continuerò nella lettura ma queste pagine mi sembrano una disputa tutta tra le mura dei teologi che come organizzazione antropologica artificiale pensano a dimensioni di cui non hanno esperienza e le cui persone defunte che ne hanno esperienza non sono in contatto con loro per spiegare, e di cui, il nostro Dio, Gesù, vissuto in Galilea 2008 anni fa non ha parlato nemmeno in parabole, dico io perché non si può parlare a un mondo popolato da quadrati del mondo popolato dai cubi.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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cambiamenti di stato fisico



cambiamenti di stato fisico
Caro prof. Mancuso vitomancuso@alice.it ,
sono arrivato alla fine del capitolo 2 per la precisione a pag. 75 e a parte le prime cose il resto mi trova in una situazione di aver provato a fare le stesse esperienze e quindi ciò che vi è descritto mi risulta comprensibile.
Ma andiamo con ordine. Lei giustamente afferma che la materia è soprattutto vuoto e che la condizione di equilibrio determina il mondo minerale che peraltro non è in quiete, ma appare in quiete a noi solo perché i nostri sensi (vista, udito, tatto, gusto e odorato) non sono in grado di percepirne il movimento.
A quel livello accadono peraltro cambiamenti di stato (solido, liquido, gassoso) che sono determinati dall’energia. Secondo lei, caro il mio prof, i viventi avrebbero un surplus di energia che si esprime in movimento percepibile, quindi secondo la sua stessa definizione l’anima sarebbe questo surplus che quindi ci sarebbe anche nei minerali che appunto cambiano stato fisico?
Vede che si avventura in questioni assolutamente ininfluenti? Ma cosa vuole determinare se non vi è stato ancora alcuno, se non chi abbia intrapreso il cammino di ascesi, a percepire l’anima, lo Spirito? Vede che il suo cammino è pieno di intoppi e lei è malfermo sulle gambe di queste argomentazioni che sono assolutamente fideistiche e che anche in quell’ambito risultano la sua intuizione che peraltro non è la mia. Io percepisco lo Spirito in tutto il creato, senza distinzione alcune, nel tutto, perché tutto è integrale.
Inoltre anche queste parole inadeguate che ho utilizzato per esprimere e significare la mia esperienza sono un balbettare balbuziente che fa ridere anche me quando rileggo quello che scrivo, perché l’ineffabile può essere indicato e solo chi ha accesso riesce a comprendere.
Come questa sistematica dell’anima che propone: diversi gradi di specializzazione a partire dai vegetali, poi animali e infine uomo.
Mio caro noi tutti siamo il creato, tutta l’energia è il creato a immagine e somiglianza di Dio, Padre Onnipotente Creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e invisibili.
Le relazioni lineari di causa ed effetto funzionano solo nel pianeta che viviamo perché sia l’infinitamente grande (Relatività) che l’infinitamente piccolo (quantistica) non funzionano obbedendo a quella linearità. Le ho già scritto dell’intuizione del campo unificato e si attende conferma ispirata dallo Spirito Santo per comprendere finalmente il Creato nella sua integralità.
Poi sino a pag. 75 pur tra sue interpretazioni che non collimano con la mia esperienza per la maggior parte capisco di che scrive per averlo vissuto sulla mia pelle da quando ho avuto la Grazia di poter accedere prima al silenzio, per quindi osservare me stesso tra urla e grida che si susseguono incessantemente in quello che io definisco l’universo racchiuso dentro di me. Ma anche in questo devo significarLe che nulla di nuovo è sotto il sole. Per essere più chiaro non c’è un rivelamento simile a quello che ho avuto da Renè Girare, almeno sino alla pagina 75 del suo libro.
Con la più viva cordialità
Antonio Bruno


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